Fund Raising per le università

Una recente ricerca dell’OECD (Organisation for Economic Co-operation and development) ha evidenziato come dal 1995 al 2002 i contributi privati alle università siano cresciuti del 5%.
Si notano però grandi differenze, in paesi come Danimarca e Grecia i fondi privati nell’università hanno un peso inferiore al 4%, mentre negli Stati Uniti, Australia e Giappone la percentuale va oltre il 50%.
In Italia la percentuale è vicina al 25%, non male ma….di certo c’e’ ancora bisogno di fund raising.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

3 Comments

  1. Ma siamo proprio sicuri che sia il 25%?Anch’io sono andato a vedere la ricerca citata ma non capisco come è stato fatto il calcolo delle donazioni alle università.
    Comunque è sufficiente andare su qualunque sito delle università americane per vedere come fanno fund raising.

  2. Non so se è positivo che le università vivano di donazioni, e neanche dipendano dallo stato in tutto e per tutto. si dovrebbe trovare una via di mezzo.

  3. Stiamo cercando di attivare uffici per la raccolta di fondi in due università del Sud Italia. E’ molto difficile ma credo che, in un momento di tagli e rinunce, rappresenti la sola possibilità per non continuare a bussare alle porte degli enti pubblici e pescare nelle tasche degli studenti…

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