<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Valerio Melandri &#187; Chiedi al Melandri</title>
	<atom:link href="http://www.valeriomelandri.it/category/chiedi-al-melandri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.valeriomelandri.it</link>
	<description>Fundraiser Blog</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2012 16:14:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>Tiriamo un po&#8217; di somme</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2011/07/11/tiriamo-un-po-di-somme/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2011/07/11/tiriamo-un-po-di-somme/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 15:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=2449</guid>
		<description><![CDATA[È tempo di fare il punto della situazione sul Fundraising e sullo sviluppo del nonprofit in Italia. Ecco alcune considerazioni che ho messo insieme in occasione dell&#8217;intervista rilasciata al Magazine della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È tempo di fare il punto della situazione sul Fundraising e sullo sviluppo del nonprofit in Italia. Ecco alcune considerazioni che ho messo insieme in occasione dell&#8217;intervista rilasciata al Magazine della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/da-pubblicare_1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2452" title="da pubblicare_" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/da-pubblicare_1-1024x723.jpg" alt="" width="473" height="347" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/da-pubblicare_.jpg"></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2011/07/11/tiriamo-un-po-di-somme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Benchmark nel nonprofit</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2010/12/21/benchmark-nel-nonprofit/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2010/12/21/benchmark-nel-nonprofit/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 11:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=2050</guid>
		<description><![CDATA[Uno studente mi invia una richiesta molto specifica che ha come tema il benchmark fra organizzazioni nonprofit (questione in Italia ancora aperta&#8230;). Leggete, molto interessante direi. Salve professore Melandri, mi chiamo [...] e sono uno studente laureando del Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale dell&#8217;Università di Palermo. La disturbo per chiederle gentilmente un&#8217;informazione per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2010/12/picture-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2052" title="picture-3" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2010/12/picture-3-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Uno studente mi invia una richiesta molto specifica che ha come tema il benchmark fra organizzazioni nonprofit (questione in Italia ancora aperta&#8230;). Leggete, molto interessante direi.<br />
<em><br />
Salve professore Melandri, mi chiamo [...] e sono uno studente laureando del Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale dell&#8217;Università di Palermo. La disturbo per chiederle gentilmente un&#8217;informazione per la mia tesi di laurea. Mi sto occupando di fundraising, in particolare sto cercando di valutare l&#8217;efficienza nell&#8217;attività di fundraising di alcune ONP siciliane, sulla base di informazioni e indicatori, scelti facendo riferimento a quanto esiste in letteratura. Sarebbe per me interessante poi poter proporre un caso di eccellenza di una ONP italiana da utilizzare come benchmark. Per questo, le chiedo se mi può dare un&#8217;indicazione, un suggerimento, riguardo appunto a un&#8217;organizzazione italiana che eccelle nel fundraising, in modo che io la possa contattare ed eventualmente raccogliere le informazioni necessarie. Consideri che le organizzazioni che sto analizzando sono tutte medio-piccole, tutte Onlus operanti nei campi del sostegno alle fascie deboli della popolazione, dai paesi in via di sviluppo, ai disagiati delle nostre città, a chi ha particolari problemi di salute fisica o mentale.<br />
La ringrazio anticipatamente, e mi scuso per averla disturbata. </em></p>
<p><strong>La mia risposta</strong><br />
Caro [...]<br />
indicare qualcuno che eccelle in termini di fundraising e&#8217; assai difficile perchè si tratta di qualcosa che non puo&#8217; essere complessivamente considerato.<br />
Si tratta di un analisi che va fatta strumento per strumento, campagna per campagna, e organizzazione per organizzazione. E anche se due organizzazioni facessero lo stesso rate (percentuale di costi fissi/casti variabili oppure percentuale costi di struttura/costi di progetto, oppure soldi spesi per ogni euro raccolto) sarebbe in realtà ben poco significativo per segnalare la loro presunta efficienza.<br />
Per Telethon che ha a disposizione la Rai, fare certe raccolte è ben diverso che per la piccola organizzazione di Palermo, e se magari Telethon ha il 20% di costi di raccolta rispetto alla piccola organizzazione di Palermo che ne ha 60% (cioè per ogni 100 euro raccolte ne spende 60) questo non significa necessariamente che una e&#8217; buono e l&#8217;altra cattiva. Occorre guardare al momento storico dell&#8217;organizzazione, alla storia, alla causa, alla regione, alla dimensione, al suo database, alla presenza di volontari, ecc&#8230;<br />
Piuttosto faccia solo un benchmark della sicilia, e questo avrebbe un suo significato, magari onp dello steso settore, e in se questo potrebbe avere un suo significato.<br />
Io sarei interessato a pubblicare una sintesi della sua tesi in una delle riviste per cui collaboro, potrebbe avere un suo significato.<br />
In altre parole, la domanda che si pone è secondo me quella sbagliata. E come se io avendo in casa un termometro rotto, per misurare la febbre ai miei figli mi dicessi &#8220;il temometro e&#8217; rotto, ma almeno è un termometro&#8221;&#8230;in realtà non è così, occorre trovare altri modi per misurare la febbre, e il benchmark sul fundraising e&#8217; davvero pericoloso!<br />
Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2010/12/21/benchmark-nel-nonprofit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una studente del Master al lavoro: i miei consigli</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2010/08/09/una-studente-del-master-al-lavoro-i-miei-consigli/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2010/08/09/una-studente-del-master-al-lavoro-i-miei-consigli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 07:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1813</guid>
		<description><![CDATA[Una mia ex-studentessa del Master mi scrive raccontandomi un po&#8217; come sta andando l&#8217;esperienza nel fundraising e chiedendomi anche un consiglio relativamente al depliant informativo della onp. Ecco il mio consiglio sul depliant: 1 &#8211; bene o male ci caschiamo tutti significa che quindi siamo tutti destinati a diventare matti??? 2 &#8211; graficamente non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mia ex-studentessa del Master mi scrive raccontandomi un po&#8217; come sta andando l&#8217;esperienza nel fundraising e chiedendomi anche un consiglio relativamente al depliant informativo della onp. Ecco il mio consiglio sul depliant:</p>
<p>1 &#8211; bene o male ci caschiamo tutti significa che quindi siamo tutti destinati a diventare matti???<br />
2 &#8211; graficamente non è proprio il massimo, ma i testi sono pensati e chiari<br />
3 &#8211; manca la richiesta di denaro, o di tessera o di azione di qualcosa!<br />
4 &#8211; la storia della gravità non mi convince molto<br />
5 &#8211; e mordillo o simil mordillo non mi entusiasma, ma se vi piace&#8230;insomma è bellissimo tranne qualche particolare&#8230;.<br />
<span id="more-1813"></span><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Salve Prof. Valerio, come va&#8217;?<br />
Io, come le anticipavo ieri, sono in piena attività di fundraising e di sviluppo del progetto [...] insieme a Veronica!!<br />
Dall&#8217;ultima volta in cui ci siamo sentiti, abbiamo fatto strada: prodotto materiali, documenti, partecipato ad eventi e molto altro, che in breve le presento nell&#8217;allegato (ho fatto una presentazione in power point breve e sintetica e soprattutto in mezz&#8217;ora)!!!<br />
Volevo complimentarmi per l&#8217;organizzazione del Festival del F.R. di quest&#8217;anno perchè come ho potuto vedere e riscontrare dagli altri ex-alunni del master è stata OTTIMA anche se purtroppo non siamo riuscite a partecipare, in quanto, impegnate entrambe su diversi fronti. Le mando in allegato il nostro depliant informativo della cooperativa e dei suoi progetti (mirato ad eventi e al mailing) e se fosse possibile, avrei piacere di ricevere una sua opinione in merito, anche negativa!!!Devo rimandarlo in stampa e un primo riscontro l&#8217;abbiamo già avuto ma un suo giudizio potrebbe aiutarci a migliorarlo!! Grazie per l&#8217;attenzione e con la speranza di sentirci presto<br />
le auguro un buon weekend Federica Z.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2010/08/09/una-studente-del-master-al-lavoro-i-miei-consigli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La posta del cuore del fundraising</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2010/07/29/la-posta-del-cuore-del-fundraising/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2010/07/29/la-posta-del-cuore-del-fundraising/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1828</guid>
		<description><![CDATA[Mi scrive sempre un mio studente: condivido con i lettori del blog questa sua e-mail perchè credo si riesca così e sempre di più a toccare il &#8220;cuore&#8221; del fundraising, quello concreto, non quello solo sulla carta, quello che tramuta teoria e strategia in azioni e in fondi raccolti. C&#8217;è sempre da imparare!!! VM La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scrive sempre un mio studente: condivido con i lettori del blog questa sua e-mail perchè credo si riesca così e sempre di più a toccare il &#8220;cuore&#8221; del fundraising, quello concreto, non quello solo sulla carta, quello che tramuta teoria e strategia in azioni e in fondi raccolti.<br />
C&#8217;è sempre da imparare!!! VM</p>
<p><strong>La mia risposta</strong><br />
che mito!<br />
questa volta non ti lascio nel dubbio di non aver ricevuto, ma la risposta necessita un chiarimento tuo&#8230;tu cosa vuoi fare da grande? te ne vai da quella cooperativa, come pensavo facessi, oppure rimani?<br />
qui sta il nocciolo della questione.<br />
Se rimani, sei riuscito a creare un&#8217;emergenza (soldi) un comitato e hai l&#8217;autorevolezza per guidarlo&#8230;cose che riuscire a fare in un&#8217;organizzazione normale ci vuole piu&#8217; o meno &#8230;2 anni! dunque uno ne approfitta e trasforma questo comitato buoni pasto in comitato fundraising e tu diventi il condottiero. Io vengo gratis a fare una riunione con sta gente.<br />
SE te ne vai, trovati un paio di visite mediche da fare alle prossime volte e tutto si sgonfierà in un paio di settimane e nessuno ricorderà la tua proposta, peccato epr i tuoi amici che non mangeranno piu&#8217;&#8230;e di questo passo non daranno neppure piu&#8217; da mangiare ai propri familiari&#8230;<br />
giovedi ne parliamo con calma e molto volentieri,<br />
voglio che mi racconti anche delle tue nozze&#8230;mi dicono che si vuole spostare la lezione. Io sono d&#8217;accordo a patto che mi inviti..(e noi siamo in 5 = 2 + 3)<br />
ciao</p>
<p>vm</p>
<p><strong>La lettera dello studente</strong><br />
Caro prof. Melandri,<br />
approfitto ancora di lei per sottoporre alla sua attenzione questo caso che mi è capitato&#8230;e per inaugurare la rubrica &#8220;LA POSTA DEL CUORE DEL FUND RAISING&#8221;. Circa un mese fa il mio CDA, che possiede una capacità di vision pari a quella di una talpa con gli occhiali, porta in assemblea soci le proposte per contenere i costi vista la prospettiva di un nuovo bilancio in rosso.<br />
Tra queste proposte vi è l&#8217;eliminazione completa del benefit dei buoni pasto per i dipendenti per un totale di circa 13.000,00 euro di risparmio annuale. Seguono alcuni deboli commenti dei soci, qualcuno pro CDA (altre talpe con gli occhiali) qualcun altro timidamente contro&#8230;</p>
<p>Al che prendo la parola e mi permetto di evidenziare come sia triste che il CDA porti in assemblea delle proposte di risparmio e magari non porti invece uno stimolo su come la cooperativa, con il coinvolgimento dei soci, possa darsi da fare per recuperare 13.000 euro all&#8217;anno. Insomma un intervneto di buon senso in cui provo a suggerire una rotta propositiva, invece di una restrittiva&#8230;<br />
Reazione prima perplessa e poi qualcuno inizia a dire&#8230;&#8221;però paolo non ha tutti i torti&#8230;&#8221;. Piano piano nasce l&#8217;idea di un gruppo di soci volontari (una sorta di primo cerchio dei costituenti) che lavori ad alcune proposte da portare al CDA ed all&#8217;assemblea&#8230;<br />
Io intervengo dicendo che ovviamente ne vorrei fare parte, ma che secondo me è necessario che nel gruppo entri una talpa con gli occhiali&#8230;cioè un membro del CDA&#8230;</p>
<p>Il presidente sbianca, balbetta e dice che non ha tempo, che segue già mille cose, che il CDA la sua proposta e il suo sforzo lo ha già fatto&#8230; Fortunatamente un membro del CDA perde gli occhiali, mi dà ragione e si propone di rappresentare il CDA in questo gruppo di lavoro&#8230;con annesso sguardo piccato del presidente.<br />
Risultato: lunedì scorso un gruppo di sei soci si è trovato per iniziare a ragionare; io non potevo esserci per una visita dal medico (mannaggia ho i polmoni un pò malmessi)però ho scritto un documento di tre pagine ed alcune piccole e semplici proposte&#8230;<br />
Le confesso che sono perplesso; qui è nato un gruppo di volontari che vuole semplicemente difendere un proprio legittimo privilegio (il buono pasto), il presidente rema contro&#8230;non c&#8217;è alcun pensiero su buona causa&#8230;sul fatto che fare fund raising è un processo che implica la costruzione o il consolidamento dell&#8217;identità di una cooperativa, c&#8217;è la fantasia che tale processo possa portare subito utili, senza quindi una prospettiva almeno biennale di lavoro&#8230; Insomma, non so come pormi davanti a questo gruppo di lavoro, non so se farmi dare un mandato di guidarli e coordinarli&#8230;, sento che ci sono delle aspettative su di me e non so neanche se ho voglia di mettere a disposizione le competenze che sto acquisendo al master&#8230;per i buoni pasto&#8230;</p>
<p>Cosa mi consiglia? Quante volte a lezione abbiamo citato esempi così&#8230;vero? Grazie per l&#8217;attenzione Ci vediamo giovedì prossimo Cari saluti Paolo</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2010/07/29/la-posta-del-cuore-del-fundraising/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Master in Fundraising agli USA</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2010/07/19/dal-master-in-fundraising-agli-usa/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2010/07/19/dal-master-in-fundraising-agli-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 07:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>
		<category><![CDATA[Master Fund Raising]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1832</guid>
		<description><![CDATA[Da una ex studentessa del Master, che ora lavora in un&#8217;onp negli USA, ecco un&#8217;email in cui mi vengono chiesti consigli ed io volentieri rispondo tra le righe (in corsivo). Buona Lettura. VM Caro Prof. Valerio Melandri, Come sta? Le scrivo dal Garibaldi-Meucci Museum, New York, dove lavoro felicemente come Resource Developer. Nel 2008 ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/home/valeriomelandri.it/httpdocs/wp-content/uploads/2010/07/GMMlogo300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1835" title="GMMlogo300" src="http://www.valeriomelandri.it/home/valeriomelandri.it/httpdocs/wp-content/uploads/2010/07/GMMlogo300.jpg" alt="" width="120" height="118" /></a><br />
<em>Da una ex studentessa del Master, che ora lavora in un&#8217;onp negli USA, ecco un&#8217;email in cui mi vengono chiesti consigli ed io volentieri rispondo tra le righe (in corsivo). Buona Lettura. VM</em></p>
<p>Caro Prof. Valerio Melandri,<br />
Come sta?<br />
Le scrivo dal Garibaldi-Meucci Museum, New York, dove lavoro felicemente come Resource Developer. Nel 2008 ho frequentato il master in fundraising (ero quella che pendolava dalla Germania) e ora mi rivolgo a Lei per un consiglio.<br />
<em>guarda che mi ricordo molto bene di te! e della tua pazienza con il nostro Don Paolo quando gli traducevi le cose..</em><br />
Il prossimo anno sara` il 150mo anniversario dell’Unita` d’Italia e ho pensato che potrebbe essere una ricorrenza interessante per lanciare una raccolta di capitali. L’obiettivo e` quello di costituire un Unrestricted Endowment Fund sufficientemente grande da poterne usare gli interessi per sostenere parte delle spese ordinarie di gestione del museo –che e` piccolo. Mi piacerebbe avventurarmi in una Campagna di Capitali anomala, e piuttosto ambiziosa, I Nuove Mille (The New Mille), e cioe` raccogliere  1000 donazioni da altrettanti donatori, o meglio 1089, esattamente quanti erano I Garibaldini allo sbarco a Marsala da 1000US$ ciascuna.<br />
<em>bello!</em><br />
Il concetto a grosse linee e`: come, grazie ai mille volontari, Garibaldi pote` realizzare i suoi ideali di giustizia e liberta` e unificare l’Italia cosi`, grazie ai Nuovi Mille, il Museo a lui intitolato continuera` ad operare, tenendo vivo il patrimonio culturale italiano in America. Il naming giochera` un ruolo essenziale vista la natura altamente simbolica ed emotiva della campagna.<br />
<em>bellissimo, ma dopo ai donatori cosa rimane? solo naming opportunities? e dove nell&#8217;anticamera? all&#8217;ingresso? dove?</em><br />
Cosi`piatta, la campagna farebbe strage di tutti gli insegnamenti ricevuti al master (in termini di % di grandi, medie e piccole donazioni) -una specie di campagna capitali comunista(!)- oppure potrei aggiusatrla nel senso che, chi dona 10.000$ ha diritto a 10 naming.<br />
<em>Direi che in virtù&#8217; di quello che dona uno riceve più&#8217; spazio secondo un accordo cm/euro (vedi festival del fundraising e lezioni di sponsor)</em><br />
<em>Altro pensiero. Come le raggiungo 10.000 o piu` persone? Devo assoulutamente trovare un accesso ai mezzi di comunicazione di massa, smuovere un qualche studioso/giornalista importante, insomma degli opinion leader, altrimenti non arrivo mai.<br />
direi che non è con le comunicazioni di massa che puoi ottenere questo tipo di donazioni. Si tratta di fare 1 per uno i donatori (direi fra i 7000 e gli 8000) facendo dei faccia a faccia personalizzati, specialmente se il museo è piccolo non userei assolutamente mezzi come il direct, al limite il telefono, meglio il face to face.<br />
Ma quanti siete a chiedere? 1000 per 1000 fa 1000.000 di euro, spero davvero che tu non ritenga sola soletta di poter fare questo tipo di raccolta. Tieni presente che quando sei riuscita a fare 500 appuntamenti in un anno è un grandissimo successo (direi che 300 è più&#8217; ragionevole), quindi fai tu i conti 7000/500 significa che almeno 7 o 8 persone in due anni devo aiutarti.<br />
E&#8217; ovvio che se riesci ad andare a colpo sicuro, se riesci a ottenere qualche donazione attraverso lettere super personalizzate (non mailing) puoi abbassare la percentuale e portare a casa una donazione ogni tre appuntamenti e in tal caso necessiti di almeno 3000 appuntamenti ovvero 5-6 persone per due anni. NOn meno!<br />
Si è pur vero che i testimonial sono importanti, but again, far suonare l&#8217;orchestra è importante, è utile, crea emozione, eleva i cuori, ecc ma il fundraiser è il bigliettaio che fa pagare l&#8217;ingresso al concerto, è quello che controlla che tutti paghino per entrare in teatro e non solo che scatena la passione.<br />
Perché no ci sentiamo via skype?  skype e&#8217; economico e ci si vede facilmente, a dopo e grazie e buon lavoro!<br />
VM</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2010/07/19/dal-master-in-fundraising-agli-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ringraziare per una donazione?</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2009/09/13/ringraziare-per-una-donazione/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2009/09/13/ringraziare-per-una-donazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 20:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1393</guid>
		<description><![CDATA[Una mia ex-studente, ora fundraiser mi scrive sul tema del ringraziamento del donatore Buongiorno Prof. Melandri, come state, e famiglia ? Noi bene ? Avrei una domanda da porvi : quello che abbiamo studiato riguardo le lettere di ringraziamento per le donazioni dicevano che entro 3 gg il donatore avrebbe dovuto ricevere una lettera di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mia ex-studente, ora fundraiser mi scrive sul tema del ringraziamento del donatore</p>
<p><em>Buongiorno Prof. Melandri, come state, e famiglia ? Noi bene ?<br />
Avrei una domanda da porvi : quello che abbiamo studiato riguardo le lettere di ringraziamento per le donazioni dicevano che entro 3 gg il donatore avrebbe dovuto ricevere una lettera di ringraziamento per la donazioe effettuata. Nella realtà trovo che questo sia un&#8217; utopia .Se ci riferiamo alle lettere di ringraziamento per i bollettini<br />
postali in realtà si ricevono i CUAS entro 15 gg , in realtà il donatore li riceve entro 20 gg a casa . I bonifici online anche quest,o la copia di pagamento si riceve entro uan settimana o 2 settimane &#8230; l&#8217; unica lettera di ringraziamento che si può spedire e scrivere entro i famosi 3 gg sono per quelle donazioni online .. dove si può scaricare il dato subito &#8230; e poi dopo un anno che lavoro in una fondazioen onlus, si può dire che il donatore che riceve la lettera dopo 20 gg non si è mai lamentato ? a meno a me personalmente non è mai capitata ? si lamenta invece se non riceve un nostro riscontro che abbiamo ricevuto la donazione , si lamenta se forse a fronte di una<br />
donazione di 5 euro riceve uan lettera di ringraziamento ( perchè spendere uan lettera per uan donazioen così piccola &lt;) etc . In attesa di un suo riscontro le invio i miei più sinceri saluti Grazie e forse a presto<br />
S.d.G.</em></p>
<p><strong>Ecco la mia risposta</strong><br />
Vengo al dunque: l&#8217;indicazione di 3 giorni è ovviamente un tempo ottimale, una indicazione, laddove è possibile, di ringraziare velocemente. Vede, recentemente è capitato ad un mio conoscente questo fatto: ha donato<br />
alcune migliaia di euro ad una cooperativa sociale p<span id="more-1393"></span>er l&#8217;attivazione di alcune borse di studio per alcuni ragazzi/e tossicodipendenti che cercano un re-inserimento nel mondo del lavoro. Secondo lei ha ricevuto un ringraziamento? No, nè in forma scritta nè formalmente dai dirigenti che eppure aveva incontrato per<br />
concordare l&#8217;utilizzo del contributo. Se a questi dirigenti in un corso ipotetico di fundraising che &#8220;dovrebbero&#8221; frequentare (!) gli dico di rispondere entro 15 giorni perchè è stata fatta la donazione con bollettino postale, non ci metteranno mai 15 giorni, ma 15 + i tempi interni di gestione della  donazione che come vede sono infiniti. Dunque, secondo me, meglio dare un tempo indicativo che poi va ovviamente confrontato con le risposte dei<br />
tempi tecnici di conoscenza della donazione effettuata. Secondo me ringraziare va fatto sempre anche per piccole donazioni,  anche perchè ultimamente le onp iniziano a fare dei mailing chiedendo anche gli spiccioli..guardi questo mailing (che prestò vedrà ricatalogato nella nuova versione del sito<a href=" http://mailing,.fundraising.it"> http://mailing,.fundraising.it</a>) <a href="http://www.flickr.com/photos/mailingfundraising/sets/72157622051944431/show/with/3868045398/">http://www.flickr.com/photos/mailingfundraising/sets/72157622051944431/show/with/3868045398/</a> nel senso che diverrà sempre più importante ringraziare anche il micro-donatore. A presto Valerio Melandri</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2009/09/13/ringraziare-per-una-donazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fundraising per la scuola</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2009/08/27/fundraising-per-la-scuola/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2009/08/27/fundraising-per-la-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 11:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1199</guid>
		<description><![CDATA[Una lettrice di questo blog mi scrive alcune domande sul fundraising per la scuola, eccole insieme alle mie risposte. Spero possano essere utili anche a chi cerca di migliorare l&#8217;apporto di fondi alle scuole pubbliche e private. Quale forma giuridica è corretto costituire per fare raccolta fondi? Cioè, è necessario costituire un&#8217;associazione o un&#8217;entità simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettrice di questo blog mi scrive alcune domande sul fundraising per la scuola, eccole insieme alle mie risposte. Spero possano essere utili anche a chi cerca di migliorare l&#8217;apporto di fondi alle scuole pubbliche e private.</p>
<p><em>Quale forma giuridica è corretto costituire per fare raccolta fondi? Cioè, è necessario costituire un&#8217;associazione o un&#8217;entità simile che abbia nei suoi scopi statutari il FR? </em><br />
Assolutamente si, fai una APS &#8220;Amici della scuola&#8221;, oppure fai &#8220;Genitori della scuola&#8221;, ma questo è riduttivo. Fai una aps, NON una associazione di volontariato, perché devi poter fare delle attività commerciali e l&#8217;aps rende tutto più semplice. Le donazioni devono essere deducibili e costruire opportunità di dono a tutti.</p>
<p><em>Che tu sappia qualche scuola statale (escluse le università) ha già intrapreso seriamente questo percorso?</em><br />
Si, soprattutto qualche istituto tecnico industriale statale o comunque scuole professionali che possono essere interessanti per Confindustria o per industriali in generale: sono sempre più alla ricerca di tecnici (categoria &#8220;persa&#8221; dal mondo del lavoro). Per gli altri istituti, ci si sta muovendo, con il contributo di alcuni genitori responsabili</p>
<p><em>Qualche tuo consiglio che mi permetta di far leva al meglio sul preside?</em><br />
«E&#8217; &#8220;inevitabile&#8221;, mio caro preside! Dove pensi di andare a prendere i soldi per la prossima gita di istituto? Come pensi di fare a imbiancare la prossima volta? Se non hai volontari non c&#8217;è nessuna possibilità!»<br />
Il fundraising è l&#8217;unica possibilità, che ottiene per altro  due risultati:</p>
<ol>
<li> aumento di visibilità  (e dunque iscrizioni alla scuola)</li>
<li> aumento di disponibilità economica&#8230; perché rifiutare dunque?</li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2009/08/27/fundraising-per-la-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fare uno stage gratis o lavorare nel fundraising?</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2009/08/17/fare-uno-stage-gratis-o-lavorare-nel-fundraising/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2009/08/17/fare-uno-stage-gratis-o-lavorare-nel-fundraising/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1238</guid>
		<description><![CDATA[Mi scrive una amica e mi pone una domanda che è sempre più attuale nel mondo del fundraising e per i giovani fundraiser: a quali condizioni accettare uno stage gratuito? Quali sono i passi per essere sicuro che sia uno stage che valga? Ecco la sua lettera e dopo la mia risposta Ciao Valerio, ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scrive una amica e mi pone una domanda che è sempre più attuale nel mondo del fundraising e per i giovani fundraiser: a quali condizioni accettare uno stage gratuito? Quali sono i passi per essere sicuro che sia uno stage che valga?<br />
<strong><br />
Ecco la sua lettera e dopo la mia risposta</strong><br />
Ciao Valerio,  ho conosciuto anche il presidente dell&#8217;associazione [...], ci siamo trovati ed io mi sono proposta, volontariamente, per supportarli con un piano di raccolta fondi, in particolare, per una ristrutturazione di alcuni locali del quale loro hanno già a grandi linee definito il progetto.<br />
Ho detto loro che il mio aiuto era tendenzialmente &#8220;gratuito&#8221; per fare esperienza. Ho aggiunto però  che la mia collaborazione potesse evolversi previo compenso da concordare, qualora le esigenze di intervento fossero diventate di una certa importanza in temini di tempo e di impegno.<br />
Ho anche chiesto loro la possibilità di scambiare il mio tempo/lavoro con una convenzione di stage, per regolarizzare maggiormente la collaborazione.Ad entrambe le cose si sono trovati d&#8217;accordo. Quindi ho elaborato un breve piano di raccolta capitali e la prossima settimana contavo di illustrarlo loro e di capire in che termini fosse possibile applicarlo in base alla loro disponibilità. Quello che ti chiedo è: per quanto riguarda la mia esperienza professionale è importante regolarizzare il rapporto con l&#8217;associazione attraverso uno stage? Ho pensato comunque di aiutarli per continuare ed allargare le cose &#8220;da fare&#8221; sul campo anche senza un compenso iniziale, in una prima fase. Tu cosa ne pensi?<br />
<em><br />
Ecco la mia risposta:</em><br />
Direi che lavorare gratis all&#8217;inizio è un buon inizio, ma devi tenere presente che se non c&#8217;è il pieno coinvolgimento del CDA e della governance in generale è molto difficile ottenere risultati; si tende a farsi pagare perché spesso si pensa: &#8220;tanto lavora gratis, vediamo cosa combina, al limite non spendiamo niente&#8221;, che è un atteggiamento devastante nel fundraising. Che tu sia in stage o meno conta relativamente poco, quello che conta è che loro FIRMINO una carta di impegno con te (due riunioni a settimana, la fornitura e l&#8217;accompagnamento dai grandi donatori, il rimborso delle mere spese telefoniche e di benzina, una postazione di lavoro in sede garantita ecc., questi sono solo esempi) che dimostri il loro effettivo interesse al tuo lavoro. Senza questo valuterei con attenzione, perché regalare il proprio tempo nel fundraising può essere controproducente.<br />
Quindi occorre fare attenzione a non dare le perle ai porci&#8230; sarebbe uno spreco e inoltre si corre il rischio di fare morire di fame i porci (ovviamente non sono porci era solo per seguire l&#8217;esempio evangelico&#8230;..!!!!).</p>
<p>Se non mi sono spiegato riscrivimi, ma devi buttare giù un elenco di cose che TU TI ASPETTI CHE LORO SI IMPEGNINO A FARE e, allo stesso tempo, elenchi una serie di cose che tu ti impegni a fare.<br />
Un contratto necessariamente non prevede un compenso economico, ma occorre comunque una sorta di &#8220;patto&#8221; fra te e loro, altrimenti molte volte il fundraising rischia di naufragare nel menefreghismo del consigli e dell&#8217;organizzazione.<br />
Ciao e chiama se hai bisogno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2009/08/17/fare-uno-stage-gratis-o-lavorare-nel-fundraising/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rappresentazione dell’altro nelle campagne di comunicazione nonprofit di raccolta fondi</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2009/07/27/la-rappresentazione-dell%e2%80%99altro-nelle-campagne-di-comunicazione-no-profit-di-raccolta-fondi/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2009/07/27/la-rappresentazione-dell%e2%80%99altro-nelle-campagne-di-comunicazione-no-profit-di-raccolta-fondi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=1277</guid>
		<description><![CDATA[Ho recentemente risposto ad un po&#8217; (anzi un bel po&#8217;) di domande che mi sono state fatte da una laureanda. Il tema è interessante ovvero &#8220;La rappresentazione dell’altro nelle campagne di comunicazione nonprofit di raccolta fondi&#8221;. Ecco di seguito le domande con le mie risposte, mettetevi comodi per leggerle&#8230; Domanda: Quale campagna no profit (stampa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho recentemente risposto ad un po&#8217; (anzi un bel po&#8217;) di domande che mi sono state fatte da una laureanda.<br />
Il tema è interessante ovvero &#8220;La rappresentazione dell’altro nelle campagne di comunicazione nonprofit di raccolta fondi&#8221;.<br />
Ecco di seguito le domande con le mie risposte, mettetevi comodi per leggerle&#8230;</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Quale campagna no profit (stampa, televisiva) l’ha particolarmente colpita di recente? Perché? </em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>Più che una campagna recente mi ha colpito un modo recente di fare campagna e parlo dell’esempio di Agire (<a href="http://www.agire.it/it/media_room/multimedia.html">http://www.agire.it/it/media_room/multimedia.html</a> e <a href="http://www.agire.it">www.agire.it</a>) finalmente un modo per ong che trattano tematiche simili e lavorano spesso negli stessi paesi esteri di fare campagna in modo comune. In UK le onp fanno campagne per la promozione dei lasciti testamentari insieme, investendo migliaia di sterline in promozione di uno strumento di raccolta fondi.<br />
Agire è un primo bel passo concreto (e non i soliti accordi pro-forma) nel lavorare insieme, coordinati, fra organizzazioni nonprofit. Le campagne di agire mi colpiscono non tanto per la loro originalità, bensì perché sono una novità nel panorama del nonprofit italiano. Probabilmente infatti non ci si rende conto di quante risorse economiche e non si sprecano tra organizzazioni nonprofit nel voler spesso continuare a “fare da sé” invece che a condividere esperienze, idee e sforzi</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Ritrova degli aspetti comuni tra le campagne no profit (istituzionali o di raccolta fondi) degli ultimi tempi (toni, immagini utilizzate, linguaggio)? </em><span id="more-1277"></span><br />
<strong>Risposta:</strong> Alcuni aspetti comuni purtroppo ci sono: al di là delle campagne del cinque per mille che spesso ripetono slogan e linguaggi noiosi (siamo in 5 per 1000, dammi il 5, etc.) spesso vedo in giro campagne, di mailing, con immagini troppo rivolte a risvegliare il donatore solo dal punto di vista emotivo. Bambini che piangono, affamati oppure donne sofferenti: sono oramai immagini si veritiere, ma talmente troppo utilizzare che la soglia di interesse del potenziale donatore si è abbassata, in quanto si è “abituato” a vedere queste immagini e non suscitano più quella risposta che si otteneva in passato.<br />
Anzi è anche un uso diseducativo delle immagini in quanto innalzando il livello di abitudine del potenziale donatore fa si che si corra il rischio di dover o aumentare il livello emotivo o, come spero, di cambiare nettamente modalità di comunicazione</p>
<p><strong>Domanda</strong>: <em>Come si differenziano rispetto a quelle del passato?</em></p>
<p><strong>Risposta:</strong> Direi che si sta risvegliando oggi la consapevolezza che bisogna spiegarsi meglio ai donatori: non bastano campagne con una forte immagine e uno slogan di impatto. E’ necessario spiegare bene quello che si fa e come lo si fa, non basta uno slogan. Va tutto più approfondito. Nelle riviste delle onp, nelle campagne ci deve essere sempre un riferimento per avere altro materiale, video, foto, testi magari su un sito o un blog che diano la possibilità al donatore di approfondire il contenuto della campagna.<br />
Non basta più dire: “C’è bisogno, siamo bravi, dacci una mano” va spiegato: perché c’è bisogno del donatore, perché c’è bisogno ora, perché l’onp sa soddisfare il beneficiario della donazione e come lo rendiconta al donatore. Nel passato c’era molta superficialità a volte data anche dagli scarsi controlli esercitati dai donatori, oggi invece i donatori sono soggetti molto più attenti e consapevoli dell’importazione della loro donazione e ne vogliono vedere i risultati.</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Si ricorda una campagna no profit (stampa o televisiva) di raccolta fondi che ha riscosso un particolare successo?</em><br />
<strong>Risposta: </strong>Penso alle varie campagne della Lega del Filo d’Oro (anche l’ultimo video è realmente fatto bene e colpisce <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3rMg1D85tLA">http://www.youtube.com/watch?v=3rMg1D85tLA</a>), una onp che ha dovuto spiegare una causa fra le più difficili da spiegare alle persone (assistenza a persone con gravi disabilità, sorde, cieche e mute) e c’è riuscita in questi anni ottenendo risultati di raccolta fondi sorprendenti e sapendosi diffondere in varie parti d’Italia con i suoi centri di assistenza.<br />
Perché ci sono riusciti? Secondo me perché sin dall’inizio hanno compreso che per fare fundraising ci vuole una metodologia precisa e loro l’hanno imparato, applicata, cercata anche formandosi in Italia e all’estero.</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Mi potrebbe fare qualche nome di ONG (nazionale o internazionale) che a suo parere si distingue per una efficace comunicazione pubblicitaria (sempre above the line) di raccolta fondi? Perché?</em><br />
<strong>Risposta:</strong> Secondo me ong come Cesvi, Greenpeace fanno una buona comunicazione in Italia. Il Cesvi per la chiarezza dei contenuti, è sufficiente prendere il giornalino che inviano ad ogni donatore per capire quanto questa ong ci tiene al donatore privato, quanto cerca realmente di “farlo suo”, di spiegargli i progetti dell’organizzazione, di renderlo partecipe. Greenpeace invece è efficace per saper coinvolgere via web (e qui anche Terre des Hommes ha creato delle interessante iniziative via web) i propri donatori, creando una specifica categoria di volontari, i cyber-attivisti che rende molto “giovane” il target di Greenpeace. Anche qui se ci si abbona alle newsletter di Greenpeace si vede quanta cura ci mettono nella comunicazione, non è il solito elenco di novità, non è una sterile newsletter che ripete vecchi comunicati stampa, ma un aggiornamento sulle campagne in essere, con modalità di partecipazione online e non alle medesime</p>
<p><strong>Domanda:</strong><em> Quali sono gli “ingredienti” per il successo di una campagna pubblicitaria (stampa o video) di raccolta fondi? Come si colpisce emotivamente e si spinge ad agire il pubblico? Attraverso quali tipi di immagini, toni, linguaggio?</em><br />
<strong>Risposta: </strong>Qui ci vorrebbe un libro interno per rispondere. Comunque serve:</p>
<ul>
<li> Aver chiaro a chi si vuole comunicare: i propri donatori? I potenziali donatori?</li>
<li>Aver chiaro quale messaggio si vuole passare</li>
<li>Immagini: basta con le immagini “tragiche”, meglio un bambino felice, una mamma guarita che dimostrano come l’onp può migliorare determinate situazioni. Non partiamo dal tragico per arrivare alla soluzione, facciamo vedere al donatore la soluzione che l’onp può dare con la donazione</li>
<li>Toni e linguaggio: netti, decisi con un linguaggio non da operatori del settore, ma da vita di tutti i giorni. Ci sono messaggi di onp che non sono chiari, sono per fundraiser o per addetti del settore (prendete ad esempio le pagine sulla deducibilità delle donazioni che riportano quasi tutte le noiose citazioni della legge medesima, ma non sarebbe meglio spiegarlo con parole più semplici?)</li>
</ul>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Per un maggiore feedback del pubblico in termini di donazione che reazione emotiva è auspicabile abbia lo spettatore alla visione di una campagna no profit? (es. Indignazione, denuncia delle sofferenze? Commozione? Pietà?)</em></p>
<p><strong>Risposta:</strong> La reazione migliore secondo me è: “Voglio esserci, voglio far parte di, voglio essere agente di cambiamento”. Le reazioni emotive hanno dei pregi ovvero si raccolgono molti fondi (si veda lo Tsunami o il terremoto in Abruzzo) ma anche dei difetti: le persone si scordano facilmente di quella causa, non la legano ad un ragionamento razionale, ad un impegno costante di donazione</p>
<p><strong>Domanda:</strong><em> Il colore rosso è molto presente nelle campagne e nei siti no profit : perché secondo lei? </em></p>
<p>Risposat: Forse perché il rosso è il colore che identifica l’energia vitale del sangue che c’è in ogni uomo? Sarebbe da studiare la cosa. Anche qui comunque sui colori ci sarebbe da dire qualcosa, perché per le campagne sulle donne si sceglie spesso o il rosa o il giallo?</p>
<p><strong>Domanda<em>:</em></strong><em> Nelle campagne stampa no profit di molte ONG anche non necessariamente legate a tematiche specifiche, spesso sono visualizzati per lo più donne e/o bambini. Perchè secondo lei?</em><br />
<strong>Risposta:</strong> Perché colpiscono l’immaginario collettivo che li vede come le persone più indifese.</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Nella maggior parte delle campagne pubblicitarie no profit, nelle foto, nei filmati etc come viene rappresentato chi ha bisogno di aiuto? (per es. sofferente , sorridente, con lo sguardo in macchina o meno, vittima, debole, da solo o in gruppo…etc) Ci sono delle costanti? Perché secondo lei?</em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>La costante è spesso purtroppo di rappresentare chi ha bisogno di aiuto con immagini di sofferenza. Questo perché si pensa che così sia facile convincere il donatore a donare colpendolo emotivamente, ma come ho già detto questo modo di fare non va bene, crea un innalzamento della soglia di abitudine a tali immagini che perdono la loro efficacia e significato</p>
<p><strong>Domanda: </strong><em>Che lei sappia ci sono studi in merito al feedback delle popolazioni bisognose d’aiuto in merito alle campagne che li raffigurano e chiedono donazioni per la loro causa? (Cosa pensano delle campagne no profit? Come si vedono rappresentati? Si rispecchiano in quelle immagini?) </em></p>
<p><strong>Risposta:</strong> Non credo ce ne siano, ma sarebbe uno studio da fare. Mi ha dato una idea per proporlo nel Centro Studi Philanthropy <a href="http://www.philanthropy.it">www.philanthropy.it</a> che dirigo</p>
<p><strong>Domanda</strong>: <em>Nel caso non ci fossero studi/ricerche in questo senso, le sembrerebbero utili in futuro?</em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>Certamente</p>
<p><strong>Domanda:</strong><em> L’adozione a distanza (di bambini, mamme, crisi dimenticate per es.) è molto utilizzata nel no profit. Come mai?</em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>Perché lega donatore e onp sia con una donazione costante che con un livello di informazioni maggiore (se l’onp è però capace di comunicare efficacemente con il donatore)</p>
<p><strong>Domanda</strong>: <em>Il linguaggio pubblicitario di molte ONG mi sembra riprenda metafore militari e appartenenti alla dicotomia guerra/pace (es Medici senza Frontiere, Emergency etc). E’ d’accordo? Come mai secondo lei?</em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>Perché molte ong operano laddove c’è bisogno e laddove c’è bisogno sono spesso zone di guerra. Un nome efficace di ong è comunque importante, i due esempi da Lei riportati sono esempi di scelta azzeccata del nome.</p>
<p><strong>Domanda:</strong> <em>Un’altra metafora che mi sembra ricorrente è quella dell’eroe/benefattore (la ONG, noi donatori) che va a “salvare” la vittima in pericolo portandogli ciò di cui ha bisogno. Anche secondo lei ricorre spesso? Come mai?</em></p>
<p><strong>Risposta:</strong> Perché a tutti noi, anche ai grandi, piacciono le favole con i lieto fine. L’ong che salva, insieme al donatore, il beneficiario non è altro che una proiezione adulta di quando ci veniva raccontata una storia di principi, dame e cavalieri, solo che la si proietta in un contesto reale ed adulto. E’ comunque giusto che sia così, le metafore aiutano a spiegare anche cause difficili (si veda ad esempio la Lega del Filo d’Oro).</p>
<p><strong>Domanda:<em> </em></strong><em>Molto forte nel no profit l’uso della testimonianza (di volontari,  di persone che hanno bisogno d’aiuto e raccontano la loro storia, etc). Come mai secondo lei è importante raccontare una storia? </em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>Come ho detto prima, siamo adulti ma abbiamo bisogno di storie. Non possiamo ricevere lettere di raccolta fondi che sembrano bollettini di guerra o report come quelli che leggiamo in ufficio, devono essere racconti belli di storie reali, non favole per adulti, ma storie reali, raccontate bene. Per questo chi fa raccolta fondi non deve essere un abile racconta storie o un abile venditore, non può essere un rappresentante di commercio del nonprofit, ma una persona con molteplici competenze anche linguistiche.</p>
<p><strong>Domanda: </strong><em>Perché è importante sottolineare che quello che si vede e che le persone che si vogliono aiutare sono “reali” (attraverso reportage, storie vere etc) ?</em></p>
<p><strong>Risposta: </strong>Perché sono troppi gli anni passati a dover leggere le storie delle ong tramite lettere o riviste associative (sempre utili comunque), oggi il web (video,foto, integrazione con i blog) permette all’onp di raccontare quello che fa con l’uso di immagini e di ricevere il feedback tramite email o commenti sul sito direttamente dai propri donatori o simpatizzanti. Bisogna fare toccare con mano al donatore dove va a finire la sua donazione, non bastano più i bilanci pubblicati sui siti delle onp</p>
<p><strong>Domanda: </strong><em>“Crisi, emergenza” sono termini che ritroviamo molto spesso, sia in tv che nel no profit: non c’è il rischio che tutto diventi una crisi, che lo spettatore vada in “assuefazione di crisi” e non prenda più adeguatamente sul serio le campagne no profit?</em><br />
<strong>Risposta:</strong> Certo che c’è, ma sta alle onp affrontare insieme questo problema. Come ho detto all’inizio Agire è una risposta a questo problema. Fare campaigning insieme, fare mailing insieme (forse chiedo troppo?), insomma coordinare le forze perché oramai il tempo delle ideologie e del “io sono più bravo di te” è finito, meglio una sana concorrenza e una reale cooperazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2009/07/27/la-rappresentazione-dell%e2%80%99altro-nelle-campagne-di-comunicazione-no-profit-di-raccolta-fondi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raccogliere fondi per la scuola privata&#8230;anzi pubblica</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2009/04/23/raccogliere-fondi-per-la-scuola/</link>
		<comments>http://www.valeriomelandri.it/2009/04/23/raccogliere-fondi-per-la-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 08:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedi al Melandri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.valeriomelandri.it/?p=975</guid>
		<description><![CDATA[Ho ricevuto nei giorni scorsi una email di una persona che collabora con una scuola ebraica e vuole realizzare un &#8220;piano di raccolta fondi&#8221; come si deve. La domanda che mi viene posta è: &#8220;In base alla sua esperienza, ci sono delle strategie che funzionerebbero meglio per raccogliere fondi in un ambito come quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2009/03/507594921_39583c21291.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-978" title="507594921_39583c2129" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2009/03/507594921_39583c2129-185x300.jpg" alt="507594921_39583c2129" width="185" height="300" align="left" /></a>Ho ricevuto nei giorni scorsi una email di una persona che collabora con una scuola ebraica e vuole realizzare un &#8220;piano di raccolta fondi&#8221; come si  deve. La domanda che mi viene posta è: &#8220;In base alla sua esperienza, ci sono delle strategie che funzionerebbero meglio per raccogliere fondi in un ambito come quello che le ho descritto e finalizzato a &#8220;garantire un futuro&#8221;  alla scuola?<br />
Come elaborare una strategia di raccolta fondi volta a un pubblico così limitato?</p>
<p><strong>Di seguito la mia risposta</strong></p>
<p>Grazie della sua email che ricevo con un particolare piacere. Mi occupo molto di scuole (ho collaborato con una Steineriana, e un paio di Cattoliche) non ho mai fatto una scuola che si innesti nella tradizione ebraica, ma è davvero una cosa che mi interessa.</p>
<p>1 &#8211; Che tipo di scuola è (elementare? medie? superiori?) varia molto  la campagna.<br />
2 &#8211; che tipo di scuola è (eccellenza, qualità, per tutti, di recupero,  attenta ai poveri)<br />
3 &#8211; che tipo di scuola è (grande piccola, di quartiere, di città)<br />
4 &#8211; che tipo di scuola è (pubblico, tipo di genitori, tipo di  insegnamenti effettuati)<br />
5 &#8211; che tipo di scuola è (come si pone in termini di INVALSI? in  termine di benefici, impatti sulla popolazione, fa anche attività<br />
culturale in città?)</p>
<p>Il tipo di comunicazione e di scelta del target, vale molto rispetto al tipo di posizionamento che si decide. Non direi proprio che siccome è di tradizione ebraica, e&#8217; solo interessante per la comunità ebraica. Si ricordi l&#8217;esempio del Catholic Migration Office di Brooklyn dove ho lavorato per un certo periodo. Il loro slogan era &#8220;non perchè siete cattolici, ma perche noi siamo cattolici&#8221;, ovvero non aiutiamo gli immigrati perchè sono cattolici, ma aiutiamo perchè NOI  lo siamo!. La  stessa cosa è nel vostro caso: la scuola NON statale (non dico mai  scuola privata) è una scuola pubblica (anche un bar gestito da un privato  è un &#8220;esercizio pubblico&#8221;!, anche un cinema è un &#8220;locale pubblico&#8221;, e perchè una scuola è privata? Casa mia è privata, ma la  scuola è pubblica!), e una scuola pubblica è di tutti, e tutti sono interessati (o potenzialmente interessati) al sostegno.</p>
<p>Si ricordi che lo Stato spende per ogni bambino alle elementari i 6216  euro all&#8217;anno e per un bambino alle elementari in una scuola non  statale 543 euro. SE si aiutano le scuole non statali si aiuta lo  stato a fare la scuola statale migliore. Se le scuole non statali chiuderanno, la scola statale peggiorerà perchè si ritroverà ancora  piu&#8217; studenti e ancora piu&#8217; problemi. Non c&#8217;e&#8217; nessuno (ebreo, musulmano, cattolico, di sinistra o destra) che davanti a un  ragionamento come questo puo&#8217; dire qualcosa. E&#8217; troppo logico, ecco perchè i costituenti delle scuole non statali sono tutti coloro interessati alla scuola!!</p>
<p>A dopo, e a presto!</p>
<p>VM</p>
<p>P.s. Io sono con Giovanni Paolo II sulla comunità ebraica, nella ferma  convinzione che siete &#8220;fratelli maggiori&#8221;! Che bello poter dare una mano!</p>
<p>[Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/lupinthe3rd/">Lupintthe3rd</a> sotto <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/deed.it">licenza Creative Commons</a>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valeriomelandri.it/2009/04/23/raccogliere-fondi-per-la-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

