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	<title>Valerio Melandri &#187; Fundraising a 360°</title>
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		<title>Non dimentichiamoci del marketing!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 13:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>
		<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno, ci imbattiamo nella pubblicità di questo o quel bene di consumo. Raramente, invece, la nostra attenzione è richiamata su questioni più importanti. Ce ne accorgiamo anche quando andiamo al supermercato: non c’è nessuna traccia o quasi delle aziende non profit. La differenza sta tutta nel marketing, e realtà come quella di Londra, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno, ci imbattiamo nella pubblicità di questo o quel bene di consumo. Raramente, invece, la nostra attenzione è richiamata su questioni più importanti. Ce ne accorgiamo anche quando andiamo al supermercato: non c’è nessuna traccia o quasi delle aziende non profit. La differenza sta tutta nel marketing, e realtà come quella di Londra, che cito nell’articolo, fanno capire che investire è la via giusta per garantire visibilità al non profit. Ecco il mio intervento su Vita Magazine del 21 ottobre.</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/11/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-41.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2659" title="Valerio Melandri Articolo Philanthropy n 41" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/11/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-41-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></p>
<p>Parlare di marketing nel non profit evoca, ancora per molti, immagini tragiche: tradimento dei donatori, inefficienza e spreco di risorse che potrebbero essere impiegate direttamente per aiutare chi è in difficoltà. Nulla di più sbagliato, dato che in questo modo il non profit si priva di canali fondamentali per la raccolta fondi; proprio quelli che sono invece utilizzati, con successo, dalle aziende profit per le loro pubblicità. Anche il non profit deve investire nel marketing dunque, come spiego nell’articolo di Vita Magazine del 4 novembre.</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/11/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-43.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2660" title="Valerio Melandri Articolo Philanthropy n 43" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/11/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-43-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
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		<title>Le miserie del non profit</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 08:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿﻿﻿﻿﻿Il non profit ha bisogno di liberarsi dei pregiudizi che vorrebbero negargli le opportunità di &#8220;investimento&#8221; e &#8220;strategie di lungo periodo&#8221;, parole che in molti, troppi, ritengono appartenere solo al mondo profit. Ma anche il non profit ha bisogno di tempo e di adeguati investimenti per funzionare, come spiego su Vita Magazine del 27 maggio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/07/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-20.jpg"></a>﻿﻿﻿﻿﻿Il non profit ha bisogno di liberarsi dei pregiudizi che vorrebbero negargli le opportunità di &#8220;investimento&#8221; e &#8220;strategie di lungo periodo&#8221;, parole che in molti, troppi, ritengono appartenere solo al mondo profit. Ma anche il non profit ha bisogno di tempo e di adeguati investimenti per funzionare, come spiego su Vita Magazine del 27 maggio.</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/07/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-201.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2558" title="Valerio Melandri Articolo Philanthropy n 20" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/07/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-201-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a></p>
<p>﻿Bisogna trasformare le organizzazioni non profit in luoghi in grado di attrarre i talenti, troppo spesso invece calamitati da possibilità più allettanti, meglio retribuite, ma meno efficaci nel combattere quei rischi di povertà sociale cui fa riferimento anche Zamagni. L&#8217;importanza del &#8220;salto di gratuità&#8221; nel mio articolo su Vita Magazine del 24 giugno.</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/07/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-24.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2560" title="Valerio Melandri Articolo Philanthropy n 24" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/07/Valerio-Melandri-Articolo-Philanthropy-n-24-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
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		<title>Docente&#8230;ma con giudizio!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 23:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono mica andato male direi come session man al Festival dei fundraiser americani e canadesi. Date una occhiata alle mie valutazioni&#8230; Io le uso sempre le valutazioni per migliorare e migliorarmi come docente e come relatore, perchè non ne va solamente della mia professionalità, ma amo parlare alle persone, farmi capire, fare innamorare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono mica andato male direi come session man al Festival dei fundraiser americani e canadesi. <a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/01/R06-Valerio-Melandri.pdf">Date una occhiata alle mie valutazioni&#8230;</a></p>
<p>Io le uso sempre le valutazioni per migliorare e migliorarmi come docente e come relatore, perchè non ne va solamente della mia professionalità, ma amo parlare alle persone, farmi capire, fare innamorare le persone del fundraising</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due armi di cui il nonprofit non può fare a meno</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 15:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[La comunicazione con il donatore deve essere studiata nei minimi particolari. Va fatta nella giusta forma e trasmettendo i giusti contenuti, parlando di fatti e persone, non dimenticando nessuno, personalizzando i ringraziamenti. Su Vita Magazine del 15 aprile vi offro alcuni consigli. &#160; Il capitalismo al servizio del nonprofit: niente di più lontano dalla realtà. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/Vita-15-aprile_2011.jpg"></a>La comunicazione con il donatore deve essere studiata nei minimi particolari. Va fatta nella giusta forma e trasmettendo i giusti contenuti, parlando di fatti e persone, non dimenticando nessuno, personalizzando i ringraziamenti. Su Vita Magazine del 15 aprile vi offro alcuni consigli.<a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/Vita-15-aprile_20111.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2458" title="Vita 15 aprile_2011" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/Vita-15-aprile_20111-1024x723.jpg" alt="" width="488" height="350" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il capitalismo al servizio del nonprofit: niente di più lontano dalla realtà. Nell’articolo di Vita Magazine del 29 aprile elenco le tre principali discriminazioni che penalizzano le onp nei confronti delle imprese profit. La soluzione? Permettere anche al terzo settore di utilizzare gli strumenti del capitalismo, per un confronto alla pari.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/Vita-29-aprile_2011.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2459" title="Vita 29 aprile_2011" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/05/Vita-29-aprile_2011-1024x723.jpg" alt="" width="487" height="340" /></a></p>
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		<title>Ancora sul falso mito dei costi del fundraising</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 07:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto l&#8217;altro ieri un articolo dal titolo &#8220;Non tutte le onlus sono uguali&#8221; pubblicata sul sito di IL FATTO QUOTIDIANO, nel Blog di Roberto Serra. Ho sentito l&#8217;esigenza di rispondere per fare un distinguo, non tanto fra onlus buone e cattive, ma sul falso mito che le organizzazioni nonprofit debbano per forza spendere poco. Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;altro ieri un articolo dal titolo &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/15/non-tutte-le-onlus-sono-uguali/145040/">Non tutte le onlus sono uguali</a>&#8221; pubblicata sul sito di IL FATTO QUOTIDIANO, nel Blog di Roberto Serra. Ho sentito l&#8217;esigenza di rispondere per fare un distinguo, non tanto fra onlus buone e cattive, ma sul falso mito che le organizzazioni nonprofit debbano per forza spendere poco.</p>
<p><strong>Qui di seguito trovi l&#8217;articolo e la  mia risposta.</strong></p>
<p><strong>Ecco l&#8217;articolo</strong><br />
<em>Non tutte le onlus sono uguali di Roberto Serra</em><br />
È difficile razionalizzare il significato delle cose nel “presente”, di solito prende valore guardandolo in prospettiva come “passato”.</p>
<p>Frequentando per lavoro una fiera di onlus, cinque anni fa mi capitò di essere invitato a seguire una conferenza. Parlavano alcuni funzionari che avevano avuto un particolare successo nel fund raising, cioè nella raccolta fondi e nella particolare cura nell’allevare i propri finanziatori.</p>
<p>Sono termini d’uso pressoché comune, ora, e la pronuncia in inglese conferisce come sempre all’attività un’aura di efficacia e necessità tali da chiudere la bocca a chi, come me, diffida delle etichette in lingua straniera.</p>
<p><span id="more-2542"></span></p>
<p>Mi trovai di fronte a una cospicua platea di funzionari… (pardon) manager, che più o meno si conoscevano tutti e, nel loro giro, si percepiva una sorta di gerarchia prestabilita in base alla importanza dell’onlus d’appartenenza e dei relativi budget. Le persone esibivano un positivo ed energico iperattivismo che, si può ben comprendere, era il marchio stesso o, meglio, la maschera della loro professione.</p>
<p>Via via che gli interventi si succedevano, era evidente l’ammirazione che la platea provava nei confronti dei conferenzieri. Ognuno era teso nell’ascolto di interventi che trovavo invece noiosi. Tutti erano partecipi del successo dell’altro lodando questa o quella strategia e prorompendo in sinceri e sentiti applausi.</p>
<p>Fu verso la fine che salì sul palco una donna dall’accento brianzolo e dagli occhi chiari, compostissima nel suo tailleur executive, l’acconciatura impeccabile sopra una mimica inesistente. La relatrice, al contrario dei predecessori, cominciò con l’enunciare una serie di problemi incontrati nello svolgimento delle proprie mansioni, lamentò una crisi di vocazioni e la difficoltà a reperire materiale umano valido e già formato.</p>
<p>Sembrava un intervento privo di interesse. Poi finalmente la relatrice giunse al punto: autocelebrò il proprio risultato comunicando le cifre ottenute con le percentuali di crescita e le proiezioni future. Quindi rivelò il segreto del suo successo: in un’atmosfera di elettrica approvazione, la relatrice raccontò quanto fosse importante non fermarsi di fronte ad atteggiamenti o valutazioni moralistiche e snocciolò il percorso della sua esperienza. Consultando i tabulati dei degenti di un ospedale aveva potuto constatare come molti malati giunti alla fase terminale fossero pressoché soli e lei aveva colto un importante successo economico andando a convincerli a lasciare le proprie sostanze alla onlus quando fosse giunta l’ora.</p>
<p>Mentre scrosciava l’applauso dei suoi colleghi, mi sono chiesto come possa essere trascorrere la vita accanto a una donna capace di un simile ragionamento.</p>
<p><em><strong>Ecco la mia risposta</strong><br />
E’ davvero un paese strano il nostro. Nessuno contesta a NIntendo di spendere circa 40 milioni di euro in pubblicità televisiva per vendere giochi e altro (nintendo è il top spender bambini in Italia), ma se il totale delle 250.000 onlus esistenti oggi spende complessivamente circa 4 milioni di euro, la gente dice “guarda come sprecano i soldi”. Il rapporto marketing fra nonprofit e profit è di 1 a 3000, (mentre in termini di PIL è 1 a 30…) ma se qualcuno osa chiedere soldi per SALVARE bambini (e non solo per farli giocare…come fa NIntendo) lo scandaloso e vergognoso è sempre chi “osa” chiedere e rompere le scatole…Nel 1997 sono morti di AIDS 1,1 milioni di persone nel mondo, nel 2007 nonostante l’invenzione degli inibitori della proteasi ne sono morte 2,3 milioni…davvero non un gran risultato. In Italia nel 1997 sono morte 11400 donne di tumore al seno, e nel 2007 10900…davvero non un gran progresso.<br />
La scelta è nostra: vogliamo continuare a vivere in un mondo in cui mia moglie, mia sorella o mia figlia debba sempre vivere con la paura di essere attaccata al seno, o magari possiamo mettere in campo, OGNI SFORZO POSSIBILE, per cercare di curare questa malattia, o la povertà a Napoli, o la dispersione scolastica nel sud italia, o l’inquinamento delle falde acquifere di BOlzano, ecc?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Mi chiamo Valerio Melandri e insegno Tecniche di Fundraising all’UNiversità di Bologna, oltre a dirigere l’unico Master in Fundraising esistente in Italia, presso la Facoltà di Economia di Forlì. Noi insegniamo che fare fundraising è: “la gentile arte di insegnare agli altri la gioia di donare”.</em></p>
<p><em>Cer</em><em>to nessuno è perfetto, e anche tanti “fundraiser” fanno errori, ma io li definerei più l’esito di una “baldanza ingenua” che di una “perfida operazione di marketing”. Mi piacerebbe parlare con lei. Sono convinto che sarebbe una bella discussione. Posso mandarle in omaggio il mio ultimo libro “Libertà di fundraising”?, se mi manda un indirizzo postale sarei davvero lieto. Grazie!</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La burocrazia nel fundraising: un caso italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 06:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi hanno segnalato un articolo che, se corrisponde a verità, ha dell&#8217;assurdo. In pratica una società (http://www.buycentral.it/) con sedi in diverse parti del mondo tra cui il Giappone decide di mettere sul proprio sito un link che invita a donare alla C&#8230;e R&#8230;a I&#8230;&#8230;a (capirete poi perchè non posso scrivere questo nome) per il terremoto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hanno segnalato <a href="http://blog-it.become.eu/2011/03/15/giappone-una-incredibile-storia-tutta-italiana/">un articolo</a> che, se corrisponde a verità, ha dell&#8217;assurdo.</p>
<p>In pratica una società (<a href="http://www.buycentral.it/">http://www.buycentral.it/</a>) con sedi in diverse parti del mondo tra cui il Giappone decide di mettere sul proprio sito un link che invita a donare alla C&#8230;e R&#8230;a I&#8230;&#8230;a (capirete poi perchè non posso scrivere questo nome) per il terremoto in Giappone.</p>
<p>Ecco la risposta, via email, di questa organizzazione nonprofit italiana che ha intimato al sito di rimuovere il link.<strong> Siamo alla burocrazia che fa male al fundraising! MAGARI NON E&#8217; VERO, QUINDI PRENDIAMO CON LE MOLLE QUESTA NOTIZIA&#8230;non vorrei in nessun modo squalificare le meritorie attività della Croce Rossa. E d&#8217;altronde con gli imbroglietti che ci sono in giro, anche loro, giustamente, si tutelano&#8230;insomma un fosso si fa con due sponde, ma tutto sommato non mi sento di  comprendere la situazione&#8230;.se e&#8217; vera, andava risolta in un modo diverso.</strong></p>
<p><em>L’utilizzo dell’Emblema di Croce Rossa è regolato innanzitutto dalla prima Convenzione di Ginevra del 1949, ratificata in Italia con la legge n. 1739 del 27 ottobre 1951, che all’art. 53 sancisce, in particolare, il principio di esclusività dell’uso dell’Emblema. L’uso dell’Emblema o della dicitura Croce Rossa  – o di qualsiasi segno o dicitura che ne costituisca un’imitazione – da parte di individui, organizzazioni, aziende o società sia pubbliche che private, che non siano tra quelle autorizzate dalla stessa Convenzione, è definitivamente proibito, indipendentemente dall’uso che se ne intenda fare. La protezione del principio di esclusività viene affidata dal successivo art. 54  alle legislazioni nazionali, a norma del quale gli Stati firmatari della Convenzione, che non lo avessero già fatto, devono adottare le misure necessarie a garantire la prevenzione e la repressione degli abusi.</em></p>
<p><em>In Italia la tutela dell’Emblema di Croce Rossa è regolata dalla legge 30 giugno 1912, n. 740 che, all’art. 1, dispone che “Chiunque, senza autorizzazione del Governo, adopera, come emblema, la Croce Rossa in campo bianco, o fa uso della denominazione  di “Croce Rossa” è soggetto a sanzioni, anche penali, qualora il fatto costituisca reato”.<br />
Ciò premesso, nonostante il potenziale risvolto positivo della Sua iniziativa, si diffida formalmente codesta Società a rimuovere con cortese urgenza dal sito http://www.buycentral.it/ il richiamo alle donazioni su quello della Croce Rossa Italiana.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I nuovi costi per l&#8217;invio di mailing e riviste per il nonprofit</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 23:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è arrivata la tabella, anzi le tabelle, con tutti i nuovi costi per l&#8217;invio postale per il nonprofit. La potete scaricare cliccando qui. Come già si sa questi sconti sono temporanei e dunque come organizzazione nonprofit dobbiamo inziare a pensare maggiormente a come realmente vogliamo comunicare con i nostri donatori. Se sono una onp [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è arrivata la tabella, anzi le tabelle, con tutti i nuovi costi per l&#8217;invio postale per il nonprofit. La potete scaricare <a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/03/DECRETO-23-dicembre-2010.pdf">cliccando qui</a>. Come già si sa questi sconti sono temporanei e dunque come organizzazione nonprofit dobbiamo inziare a pensare maggiormente a come realmente vogliamo comunicare con i nostri donatori. Se sono una onp che raccoglie fondi da persone che non usano Facebook, Email o internet o li usano poco, come posso aggiornare questi donatori sulle attività dell&#8217;onp, come posso presentare nuove campagne?</p>
<p>All&#8217;orizzonte ho visto tanti nuovi siti di onp (si veda ad esempio il bel <a href="http://www.telethon.it">telethon.it</a>) che sicuramente vogliono cercare di bypassare l&#8217;aumento dei costi postali con una migliore comunicazione via internet: ma attenzione non è spostando quello che sta offline, online che si risolvono i problemi. Parlare online alle persone è diverso da scrivere un editoriale su una rivista associativa, è diverso da scrivere i testi di un mailing: dunque pianificazione, strategia, conoscenza della comunicazione online sono gli antidoti a flop clamorosi online</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valorizzare il donatore: due suggerimenti</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2011/04/20/valorizzare-il-donatore-due-suggerimenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 15:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[È importante che le onp chiedano ai donatori di esprimersi sulla qualità dei servizi che offrono. Attenzione però, queste opinioni vanno ponderate. Come chiarisco nell’articolo del 25 marzo pubblicato su Vita Magazine, cercare di migliorare tutto non ha senso, bisogna invece concentrare l’attenzione sui servizi che aiutano il mantenimento del rapporto di donazione. Il donatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-8-aprile_2011.jpg"></a>È importante che le onp chiedano ai donatori di esprimersi sulla qualità dei servizi che offrono. Attenzione però, queste opinioni vanno ponderate. Come chiarisco nell’articolo del 25 marzo pubblicato su Vita Magazine, cercare di migliorare tutto non ha senso, bisogna invece concentrare l’attenzione sui servizi che aiutano il mantenimento del rapporto di donazione.</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-25-mar_2011.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2401" title="Vita 25 mar_2011" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-25-mar_2011-1024x723.jpg" alt="" width="479" height="310" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il donatore va messo al centro. Questo imperativo, su cui sono voluto tornare nell’articolo dell’8 aprile di Vita Magazine, deve essere fatto proprio da tutto lo staff di una onp, deve diventare una sorta di mantra, di linea guida per le azioni quotidiane tanto dei fundraiser, quanto dei volontari.</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-8-aprile_20111.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2403" title="Vita 8 aprile_2011" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-8-aprile_20111-1024x723.jpg" alt="" width="478" height="300" /></a></p>
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		<title>Occhio alle facili conclusioni</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2011/04/05/occhio-alle-facili-conclusioni-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 10:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[Per individuare un buon esempio di efficace raccolta fondi l&#8217;indicatore chiave non può essere il costo connesso all&#8217;operazione. Nell&#8217;articolo che ho pubblicato su Vita Magazine il 25 febbraio, approfondisco proprio questa tematica: cosa vuol dire fare un buon piano di fundraising?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per individuare un buon esempio di efficace raccolta fondi l&#8217;indicatore chiave non può essere il costo connesso all&#8217;operazione. Nell&#8217;articolo che ho pubblicato su Vita Magazine il 25 febbraio, approfondisco proprio questa tematica: cosa vuol dire fare un buon piano di fundraising?</p>
<p><a href="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-25-feb_20113.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2310" title="Vita 25 feb_2011" src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2011/04/Vita-25-feb_20113-1024x723.jpg" alt="" width="494" height="347" /></a></p>
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		<title>Per una volta (quasi) unito il nonprofit in mutande</title>
		<link>http://www.valeriomelandri.it/2010/11/25/per-una-volta-quasi-unito-il-nonprofit-in-mutande/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 11:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fundraising a 360°]]></category>

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		<description><![CDATA[Come Festival del Fundraising siamo fra i firmatari (e co-finanziatori) di questa campagna di stampa. Il mio invito: da parte i particolarismi, le distinzioni, i &#8220;io penso&#8221;, &#8220;io dico&#8221;, le ideologie: firmiamo, facciamo girare, facciamo quello che occorre fare per fare si che non rimaniamo in mutande.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come Festival del Fundraising siamo fra i firmatari (e co-finanziatori) di questa campagna di stampa.</p>
<p>Il mio invito: da parte i particolarismi, le distinzioni, i &#8220;io penso&#8221;, &#8220;io dico&#8221;, le ideologie: firmiamo, facciamo girare, facciamo quello che occorre fare per fare si che non rimaniamo in mutande.</p>
<p><a href="http://www.giuringiuretta.it/"><img src="http://www.valeriomelandri.it/wp-content/uploads/2010/11/5x1000.jpg" alt="" title="5x1000" width="500" height="683" class="aligncenter size-full wp-image-2006" /></a></p>
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