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www.valeriomelandri.it
Il primo blog sul fundraising in Italia

14 Aprile 2014

E ora?





Il tour è nato come una sfida che mi hanno lanciato i miei amici e collaboratori. “Dovresti portare in giro per l'Italia la tua esperienza sul fundraising, fare un tour e raccontare a tutti cos'è la raccolta fondi... ". Ero un po' scettico, all'inizio. "Perché, secondo voi, verrebbe qualcuno ad ascoltarmi?”. E loro non si sono arresi: “Secondo noi sarebbe un successo! ”. Detto, fatto. Ho accettato la sfida, mi sono fidato di loro, di Elisa, Adele, Mauro, Alessandra, Cristina, Sara e Carlotta. Insieme abbiamo cercato le sale e mandato gli inviti. Poi è partito il passaparola, impressionante.

Sono stati oltre 2500 gli iscritti a questo tour, quasi 2000 i presenti nelle varie città in cui siamo stati: Milano, Roma, Bologna, Verona, Firenze, Forlì. Ho incontrato tante persone, tanti fundraiser... sale piene di gente in piedi, grande silenzio per i 180 minuti di ogni sessione. Ho fatto 3 ore di lezione, la mattina in un posto e il pomeriggio in un altro. Magari un po’ di fatica, ma la soddisfazione di vedere gente interessata e felice di ricevere informazioni utili supera, davvero, ogni stanchezza!

Ripartiamo da 2000! Costruiamo il grande movimento dei fundraiser italiani, ricostruiamo la voglia di ricostruire il nonprofit partendo proprio dai fundraiser! È un problema di abitudine, di cultura. Non stiamo facendo l'elemosina, ma siamo professionisti del fundraising!

Ora non ci fermiamo di certo. Abbiamo toccato con mano l’interesse che suscita la possibilità di imparare il fundraising in modo semplice e vero. Siamo pronti per ripartire di nuovo i...

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17 Marzo 2014

180 minuti per tutti! Per iniziare la raccolta fondi da domani



Mi sarebbe piaciuto chiamarlo “fundraising for dummies” o “fundraising per NON fundraiser”, ma poi è diventato... Te lo do io il fundraising !
Ho deciso di farlo perché voglio diffondere la cultura del fundraising, voglio dire a tutti che è possibile fare fundraising , che è ragionevole farlo, che funziona se ben organizzato e soprattutto se si parte in un modo adeguato.
Voglio passare tre ore con chi lavora nelle piccole organizzazioni nonprofit, con i volontari, con i presidenti tuttofare, con i responsabili della comunicazione degli ospedali, dei musei (pubblici o privati), vorrei avere in classe i fundraiser o i responsabili comunicazione delle Fondazioni Liriche, dei Teatri, delle piccole parrocchie e della polisportive, degli enti sportivi, piccoli e grandi.
Insomma voglio parlare a quelli che hanno sentito questa parola , che magari ne sono spaventati oppure affascinati o indifferenti, ma che alla fine pensano che... "certo se riuscissimo a fare un po’ di fundraising non sarebbe male”. So bene come prendere queste persone... in 180 minuti penso di potervi dare una buona dritta su come iniziare, su come partire.
Non è la solita roba in cui si spende l'80% del tempo a parlare di “mission” e “buona causa” e poi non si arriva mai alla ciccia. Certo, voglio parlare anche della vostra Causa e capire insieme come “proporla”, ma poi voglio parlare di strumenti, veicoli, potenziali donatori e soprattutto di come costruire il percorso logico e pratico del fundraising .

Sono negli Stati Uniti per un anno a imparare sempre di più sul fundraising, qui è più f...

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09 Marzo 2014

Basket, Knicks, New York e il perdono...

E’ il fine settimana, una bella occasione per godersi i Knicks dal vivo, la squadra di pallacanestro di New York. Ma ahimè non naviga in grandi acque quest’anno. Tutt’altro. “The Knicks suck” è la frase che si sente e che si legge: “I Knicks sono vergognosi” (…una traduzione un po’ educata). Negli anni 70/80 il Madison Square Garden (ovvero il palazzetto dello sport di New York) era uno di quei posti magici dove i padri portavano i figli e tutti, a prescindere dalla classifica si tifava sempre e solo Knicks. In quegli anni ci sono state squadre grandi, medie, alcune volte anche pessime, ma mai “vergognose” come quella di quest’anno. Dirigenza incapace, giocatori svogliati, continui errori di comunicazione con la stampa, chaos organizzativo.

Ma nonostante questo il Madison non ha posti liberi. Uno spettacolo il palazzetto (20000 persone in foto!). Sì, qualche spettatore esce dopo i primi due quarti e preferisce, tornare a casa, piuttosto che vedersi lo strazio di una squadra che non lotta, non sanguina, ma che accetta di perdere di 30 punti come una semplice giornata storta, ma tre giorni dopo è lì di nuovo a sperarci. Il numero degli acquisti di merchandise (magliette, cappellini, etc) non cala, i likes di facebook, e il numero di follower di twitter è in costante aumento. In un popolo di infedeli e incostanti giocherelloni, come quello americano, il tifo per i Knicks è, e rimane fedele. Sì è vero, “they suck” ma sono i Knicks. E i newyorchesi tifano Knicks. Si va avanti, con lo stesso allenatore, la stessa squadra, salvo rinforzi, gli sponsor non mollano, fino a ...

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