Un commento a Striscia la Notizia sul pagamento a percentuale dei fundraiser

Ecco un mio commento (altri arriveranno nei prossimi mesi) su una notizia che ho sentito l’altra sera in televisione su Striscia la Notizia. Clicca sul tasto Play per ascoltare e vedere il video

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

6 Comments

  1. Sono d’accordo. Il difficle è farlo comprendere alle organizzazioni nonprofit, anche se le cose, rispetto a qualche anno fa, stanno notevolmente migliorando.

    lz

  2. anch’io sono d’accordo e anche se, come sembra, si tratta di un episodio isolato prodotto da scelte discutibili, condivido la preoccupazione del Prof. Valerio che se non ho capito male, non trova in tutto ciò una pratica propria di chi si impegna a promuovere opere che abbiano un senso riferibile al concetto di bene comune.

  3. Sono d’accordo, se il fine è il denaro il foundraiser perde di vista l’obiettivo più importante: le persone che lo possono donare.
    Mi permetto di fare una divagazione che mi è venuta in mente guardando il video, propongo a Valerio come prossimo post un sondaggio semiserio e magari inutile: “Il look del foundraiser, meglio la camicia o la polo?” Io metto subitola crocetta sulla seconda…
    A presto,
    Giusy

  4. Sono daccordo anch’io, purtroppo però, a differenza di quanto dice Luciano, non mi risulta che le cose stiano migliorando..anzi. A Bologna per esempio si fatica a trovare volontari poichè c’è la concorrenza di una importante Associazione che li retribuisce a percentuale. E’ un problema grave ma non essendoci regole definite ognuno fa quello che gli pare dando così una immagine negativa di tutto il mondo nonprofit.
    Ciao

  5. ciao annalisa e bentornata! Grazie per il commento! Conosco la situazione ma i volontari sono davvero volontari?

  6. condivido la rabbia e la preoccupazione.
    quanti di noi in un’occasione pubblica come un evento o un banchetto si sono sentiti chiedere “ma sei pagato?”. e tutti abbiamo spiegato come la nostra sia una professione full-time, impegnativa e raramente retribuita ai livelli del profit.
    è già difficile fare passare al donatore la dignità del LAVORO di fundraiser, oltre a quella, scontata, del volontario.
    episodi, frequentissimi, come questo, incrinano sempre più la fiducia del donatore, ma soprattutto la dignità di chi svolge questo lavoro-per tutti i motivi che ben conosciamo e che abbiamo studiato…

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