Fund Raising: come è percepito il direct mail in Italia?

Una interessante ricerca, pubblicata sul sito dell’Associazione Italiana per il direct marketing (www.aidim.it), ed elaborata da Poste Italiane e People SWG, svela il profilo dei target del direct marketing e la percezione complessiva che ha chi riceve sempre più spesso lettere, anche di richieste fondi, nella propria buchetta delle lettere.
Infine vengono anche descritte le caratteristiche del mailing ideale che deve essere chiaro nei contenuti e nella grafica, personalizzato ma allo stesso tempo non eccessivamente confidenziale.
Utile per chi vuole conoscere meglio il direct marketing, per chi lavora nel fund raising e per chi sta seguendo l’evoluzione della campagna su direct mail e privacy lanciata da Vita.

VM.

valerio-melandri.jpg

valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

4 Comments

  1. Hai ragione, ma in fondo è proprio questo il problema del fund raising in Italia. Si fa poca ricerca, e quella che si fa è tutta relativamente “poco” autonoma. basti pensare che chi fa ricerca sono coloro che poi forniscono servizi al nonprofit (broker di indirizzi, fornitori di servizi di mailing, ecc). Grazie del commento!
    VM

  2. Curiosa questa ricerca,descrive bene quello che noi che riceviamo la posta pubblicitaria vorremmo trovare.

  3. La ricerca è datata e poco autonoma, ma dalle esperienze che ho conosciuto dà ottimi ritorni, soprattutto se ben curata.

Comments are closed.