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	<title>Commenti a: A me piacciono i Pan di Stelle&#8230;anche nel fundraising</title>
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		<title>Di: DAVVERO UNA BELLA CRICCA&#8230;questi fundraiser! &#171; FARE FUNDRAISING</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-484</link>
		<dc:creator>DAVVERO UNA BELLA CRICCA&#8230;questi fundraiser! &#171; FARE FUNDRAISING</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 23:39:28 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dell&#8217;etica e del bene comune, può funzionare molto bene. Ne avevamo cominciato a discutere qui e qui già qualche mese [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] dell&#8217;etica e del bene comune, può funzionare molto bene. Ne avevamo cominciato a discutere qui e qui già qualche mese [...]</p>
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		<title>Di: Valerio Melandri</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-483</link>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 19:14:38 +0000</pubDate>
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		<description>caro giek ciai proprio ragione...oops! Un saluto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro giek ciai proprio ragione&#8230;oops! Un saluto!</p>
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	</item>
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		<title>Di: jack</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-482</link>
		<dc:creator>jack</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 21:38:10 +0000</pubDate>
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		<description>Non per fare il noioso, ma volevo avvertirti, caro Valerio Melandri, che &quot;qual e&#039;&quot; si scrive senza apostrofo.

a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non per fare il noioso, ma volevo avvertirti, caro Valerio Melandri, che &#8220;qual e&#8217;&#8221; si scrive senza apostrofo.</p>
<p>a presto</p>
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		<title>Di: Valerio Melandri</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-489</link>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:15:56 +0000</pubDate>
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		<description>Radiohead. Io non li consocevo nemmeno.
E non sono parte del loro mercato, ma da domani potrei esserlo, perchè mi sono venuti a cercare.
Vedi, caro Jacopo, qui il punto non e&#039; di diventare tutti &quot;pacifisti&quot; e di buttare via la pistola, quando l&#039;altro ce l&#039;ha, e te la punta addosso.
Il punto è che occorre &quot;ricostruire l&#039;economia dell&#039;altro&quot;, altrimenti è assai difficile che l&#039;altra possa interagire con te.
Quando c&#039;e&#039; la famosa frase &quot;porgi l&#039;altra guancia&quot; che alcuni interpretano come &quot;fatti picchiare due volte&quot; io dico che si fa un errore.
Porgi &quot;l&#039;altra guancia&quot; vuole dire: &quot;&lt;strong&gt;dare modo all&#039;altro di ricostruire la sua economia insieme a te&quot;, &lt;/strong&gt;in modo che lui possa ritornare in rapporto con te e ANCHE TU guadagnarci.
Ecco perchè il perdono è &quot;economico&quot;, perchè nel perdono io permetto all&#039;altro di ricostruire un economia positiva con me e quindi anche io, che vivo per il fatto che ci sono gli altri, (da solo non si vive!) ne guadagno. Regalare sì, ma in modo intelligente: &quot;non perle ai porci&quot;.
Perchè i porci delle perle non sanno che farsene e quindi non sono &quot;economiche per loro&quot; e se non lo sono per loro, non lo sono neanche per me. E&#039; da stupidi regalare perle ai porci, perchè nessuno ci guadagna, e in più io ci perdo.
E dunque &quot;non perle ai porci&quot;, ma solo &quot;porgi l&#039;altra guancia&quot; al fine della sua ricostruzione (che conviene anche a me). Mi spiego?

Se i Radiohead hanno &quot;dato perle ai porci&quot; oppure hanno &quot;porto l&#039;altra guancia&quot;, lo dirà la storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Radiohead. Io non li consocevo nemmeno.<br />
E non sono parte del loro mercato, ma da domani potrei esserlo, perchè mi sono venuti a cercare.<br />
Vedi, caro Jacopo, qui il punto non e&#8217; di diventare tutti &#8220;pacifisti&#8221; e di buttare via la pistola, quando l&#8217;altro ce l&#8217;ha, e te la punta addosso.<br />
Il punto è che occorre &#8220;ricostruire l&#8217;economia dell&#8217;altro&#8221;, altrimenti è assai difficile che l&#8217;altra possa interagire con te.<br />
Quando c&#8217;e&#8217; la famosa frase &#8220;porgi l&#8217;altra guancia&#8221; che alcuni interpretano come &#8220;fatti picchiare due volte&#8221; io dico che si fa un errore.<br />
Porgi &#8220;l&#8217;altra guancia&#8221; vuole dire: &#8220;<strong>dare modo all&#8217;altro di ricostruire la sua economia insieme a te&#8221;, </strong>in modo che lui possa ritornare in rapporto con te e ANCHE TU guadagnarci.<br />
Ecco perchè il perdono è &#8220;economico&#8221;, perchè nel perdono io permetto all&#8217;altro di ricostruire un economia positiva con me e quindi anche io, che vivo per il fatto che ci sono gli altri, (da solo non si vive!) ne guadagno. Regalare sì, ma in modo intelligente: &#8220;non perle ai porci&#8221;.<br />
Perchè i porci delle perle non sanno che farsene e quindi non sono &#8220;economiche per loro&#8221; e se non lo sono per loro, non lo sono neanche per me. E&#8217; da stupidi regalare perle ai porci, perchè nessuno ci guadagna, e in più io ci perdo.<br />
E dunque &#8220;non perle ai porci&#8221;, ma solo &#8220;porgi l&#8217;altra guancia&#8221; al fine della sua ricostruzione (che conviene anche a me). Mi spiego?</p>
<p>Se i Radiohead hanno &#8220;dato perle ai porci&#8221; oppure hanno &#8220;porto l&#8217;altra guancia&#8221;, lo dirà la storia.</p>
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		<title>Di: Valerio Melandri</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-488</link>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:08:52 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Raffaele, quanto hai ragione!. Fai una cosa: se hai voglia e tempo racconta un po&#039; dei tuoi incontri degli anni scorsi...prima che tu iniziassi a fare delle &quot;melandrate&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Raffaele, quanto hai ragione!. Fai una cosa: se hai voglia e tempo racconta un po&#8217; dei tuoi incontri degli anni scorsi&#8230;prima che tu iniziassi a fare delle &#8220;melandrate&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Di: Valerio Melandri</title>
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		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:05:55 +0000</pubDate>
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		<description>Cara GIusy, grazie della idea e ci stiamo attrezzando, da fare senz&#039;altro!
vm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara GIusy, grazie della idea e ci stiamo attrezzando, da fare senz&#8217;altro!<br />
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		<title>Di: Valerio Melandri</title>
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		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:04:54 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Francesco (Quistelli), ma dove sono stato io fino ad adesso? Come mai non ci siamo mai incontrati. Evviva c&#039;e&#039; qualcuno con cui si parla la stessa lingua! Hai ragione su tutto, anche sul PS. Ma sono un bigotto danntamente cattolico e mi hanno sempre insegnato che &quot;si dice il peccato, ma non il peccatore&quot;. Dire il peccatore sarebbe fare polemica. Io dico il dramma, racconto l&#039;esempio, solo per fare capire il problema. Non mi interessa minimamente campbiare la testa alla gente, nemmeno provarci, sopratutto di certa gente. Sono tanti e tali i soprusi violenti, ingiusti, i trattamenti vergognosi, cattivi, insultanti che ho dovuto sopportare, che non ho nessuna speranza che qualcuno si renda conto di quanto male sta facendo al mondo del fund raising. Ma ho necessità, con degli esempi, di fare capire, a chi non sa, di capire. Qui si tratta di due concezioni della vita, non solo del lavoro.
E meglio essere una persona cattiva con un ottimo carattere, o una persona buona con un pessimo carattere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Francesco (Quistelli), ma dove sono stato io fino ad adesso? Come mai non ci siamo mai incontrati. Evviva c&#8217;e&#8217; qualcuno con cui si parla la stessa lingua! Hai ragione su tutto, anche sul PS. Ma sono un bigotto danntamente cattolico e mi hanno sempre insegnato che &#8220;si dice il peccato, ma non il peccatore&#8221;. Dire il peccatore sarebbe fare polemica. Io dico il dramma, racconto l&#8217;esempio, solo per fare capire il problema. Non mi interessa minimamente campbiare la testa alla gente, nemmeno provarci, sopratutto di certa gente. Sono tanti e tali i soprusi violenti, ingiusti, i trattamenti vergognosi, cattivi, insultanti che ho dovuto sopportare, che non ho nessuna speranza che qualcuno si renda conto di quanto male sta facendo al mondo del fund raising. Ma ho necessità, con degli esempi, di fare capire, a chi non sa, di capire. Qui si tratta di due concezioni della vita, non solo del lavoro.<br />
E meglio essere una persona cattiva con un ottimo carattere, o una persona buona con un pessimo carattere?</p>
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	<item>
		<title>Di: francesco quistelli</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-494</link>
		<dc:creator>francesco quistelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 15:19:15 +0000</pubDate>
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		<description>La questione della condivisione della conoscenza è sempre più un tema fondamentale. Personalmente credo nella &quot;competizione collaborativa&quot;, dove la collaborazione serve ad avere un vantaggio reciproco concreto, pur nella consapevolezza che il mercato ha delle regole da rispettare e che stiamo concorrendo nella medesima arena, che non è uno spazio infinito (inteso come numero di donatori). Condividere i problemi affrontati e le soluzioni individuate tra attori che operano in un mercato simile significa migliorare il mercato (è il concetto dei &quot;peer leaders&quot; ad esempio). Senza ovviamente svelare idee creative o progetti innovativi, quello fa parte della capacità competitiva, e non si può toccare!
Ma tutto funziona solo se più attori sono disponibili all&#039;incontro e allo scambio, in modo da aumentare le opportunità di miglioramento per tutti.
Spesso anche io mi sono trovato a non dover dire &quot;cosa c&#039;era da fare&quot;, ma far sì che questo succedesse &quot;bene&quot;. Tutti, se leggono e studiano, sanno in teoria cosa c&#039;è da fare per raccolgiere fondi. Il probelma è farlo, E farlo bene, sul campo.
Guarda che bella iniziativa a San Francisco tra colleghi/concorrenti fundraiser http://www.dersf.org/mc/page.do?sitePageId=35995&amp;orgId=der . Si chiama FAB: fundraiser anxiety busters, ed il nome è già esplicativo! Il mio blog va proprio in questa direzione.
Ciao, Francesco
PS: personalmente non mi occuperei troppo di chi non partecipa, è una libera scelta da rispettare. E visto che questo è un piccolo mondo, si capisce a chi ti riferisci, meglio fare i nomi allora secondo me. Ma quella parte lo trovata sinceramente una polemica fine a se stessa, molto meglio quando costruisci!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La questione della condivisione della conoscenza è sempre più un tema fondamentale. Personalmente credo nella &#8220;competizione collaborativa&#8221;, dove la collaborazione serve ad avere un vantaggio reciproco concreto, pur nella consapevolezza che il mercato ha delle regole da rispettare e che stiamo concorrendo nella medesima arena, che non è uno spazio infinito (inteso come numero di donatori). Condividere i problemi affrontati e le soluzioni individuate tra attori che operano in un mercato simile significa migliorare il mercato (è il concetto dei &#8220;peer leaders&#8221; ad esempio). Senza ovviamente svelare idee creative o progetti innovativi, quello fa parte della capacità competitiva, e non si può toccare!<br />
Ma tutto funziona solo se più attori sono disponibili all&#8217;incontro e allo scambio, in modo da aumentare le opportunità di miglioramento per tutti.<br />
Spesso anche io mi sono trovato a non dover dire &#8220;cosa c&#8217;era da fare&#8221;, ma far sì che questo succedesse &#8220;bene&#8221;. Tutti, se leggono e studiano, sanno in teoria cosa c&#8217;è da fare per raccolgiere fondi. Il probelma è farlo, E farlo bene, sul campo.<br />
Guarda che bella iniziativa a San Francisco tra colleghi/concorrenti fundraiser <a href="http://www.dersf.org/mc/page.do?sitePageId=35995&amp;orgId=der" rel="nofollow">http://www.dersf.org/mc/page.do?sitePageId=35995&amp;orgId=der</a> . Si chiama FAB: fundraiser anxiety busters, ed il nome è già esplicativo! Il mio blog va proprio in questa direzione.<br />
Ciao, Francesco<br />
PS: personalmente non mi occuperei troppo di chi non partecipa, è una libera scelta da rispettare. E visto che questo è un piccolo mondo, si capisce a chi ti riferisci, meglio fare i nomi allora secondo me. Ma quella parte lo trovata sinceramente una polemica fine a se stessa, molto meglio quando costruisci!</p>
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		<title>Di: giusy</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-492</link>
		<dc:creator>giusy</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 15:12:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Melandri,
sono d&#039;accordo con quello che dici. Anche la conoscenza è profitto e allora, noi delle ONP così generosi nei denari, perchè non lo siamo in questo settore?
Propongo, se già non è si sta già facendo, di organizzare un meeting annuale, chiamatelo come volete, festa del f.r., laboratori di f.r., fiera del f.r., giornate del f.r., f.r. raduno...  dove, oltre a sezioni di formazione, ci potessero essere momenti dedicati al confronto tra &quot;pari&quot;. Il momento di conoscenza reciproca, non solo virtuale, fa grande aggregazione, collaborazione e scambio duraturo.
Non abbiamo detto che il miglior modo per fare fund raising è l&#039;incontro faccia a faccia? Penso sia la stessa cosa anche per la crescita professionale.

saluti,
Giusy

p.s. Sono orgogliosa che la lettera per i biglietti di Natale sia stata presa ad esempio (debitamente corretta) sul sito del f.r., grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Melandri,<br />
sono d&#8217;accordo con quello che dici. Anche la conoscenza è profitto e allora, noi delle ONP così generosi nei denari, perchè non lo siamo in questo settore?<br />
Propongo, se già non è si sta già facendo, di organizzare un meeting annuale, chiamatelo come volete, festa del f.r., laboratori di f.r., fiera del f.r., giornate del f.r., f.r. raduno&#8230;  dove, oltre a sezioni di formazione, ci potessero essere momenti dedicati al confronto tra &#8220;pari&#8221;. Il momento di conoscenza reciproca, non solo virtuale, fa grande aggregazione, collaborazione e scambio duraturo.<br />
Non abbiamo detto che il miglior modo per fare fund raising è l&#8217;incontro faccia a faccia? Penso sia la stessa cosa anche per la crescita professionale.</p>
<p>saluti,<br />
Giusy</p>
<p>p.s. Sono orgogliosa che la lettera per i biglietti di Natale sia stata presa ad esempio (debitamente corretta) sul sito del f.r., grazie!</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: laura</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2007/11/07/i-pan-di-stelle-del-fundraising/comment-page-1/#comment-486</link>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 14:26:59 +0000</pubDate>
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		<description>A me non piacciono i pan di stelle....ma non importa. Quello che voglio dire è che non sempre avere in mano la ricetta ti garantisce la buona riuscita del prodotto. E&#039; un buon inizio ma c&#039;è sempre un percorso da fare. (importante è anche chi sta in cucina): a volte i pan di stelle si bruciano, a volte non vengono uguali all&#039;originale a volte vengono meglio dell&#039;originale perchè ci hai messo fatica, tempo e anche altro (insomma non è una produzione standardizzata come alla Barilla)comunque è già importante avere una buona base di ingredienti...poi...il resto lo fai tu..e tutti quelli che lavorano con te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me non piacciono i pan di stelle&#8230;.ma non importa. Quello che voglio dire è che non sempre avere in mano la ricetta ti garantisce la buona riuscita del prodotto. E&#8217; un buon inizio ma c&#8217;è sempre un percorso da fare. (importante è anche chi sta in cucina): a volte i pan di stelle si bruciano, a volte non vengono uguali all&#8217;originale a volte vengono meglio dell&#8217;originale perchè ci hai messo fatica, tempo e anche altro (insomma non è una produzione standardizzata come alla Barilla)comunque è già importante avere una buona base di ingredienti&#8230;poi&#8230;il resto lo fai tu..e tutti quelli che lavorano con te.</p>
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