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	<title>Commenti a: Il fundraising non è sempre rose e fiori</title>
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		<title>Di: Beppe Cacòpardo</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2008/05/19/fundraising-rose-fiori/comment-page-1/#comment-598</link>
		<dc:creator>Beppe Cacòpardo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 16:48:31 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Valerio, per pura combinazione in queste ore è in pubblicazione sul sito www.professionetica.it un articolo scritto a quattro mani da me e da Francesca Zagni, vice presidente di ASSIF, il cui titolo è &quot;Compenso in percentuale? No grazie&quot;. In esso è ripreso e commentato il paragrafo del codice etico di ASSIF che tratta il tema della remunerazione del fundraiser di cui riporto uno stralcio: &quot;...il socio ASSIF ha la facoltà di proporre ed accettare remunerazioni che, oltre ad una base fissa, prevedano anche una componente variabile collegata alla performance realizzata. Le componenti variabili della remunerazione (bonus o premi) legate al conseguimento o superamento degli obiettivi di raccolta devono essere definite in via preventiva e di comune accordo tra il socio e l&#039;ente beneficiario. I soci ASSIF scoraggiano proposte di collaborazione che non prevedano una minima base di compenso e che introducano sistemi di remunerazione variabili, espressi come percentuale delle donazioni o dei donatori.&quot; La piccola ma intraprendente associazione che si è rivolta a te potrebbe dunque adottare una soluzione mista, che preveda una base di compenso fisso e una parte mobile, con bonus e/o premi concordati a priori, legati a obiettivi certi e verificabili. Per altri commenti rimando all&#039;articolo di cui sopra, che uscirà anche domani, nella newsletter ProfessionEtica, evitando di dilungarmi oltre. Grazie e buon lavoro, Beppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Valerio, per pura combinazione in queste ore è in pubblicazione sul sito <a href="http://www.professionetica.it" rel="nofollow">http://www.professionetica.it</a> un articolo scritto a quattro mani da me e da Francesca Zagni, vice presidente di ASSIF, il cui titolo è &#8220;Compenso in percentuale? No grazie&#8221;. In esso è ripreso e commentato il paragrafo del codice etico di ASSIF che tratta il tema della remunerazione del fundraiser di cui riporto uno stralcio: &#8220;&#8230;il socio ASSIF ha la facoltà di proporre ed accettare remunerazioni che, oltre ad una base fissa, prevedano anche una componente variabile collegata alla performance realizzata. Le componenti variabili della remunerazione (bonus o premi) legate al conseguimento o superamento degli obiettivi di raccolta devono essere definite in via preventiva e di comune accordo tra il socio e l&#8217;ente beneficiario. I soci ASSIF scoraggiano proposte di collaborazione che non prevedano una minima base di compenso e che introducano sistemi di remunerazione variabili, espressi come percentuale delle donazioni o dei donatori.&#8221; La piccola ma intraprendente associazione che si è rivolta a te potrebbe dunque adottare una soluzione mista, che preveda una base di compenso fisso e una parte mobile, con bonus e/o premi concordati a priori, legati a obiettivi certi e verificabili. Per altri commenti rimando all&#8217;articolo di cui sopra, che uscirà anche domani, nella newsletter ProfessionEtica, evitando di dilungarmi oltre. Grazie e buon lavoro, Beppe</p>
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		<title>Di: luciano</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2008/05/19/fundraising-rose-fiori/comment-page-1/#comment-597</link>
		<dc:creator>luciano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 13:35:37 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio , bentornato. Come è andata a Berlino?
Poco da commentare rispetto alla mail riportata qui sopra, purtroppo spesso la voce fund raising, nei bilanci  e nei budget delle ANP, compare solo nella sezione sinistra, quella delle &quot;entrate&quot;, mai in quella destra delle uscite (alla voce &quot;investimenti&quot;).
Ci hanno insegnato che un imprenditore, tra le altre caratteristiche, deve avere una certa propensione al rischio, questo vale anche per gli &quot;imprenditori sociali&quot;, dalle certezze non arrivano quasi mai grandi risultati.

Coraggio!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio , bentornato. Come è andata a Berlino?<br />
Poco da commentare rispetto alla mail riportata qui sopra, purtroppo spesso la voce fund raising, nei bilanci  e nei budget delle ANP, compare solo nella sezione sinistra, quella delle &#8220;entrate&#8221;, mai in quella destra delle uscite (alla voce &#8220;investimenti&#8221;).<br />
Ci hanno insegnato che un imprenditore, tra le altre caratteristiche, deve avere una certa propensione al rischio, questo vale anche per gli &#8220;imprenditori sociali&#8221;, dalle certezze non arrivano quasi mai grandi risultati.</p>
<p>Coraggio!!!</p>
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