A proposito di volontariato laico e volontariato cattolico…

E’ passata in sordina, in questa calda estate la recente affermazione di Giuliano Amato, (tratta da un intervista de La Stampa del 22 luglio 2005) sul volontariato e sui valori che lo supportano. In un momento di strana sincerità egli afferma che:

“È una constatazione che a darsi maggiormente da fare per assistere i più bisognosi siano i cattolici. Ammiro profondamente quello che fanno i cattolici e per questo mi chiedo come mai i laici non riescano a tradurre i loro valori etici in un’azione organizzata. .. È una domanda cui non ho una risposta.
L’unica fenomenologia che riesco a trovare mi fa paura: senza la Fede non ci si riesce. Se la accettassi dovrei concludere che non si può affidare all’etica laica il governo pubblico di una società. Ma questo non sono disposto ad ammetterlo. Vivo una contraddizione…”

Oltre ai teo-con, anche i lai-con?

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

8 Comments

  1. Bellissime le affermazioni di Amato che sinceramente non avevo mai letto e in cui certo non ho mai sperato.. Ha certo ragione quando dice che la Fede “muove tutto”. Meglio tardi che mai.

  2. Pensavo che fosse passata inosservata questa citazione. E invece Alessandra dopo tanti mesi l’ha letta e commentata!
    Grazie e concordo in pieno.
    VM

  3. Scrivo, da atea convinta quale che sono. Io, persona troppo intelligente per credere in un fantomatico Dio-Destino, e troppo romantica, forse, per non soffrire per questo. Del resto è dura affrontare la realtà per com’è. spesso priva di giustizia, incomprensibile, per non dire spietata. Ma questa è un’altra storia….quella di chi ha smesso da un pezzo di chiedersi se il suo destino c’entra con le stelle….e cerca di sgavagnarsela come può su questa terra. di vita ce n’è una, e basta e avanza. A parer mio.
    Scrivo, da volontaria che ha fatto e fa quello che fa, senza per questo sperare di guadagnarsi un posto in paradiso. Non credo che l’assistenzialismo, troppo spesso sposato da chi sta dentro alle cattoliche istutizioni non-profit (…non-profit fino a che punto? qui avrei molto dire, ma lasciamo stare) sia una soluzione. piuttosto è un gatto che si morde la coda…
    Comunque sono proprio le istutuzioni cattoliche quelle a ricevere la maggior parte dei fondi per le proprie opere….è tutto davvero così buono e pulito????
    ne siamo sicuri?
    io so per certo che non è così. conosco bene i canili umani chiamati caritas….quanti soldi riceve la caritas per ogni posto letto offerto…quanti pasti rifiutati per un talloncino mancato in cui apporre l’apposito timbro….lancio l’input…chi ha voglia s’informi….
    Non abbiate la presunzione di sentirvi migliori, l’umiltà è un buon principio, per cattolici e non.

  4. atei o no, la cosa piu’ bella e’ aiutare il prossimo…
    la religione non c’entra; l’unica cosa che conta e’ lo spirito e la volontà…chiamatelo come vi pare…

  5. Amato forse non si era informato bene prima di fare quelle affermazioni… le associazioni cattoliche continuano ad essere quasi esclusive, sono quelle ad essere sovvenzionate… le associazioni davvero senza scopo di lucro -atee per l’appunto- non vengono spesso neanche nominate proprio perché non “producono”..

    quotando Amato: “come mai i laici non riescano a tradurre i loro valori etici in un’azione organizzata”
    per “tradurre” -come dice lui- i nostri valori etici abbiamo pur bisogno di fondi, ma se questi sono concessi solo ai credenti… che facciamo, ci convertiamo? No, semplicemente restiamo quelli che riescono ancora a dare incondizionatamente, abbandonandosi all’amore oblativo per il prossimo, senza chiedere nulla in cambio (da nessuno)e senza sottostare a nessuna dottrina religiosa.
    Non è l'”associazione organizzata” che fa il Bene, è l’azione del singolo, cattolico e non, a contribuire al raggiungimento dei fini che un’opera di volontariato si prefigge.
    Per questo… se è vero che le associazioni cattoliche danno piu frutti, ben venga.. i gruppi atei non avranno niente da invidiare loro, anzi! potranno solo ammirare soddisfatti e condividere un fine comune: la pace.

  6. Io penso che per fare volontariato bisogna non solo compiere degli atti materiali ma anche amare il prossimo.
    Questo vale sia se si è credenti sia se si è atei senza contrapporsi gli uni agli altri.
    Però penso che i cristiani siano agevolati in qualche modo.
    Infatti, se vivono profondamente l’invito e il comandamento di Gesù dell’amore per il prossimo, trovano un sostegno che gli atei non trovano espresso altrove con uguale forza.

  7. Condivido quanto affermato dall’on. Amato. Se ci fossero cristiano “veri” che si impegnassero nella politica credo che le cose andrebbero meglio.
    Personalmente faccio parte del cammino neocatecumenale e mi piacerebbe vivere una esperienza di volontariato presso gli ospedali o le carceri. Purtroppo le organizzazione con cui sono entrato in contatto sono laiche e impediscono di parlare con i pazienti della fede.
    Si può dare una speranza a chi soffre senza Gesù Cristo? Non credo.
    Ho provato ad entrare presso gli ospedali con iniziativa personale ma ci sono molte difficoltà.
    Se siete a conoscenza di iniziative di volontatriato cattolico che operano nella provincia di Bari Vi sarò grato se mi segnalaste la maniera per entrare in contatto.
    Martino Maurelli.

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