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Il primo blog sul fundraising in Italia

08 Febbraio 2016

La prima cosa da fare, su cui lavorare. Il nome.

E’ la prima cosa da fare. Rendere facile, chiaro e comprensibile chi siete .
E’ la prima cosa su cui lavorare.

Siete la “Federazione SCS/CNOS”? Con un nome così, come pensate di poter chiedere soldi e far raccolta fondi? Ma chi mai darebbe soldi a un marchio? Si danno soldi alle emozioni, alle persone, alle storie, ai racconti, ai ricordi, alle cose vive e vere nella memoria.

“Federazione SCS/CNOS” sarebbero i salesiani… ma chi sono i salesiani se non Don Bosco? Chi sono i salesiani se non una delle opere più importanti nella storia italiana di assistenza sociale, dagli oratori alle case famiglie, passando per i centri professionali. E allora, perchè non dirlo nel marchio… ed ecco la trasformazione, da SCS/CNOS a Salesiani per il Sociale mantenendo la stessa entità legale, senza cambiare statuto, ma facendo vedere il cuore piuttosto che solo la superficie.

Poi se volete mantenere nei bollettini postali e nel conto corrente lo stesso nome (Federazione SCS/CNOS - che francamente non so nemmeno cosa voglia dire e non lo sanno neppure loro che ci lavorano-), non c’’e problema. Quando prendo in mano un bollettino di conto corrente che mi è arrivato per posta ormai la decisione è presa. Ho deciso per Don Bosco, per il sociale, per la Casa Famiglia. Questo conta.

Innovare, rendere facile, rendere vero e comprensibile.

Io non sono il Chiarissimo Professore Valerio Melandri, CFRE, MPA, PHD (che significa che ho Certificate Fundraising Executive, Master in Public Administration, Doctor of Philosophy), ma che palle!!! Io sono Valerio, meglio ancora...

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04 Febbraio 2016

Li mette tutti d'accordo

Madonna del FuocoOggi è il 4 febbraio, la patrona di Forlì, è festa.  
Scuole chiuse, università chiusa.

Forlì, città particolare, piena di sinistra antica
(il vecchio PCI),
di tanta destra nostalgica (Mussolini è nato in provincia), di molto repubblicanesimo (sotto lo Stato Pontificio per tanti anni, con un residuo di anticlericalismo vivente), di tanti preti santi (Don Pippo, innanzitutto, il nostro Don Camillo), e di un po’ di massoneria (Piazza Aurelio Saffi è la piazza centrale della città) e tante altre contraddizioni e litigi.

Ma c’e’ una cosa che ha sempre messi tutti d’accordo a Forlì. Sulla Patrona siamo tutti d’accordo.
E nessuno si prova a litigare. E' la patrona:
la Madonna del Fuoco .

In un mondo politically correct , dove non si può, non si dice, e se lo dici lo devi dire in un certo modo, se fai vedere devi farlo con correttezza… insomma, in un mondo insopportabile, io ho appeso la “laica” (opera d’arte e non devozione religiosa) immagine della Madonna del Fuoco a fianco al mio ufficio . La laica immagine di una opera d’arte che in questi secoli ha messo insieme sempre tutti i forlivesi. L’immagine che ha messo d’accordo tutti . Ma è veramente solo un’immagine che NON si è bruciata in mezzo ad un incendio (da qui Madonna del Fuoco), oppure c’è dell’altro??

A me poi la Madonna del Fuoco mi ha fatto un regalo speciale. La prima volta che sono uscito con mia moglie era proprio il 4 febbraio del 1999: ci siamo dati appuntamento con la scusa di andare a fare un giro alle bancarelle e mangiare una piadina salsiccia e cipolla…
Non vedo l’ora di andare a ri...

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03 Febbraio 2016

Il DB è una tabella fatta a mano, eppure si fa fundraising!

Per fare fundraising basta volerlo... è proprio vero!

Sono in una piccola realtà , piccolina, piccolina. Che fa raccolta fondi. Sono circa una 30ina di suore, giovani, che devono sistemare un po’ la casa dove abitano.
Hanno un coraggio e una perseveranza da leoni, e mi hanno talmente tampinato che alla fine ho deciso di aiutarle gratuitamente.

Abbiamo lavorato sui loro donatori, (ne hanno circa 1000 in un database, che non è un database ma un foglio excel ).
Complicatissimo usarlo, fanno tutto a mano, persino la tabella degli ammontare, recenze e frequenze. Ecco la foto. E’ splendida! Una cosa commovente.

database-piccole-organizzazioni

La suora si è messa pazientemente atirare fuori nome per nome le persone che hanno donato, e ha calcolato per ogni nome la situazione in database. Da quanto tempo non dona, quanto dona, e quanto ha donato, ecc… E così in un colpo d’occhio si vedono tantissime cose.
Se lo vedete nella figura, ogni numero è un codice che corrisponde ad un donatore. Un sacco di persone non sono state coltivate, e hanno perso dei donatori (guardate quanti sono nella colonna dei non donanti da più di 48 mesi), e poi tante piccole donazioni e che non crescono, e tanti donatori da segmentare. Chiedere ad ognuno il suo.

Oggi abbiamo definito 4 tipi di lettere ; per i quadranti in basso a destra (wake up), per i quadranti in alto a sinistra (prendi il dono, rinnova il dono, aumenta il dono), per gli upgrade (coloro che sono più stabili), e i rinnovi (quelli che sono appena entrati). Poi ogni tre mesi, si rifarà lo steso calcolo (a mano, che tenerezza! ) e si riparte con...

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27 Gennaio 2016

Libertà è gratitudine

 

Ha scritto Etienne de le Boétie - autore reso celebre dalla profonda amicizia con Montaigne - nel Discorso sulla servitù volontaria (1577):

“Per ora vorrei solo comprendere come è possibile che tanti uomini, tanti borghi, tante città, tante nazioni sopportino talvolta un tiranno solo, che non ha forze se non quella che essi gli danno, che ha il potere di danneggiarli unicamente in quanto essi vogliono sopportarlo, che non potrebbe far loro alcun male se essi non preferissero subirlo invece di contrastarlo. E’ cosa davvero sorprendente vedere migliaia d’uomini asserviti miseramente con il collo sotto il giogo... E’ il popolo che si fa servo, che si taglia la gola, che, potendo scegliere se essere servo o libero, abbandona la libertà e si sottomette al giogo”.

Eppure i servi sanno bene che i miseri privilegi loro concessi possono essere perduti all’improvviso, con la stessa ferocia con cui sono stati tolti ad altri. Le forme di tirannia e servitù sono molteplici e, spesso, mascherate. Ancor oggi ci sono troppe catene che ci rendono servi.

Perché ciò accade ce lo ha spiegato Dostoevskij nel celebre capitolo “La leggenda del Grande Inquisitore” ne "I fratelli Karamazov". Dice l’inquisitore, parlando a Cristo tornato sulla terra e che ha fatto imprigionare: “S’impossessa della libertà degli uomini solo colui che rende tranquille le loro coscienze... Essi diverranno mansueti, guarderanno a noi e a noi si stringeranno, nella paura, come i pulcini alla chioccia”.

Ecco cosa chiedono in cambio tutti coloro che vogliono assicurarci sicurezza e tranquillità:...

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26 Gennaio 2016

Il grande donatore

 

Nel fundraising l'80% delle donazioni viene dal 20% dei donatori e viceversa.

E come si fidelizzano? Li abbiamo fatti sentire importanti, li abbiamo emozionati, li abbiamo coinvolti.

Investire tempo (almeno 18 mesi), soldi ed energie su un grande donatore è l'unico modo per realizzare il suo pieno potenziale economico.

Se non lo emozioniamo, se non lo facciamo sentire parte della mission per cui lavoriamo, può anche essere Paperon de' Paperoni: prima o poi scappa!

Se abbiamo troppa fretta di ricevere una sua donazione senza che prima l'abbiamo coinvolto, rischiamo di ricevere oggi 1.000 e zero domani, quando avremmo potuto invece raccogliere 10.000 investendo tempo e energie su di lui.

Dobbiamo avere rispetto per i donatori, e farli sentire importanti: ma non solo perché così domani ci possono dare di più, ma perché è giusto! Chi fa, e dà, di più, è giusto che abbia il massimo della soddisfazione per quello che ha fatto e che ha dato!

D'altronde non ci vuole molto: una testimonianza diretta, la presentazione di un progetto, un pranzo, dove gli spieghiamo l'impatto che la sua donazione ha su una causa, e la differenza che può fare un aumento del suo impegno. Investiamo tempo su di loro: solo così ci ricambieranno rimanendo fedeli per sempre alla nostra causa!

Avanti!

VM

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