Valerio Melandri-Il primo blog italiano sul fundraising

Archivio della categoria 'Fundraising a 360°'

Non dimentichiamoci del marketing!

Data:2 novembre 2011

Ogni giorno, ci imbattiamo nella pubblicità di questo o quel bene di consumo. Raramente, invece, la nostra attenzione è richiamata su questioni più importanti. Ce ne accorgiamo anche quando andiamo al supermercato: non c’è nessuna traccia o quasi delle aziende non profit. La differenza sta tutta nel marketing, e realtà come quella di Londra, che cito nell’articolo, fanno capire che investire è la via giusta per garantire visibilità al non profit. Ecco il mio intervento su Vita Magazine del 21 ottobre.

Parlare di marketing nel non profit evoca, ancora per molti, immagini tragiche: tradimento dei donatori, inefficienza e spreco di risorse che potrebbero essere impiegate direttamente per aiutare chi è in difficoltà. Nulla di più sbagliato, dato che in questo modo il non profit si priva di canali fondamentali per la raccolta fondi; proprio quelli che sono invece utilizzati, con successo, dalle aziende profit per le loro pubblicità. Anche il non profit deve investire nel marketing dunque, come spiego nell’articolo di Vita Magazine del 4 novembre.

Le miserie del non profit

Data:13 agosto 2011

Il non profit ha bisogno di liberarsi dei pregiudizi che vorrebbero negargli le opportunità di “investimento” e “strategie di lungo periodo”, parole che in molti, troppi, ritengono appartenere solo al mondo profit. Ma anche il non profit ha bisogno di tempo e di adeguati investimenti per funzionare, come spiego su Vita Magazine del 27 maggio.

Bisogna trasformare le organizzazioni non profit in luoghi in grado di attrarre i talenti, troppo spesso invece calamitati da possibilità più allettanti, meglio retribuite, ma meno efficaci nel combattere quei rischi di povertà sociale cui fa riferimento anche Zamagni. L’importanza del “salto di gratuità” nel mio articolo su Vita Magazine del 24 giugno.

Docente…ma con giudizio!

Data:5 agosto 2011

Non sono mica andato male direi come session man al Festival dei fundraiser americani e canadesi. Date una occhiata alle mie valutazioni…

Io le uso sempre le valutazioni per migliorare e migliorarmi come docente e come relatore, perchè non ne va solamente della mia professionalità, ma amo parlare alle persone, farmi capire, fare innamorare le persone del fundraising

Due armi di cui il nonprofit non può fare a meno

Data:31 luglio 2011

La comunicazione con il donatore deve essere studiata nei minimi particolari. Va fatta nella giusta forma e trasmettendo i giusti contenuti, parlando di fatti e persone, non dimenticando nessuno, personalizzando i ringraziamenti. Su Vita Magazine del 15 aprile vi offro alcuni consigli.

 

Il capitalismo al servizio del nonprofit: niente di più lontano dalla realtà. Nell’articolo di Vita Magazine del 29 aprile elenco le tre principali discriminazioni che penalizzano le onp nei confronti delle imprese profit. La soluzione? Permettere anche al terzo settore di utilizzare gli strumenti del capitalismo, per un confronto alla pari.

Ancora sul falso mito dei costi del fundraising

Data:21 luglio 2011

Ho letto l’altro ieri un articolo dal titolo “Non tutte le onlus sono uguali” pubblicata sul sito di IL FATTO QUOTIDIANO, nel Blog di Roberto Serra. Ho sentito l’esigenza di rispondere per fare un distinguo, non tanto fra onlus buone e cattive, ma sul falso mito che le organizzazioni nonprofit debbano per forza spendere poco.

Qui di seguito trovi l’articolo e la  mia risposta.

Ecco l’articolo
Non tutte le onlus sono uguali di Roberto Serra
È difficile razionalizzare il significato delle cose nel “presente”, di solito prende valore guardandolo in prospettiva come “passato”.

Frequentando per lavoro una fiera di onlus, cinque anni fa mi capitò di essere invitato a seguire una conferenza. Parlavano alcuni funzionari che avevano avuto un particolare successo nel fund raising, cioè nella raccolta fondi e nella particolare cura nell’allevare i propri finanziatori.

Sono termini d’uso pressoché comune, ora, e la pronuncia in inglese conferisce come sempre all’attività un’aura di efficacia e necessità tali da chiudere la bocca a chi, come me, diffida delle etichette in lingua straniera.

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La burocrazia nel fundraising: un caso italiano

Data:19 maggio 2011

Mi hanno segnalato un articolo che, se corrisponde a verità, ha dell’assurdo.

In pratica una società (http://www.buycentral.it/) con sedi in diverse parti del mondo tra cui il Giappone decide di mettere sul proprio sito un link che invita a donare alla C…e R…a I……a (capirete poi perchè non posso scrivere questo nome) per il terremoto in Giappone.

Ecco la risposta, via email, di questa organizzazione nonprofit italiana che ha intimato al sito di rimuovere il link. Siamo alla burocrazia che fa male al fundraising! MAGARI NON E’ VERO, QUINDI PRENDIAMO CON LE MOLLE QUESTA NOTIZIA…non vorrei in nessun modo squalificare le meritorie attività della Croce Rossa. E d’altronde con gli imbroglietti che ci sono in giro, anche loro, giustamente, si tutelano…insomma un fosso si fa con due sponde, ma tutto sommato non mi sento di  comprendere la situazione….se e’ vera, andava risolta in un modo diverso.

L’utilizzo dell’Emblema di Croce Rossa è regolato innanzitutto dalla prima Convenzione di Ginevra del 1949, ratificata in Italia con la legge n. 1739 del 27 ottobre 1951, che all’art. 53 sancisce, in particolare, il principio di esclusività dell’uso dell’Emblema. L’uso dell’Emblema o della dicitura Croce Rossa – o di qualsiasi segno o dicitura che ne costituisca un’imitazione – da parte di individui, organizzazioni, aziende o società sia pubbliche che private, che non siano tra quelle autorizzate dalla stessa Convenzione, è definitivamente proibito, indipendentemente dall’uso che se ne intenda fare. La protezione del principio di esclusività viene affidata dal successivo art. 54 alle legislazioni nazionali, a norma del quale gli Stati firmatari della Convenzione, che non lo avessero già fatto, devono adottare le misure necessarie a garantire la prevenzione e la repressione degli abusi.

In Italia la tutela dell’Emblema di Croce Rossa è regolata dalla legge 30 giugno 1912, n. 740 che, all’art. 1, dispone che “Chiunque, senza autorizzazione del Governo, adopera, come emblema, la Croce Rossa in campo bianco, o fa uso della denominazione di “Croce Rossa” è soggetto a sanzioni, anche penali, qualora il fatto costituisca reato”.
Ciò premesso, nonostante il potenziale risvolto positivo della Sua iniziativa, si diffida formalmente codesta Società a rimuovere con cortese urgenza dal sito http://www.buycentral.it/ il richiamo alle donazioni su quello della Croce Rossa Italiana.

I nuovi costi per l’invio di mailing e riviste per il nonprofit

Data:25 aprile 2011

Mi è arrivata la tabella, anzi le tabelle, con tutti i nuovi costi per l’invio postale per il nonprofit. La potete scaricare cliccando qui. Come già si sa questi sconti sono temporanei e dunque come organizzazione nonprofit dobbiamo inziare a pensare maggiormente a come realmente vogliamo comunicare con i nostri donatori. Se sono una onp che raccoglie fondi da persone che non usano Facebook, Email o internet o li usano poco, come posso aggiornare questi donatori sulle attività dell’onp, come posso presentare nuove campagne?

All’orizzonte ho visto tanti nuovi siti di onp (si veda ad esempio il bel telethon.it) che sicuramente vogliono cercare di bypassare l’aumento dei costi postali con una migliore comunicazione via internet: ma attenzione non è spostando quello che sta offline, online che si risolvono i problemi. Parlare online alle persone è diverso da scrivere un editoriale su una rivista associativa, è diverso da scrivere i testi di un mailing: dunque pianificazione, strategia, conoscenza della comunicazione online sono gli antidoti a flop clamorosi online

Valorizzare il donatore: due suggerimenti

Data:20 aprile 2011

È importante che le onp chiedano ai donatori di esprimersi sulla qualità dei servizi che offrono. Attenzione però, queste opinioni vanno ponderate. Come chiarisco nell’articolo del 25 marzo pubblicato su Vita Magazine, cercare di migliorare tutto non ha senso, bisogna invece concentrare l’attenzione sui servizi che aiutano il mantenimento del rapporto di donazione.

Il donatore va messo al centro. Questo imperativo, su cui sono voluto tornare nell’articolo dell’8 aprile di Vita Magazine, deve essere fatto proprio da tutto lo staff di una onp, deve diventare una sorta di mantra, di linea guida per le azioni quotidiane tanto dei fundraiser, quanto dei volontari.

Occhio alle facili conclusioni

Data:5 aprile 2011

Per individuare un buon esempio di efficace raccolta fondi l’indicatore chiave non può essere il costo connesso all’operazione. Nell’articolo che ho pubblicato su Vita Magazine il 25 febbraio, approfondisco proprio questa tematica: cosa vuol dire fare un buon piano di fundraising?

Per una volta (quasi) unito il nonprofit in mutande

Data:25 novembre 2010

Come Festival del Fundraising siamo fra i firmatari (e co-finanziatori) di questa campagna di stampa.

Il mio invito: da parte i particolarismi, le distinzioni, i “io penso”, “io dico”, le ideologie: firmiamo, facciamo girare, facciamo quello che occorre fare per fare si che non rimaniamo in mutande.

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