Il Manifesto del Fundraiser, cosa ne pensi?

Ho voluto riassumere in poche parole l’esperienza accumulata in questi anni di consulenza e formazione, ho voluto dire quello che per me è il fundraiser, tutto in dieci brevi punti.

Tutto questo è nel Manifesto del Fundraiser. Cosa ne pensate? Lasciate i vostri commenti su questo blog o sul blog/news del Master in Fund Raising.

Il fundraiser è:

  1. un educatore, non un venditore.
  2. un facilitatore capace e volenteroso di coinvolgere gli altri, non un eroe solitario.
  3. qualcuno che offre alle persone la possibilità di avere un impatto sulla realtà, non un venditore aggressivo che reclama denaro.
  4. un professionista appassionato, che vuole fare la differenza con il proprio lavoro e con la propria vita, non qualcuno che lavora con l’unico obiettivo della paga a fine mese.
  5. un solido sostenitore dei principi etici del fund raising, non un professionista bramoso di fare qualsiasi cosa pur di ottenere i fini che si è prefissato.
  6. desideroso di imparare continuamente, che non si sottrae mai al confronto con i nuovi strumenti e le nuove tecnologie.
  7. è una persona pro-attiva, che ama risolvere i problemi, non semplicemente individuarli.
  8. è un comunicatore efficace, sia per iscritto, sia di persona.
  9. è un conoscitore dei principi del fund raising, che sa che non esiste nessuna causa così particolare, per cui quei principi non possano venire applicati.
  10. è conscio che il successo dipende molto di più dalla visione di se stesso e del proprio ruolo che da tutte le altre variabili.

Cosa puoi fare?

  • Scarica il manifesto in .pdf e se ti piace stampalo e mettilo nella bacheca della tua organizzazione nonprofit
  • Commentalo. Sei un fundraiser, un aspirante fundraiser, sei un volontario, un consulente in raccolta fondi, ci ritrovi il tuo lavoro nelle mie parole? No? Dimmi la tua opinione, commenta e fai commentare il Manifesto del Fundraiser
  • Diffondi il banner: copia e incolla questo codice nel tuo sito o blog
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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

2 Comments

  1. Non si fa cenno alla mission.
    Se Rosso dice che il fundraiser e’ al servizio della mission, allora cambierei il decimo punto in
    “Il fundraiser e’ conscio di se stesso, dei propri punti di forza e debolezza, ma soprattutto e’ fortemente motivato dalla mission che sostiene”.

  2. Bibi mi manda un commento che vi allego di seguito. E’ interessante per svilupapre il dibattito sul Manifesto del fundraiser che vuole essere qualche cosa di dinamico e non statico, cioè che cambia anche grazie ai vostri commenti e punti di vista o opinioni.
    Ecco il commento che Bibi mi ha inviato via email.

    Buongiorno Melandri,

    ho letto il manifesto. lo condivido nel suo impianto generale. mi permetto, in punta di piedi, di esprimere alcune considerazioni.
    Rilevo forse una certa ridondanza tra i punti 4 6 e 7. aggiungerei magari la parola ||laico|| a “educatore” per “stemperare” e scongiurare eventuali derive “troppo pedagociche” di chi e’ convinto di avere l’insegnamento giusto per il prossimo. se laico e’ parola troppo carica di connotazioni userei altra espressione o giro di parole che richiami comunque al laicismo come sommariamente descritto qui http://it.wikipedia.org/wiki/Laicita

    infine troverei il modo di inserire quello che a mio parere e’ un aspetto importante del fundraising e che necessita quindi di consapevolezza da parte di chi promuove queste azioni: la costruzione di relazioni sociali. trovare risorse non e’ mero trasferimento di denaro da un conto a un altro, ma anche e soprattutto costruzione di relazioni sociali stabili e auspicabilmente durature.

    che ne pensa?

    con stima

    una stretta di mano

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