La professione di fundraiser

La professione di fundraiser non è facile; impegnati sul versante strategico o operativo, nella formazione o nell’istruzione, nella comunicazione o nel marketing, all’interno di una azienda nonprofit o all’esterno come consulente libero professionista, la costante è che si tratta di una attività complessa, per la quale esistono ancora pochi punti di riferimento sicuri.
Proprio per questa complessità di fondo il professionista del fund raising, il cosiddetto fundraiser, spesso è coinvolto in una intensa attività a livello operativo e non riesce a strutturarsi in modo da potere ampliare la gamma dei servizi offerti e/o ampliare il numero delle aziende nonprofit clienti.
Per gli stessi motivi ci sono difficoltà per i giovani a trovare la loro strada come consulenti free-lance. Chi si colloca all’interno di una azienda nonprofit medio-grande ha la strada più o meno spianata, se non altro ha dei punti di riferimento; per gli altri la gavetta rischia di essere lunga e densa di imprevisti.
Fra l’altro la professione di fundraiser non è riconosciuta né tutelata (non c’è un albo professionale, ma nemmeno un meccanismo reale di auto-regolazione) , a differenza di altre professioni a volte anche strane e di nicchia.
VM

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

6 Comments

  1. Caro professore, troppo forte il richiamo e la provocazione su ASSIF per resistere ad un commento. Concordo la storia di questa associazione, di cui faccio parte, pare anche a me un’opportunità perduta. I motivi sono molti, ma soprattutto il fatto che nessuno se ne occupi è sintomatico di quanto ci si creda. Anch’io sono profondamente deluso da come si son messe le cose. Un esempio: da due anni, prima con la Presidenza Masacci ed ora con la presidenza Lentati, chiedo inutilmente che sul sito di ASSIF vengano indicati anche i nomi di tutti gli iscritti, non solo dei soci senior. Credo che sia i soci attivi (che pagano la stessa quota dei senior e godono degli stessi diritti e doveri) che i soci Junior (se non altro come incentivo ad intraprendere e continuare la professione) dovrebbero essere inseriti e pubblicati.
    Neanch’io andrò all’assemblea, un po’ per circostanze contingenti ed un po’ per un (pericoloso) senso di impotenza…. E’ verò che gli assenti hanno sempre torto, ma finora son stato presente e non è successo nulla.
    Chissà se cambiando strategia…….

    Luciano

  2. Mi dispiace per l’assenza del Prof.Melandi (non conosco Zanin), ci contavo perchè poteva essere l’occasione giusta per “mettere in tavola” molti piatti e finalmente aprire una discussione seria ed utile.
    Due sono le cose, o l’associazione diventa efficace ed efficiente oppure è meglio passare ad altro nel rispetto del lavoro e della partecipazione di tutti. Sarebbe il massimo che proprio l’associazione dei fundraiser funzioni male o non funzioni proprio.
    Il discorso sarebbe lungo…mi risparmio il fiato per il 18.

  3. Caro Raffaele, fa sempre piacere trovare qualcuno che ha ancora voglia di provarci. Neanche io ti conosco, ma dalle poche righe di commento mi par di intuire che abbiamo posizioni simili. Io, se vuoi, ti do la mia delega.

    Luciano

    PS: magari dopo l’assemblea, se ti va, potresti riportare in questo blog le tue impressioni.

    Grazie

  4. gentile Luciano,
    grazie per tua la fiducia, sono a roma per lavoro e solo adesso torno sul blog.
    Riporterò le mie impressioni sul sito e tornerò a casa con una certezza: restare in Assif o passare ad altro.A presto.

  5. Sono stato all’ultima assemblea dell’associazione. Il Presidente ha letto una relazione con molte novità che indicano chiaramente (e finalmente) la voglia di cambiamento. Forse eravamo un pochi in confronto al numero dei soci. La prossima volta potrebbe essere utile creare anche un momento di convivialità, così almeno cominciamo a conoscerci meglio.
    Si è parlato del nuovo sito, del nuovo regolamento operativo, dei servizi e della formazione per i soci. E’ stato detto che “l’associazione dei fundraiser deve fare fundraising”…perché le casse sono un po’ vuote e per crescere ci vogliono soldi…per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Si è anche parlato di avviare una ricerca sul fundraising e sui fundraiser in Italia: è un po’ costosa ma sarebbe molto utile.
    Non ho dimenticato quella del Prof. Melandri ma questa dovrebbe essere diversa per forma e contenuti.
    Non ho condiviso solo un punto relativo alla politica “esterna” dell’associazione ma di questo ne parlerò alla Presidente.
    Mi auguro che la voglia di cambiamento contagi tutti, ma proprio tutti, perché Assif deve aprirsi maggiormente, diventando sempre più “associazione” e sempre meno “ordine”.la mia impressione è stata molto buona.
    Peccato essere stati così pochi…e peccato essere stato a dieta, perché c’era una bella torta con i frutti di bosco…

  6. Caro Raffaele, intanto grazie pe ril reportage. Speriamo proprio che l avoglia di cambiare contagi tutti e che gli intendimenti espressi in assemblea, almeno per una volta, si traducano in attività concrete.

    Grazie. Alla prossima

    Luciano

    PS: se sapevo della torta, magari uno sforzo per esserci lo facevo anch’io.

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