“Dalla culla alla bara” – percorso semi-serio autobiografico nonprofit…

sea.jpgL’altra sera, dopo l’inaugurazione della V° Edizione del Master in fund raising, cercavo di spiegare ai numerosissimi intervenuti, perchè ritengo così importante le organizzazioni nonprofit.

Per spiegarmi, provavo a raccontare la mia vita, ma in molti, penso potrebbero essere nella stessa situazione. Il mio racconto l’ho voluto chiamare “Molti non si rendono conto di quanto siano straordinariamente importanti le organizzazioni nonprofit per la vita di qualunque cittadino italiano“. Guardate se anche le vostre storie di vita si incrociano con il nonprofit come la mia e inseritele nei commenti del blog. Sarà bello condividerle!
Ecco la mia:

  • sono nato in un ospedale privato nonprofit (un’organizzazione nonprofit)
  • sono stato battezzato nella chiesa di Bussecchio (un’organizzazione nonprofit)
  • ho fatto le scuole elementari in una scuola libera (un’organizzazione nonprofit),
  • passavo parte del mio tempo libero in parrocchia (un’organizzazione nonprofit),
  • facevo ginnastica il pomeriggio all’Edera (un’organizzazione nonprofit),
  • sono andato in bicicletta nella Forti e Liberi (una squadra di ciclismo nonprofit),
  • il mio primo lavoro è stato alla Confcommercio (un’organizzazione nonprofit),
  • poi ho ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Ceur (un’organizzazione nonprofit)
  • e ho potuto frequentare un’università americana, la New York University (organizzazione nonprofit).
  • ho conosciuto mia moglie durante una festa organizzata da un’organizzazione nonprofit
  • questa organizzazione mi è stata presentata da un prete, (ovvero da una persona che lavora per un’organizzazione nonprofit),
  • mi sono sposato in chiesa (un’organizzazione nonprofit),
  • i miei risparmi sono gestiti da una SGR di proprietà, in parte, di un’organizzazione nonprofit,
  • i miei fondi pensione sono gestiti da una mutua privata nonprofit (organizzazione nonprofit),
  • i miei figli vanno in un asilo gestito da un’organizzazione nonprofit,
  • fanno ginnastica e suonano musica presso un’organizzazione nonprofit
  • dono parte dei miei risparmi alle organizzazioni nonprofit,
  • la mia pensione sarà probabilmente erogata da un’organizzazione nonprofit,
  • la Casa di Riposo Zangheri di Forlì, dove i miei figli potrebbero mettermi quando sarò vecchio (speriamo di no!) dovrebbe essere, salvo appropriazione indebite da parte di qualche ente pubblico, ancora un’organizzazione nonprofit.

Infine la mia tomba sarà all’interno di un camposanto gestito da un’organizzazione nonprofit.

Ricordatevi che per fare tutto questo ci vogliono soldi, ecco perchè ci vuole il fund raising. E’ proprio vero: “il fundraising è il servitore del nonprofit”. (VM)

(Foto di Savinca utilizza con licenza Creative Commons)

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

12 Comments

  1. La mia vita e` cominciata in un ambiente fortemente spinto verso il mondo profit.
    Gia` da piccolo, pensando al mio roseo futuro (nel mondo profit), mi immaginavo disteso in un prato fiorito assieme al Sig. Rockefeller mentre si parlava bellamente dei nostri immensi capitali.

    Poi ho conosciuto il Fund Raising, per finalita` tutt’altro che nonprofit e ho dovuto, per necessita`, studiare, entrare in contatto e infine comprendere quel mondo cosi` diverso.
    Mi sento cambiato.
    La mia vita e` cambiata (direi anche con tutta la forza con cui poteva farlo).

    Ora il mio sogno e` poter fermare il degrado nel mondo della cultura in Italia.
    Il mio “mondo profit”, invece, e` limitato alla possibilita` di gustarmi una bella fiorentina accompagnata da un corposo Brunello assieme ad una dolce compagna.
    Un bel sogno e una buona sfida insieme.
    Cos’altro chiedere alla vita?!

  2. Ho conosciuto il mondo del non profit da giovanissimo perché la mia catechista era una missionaria laica. Poi a 14 anni ho cominciato con la Croce Rossa Italiana e nel 2000, mentre facevo il servizio civile in un centro Informagiovani, ho scoperto che esisteva una cosa bellissima…il fund raising.
    Ed allora sono partito alla scoperta di un mondo che oggi, mi fa sentire utile alla società. Un “anello” tra il dire ed il fare il bene.

    Il mio “mondo profit”? Sul mio frigorifero ho attaccato una cartolina presa tanti anni fa a Bertinoro (Fc) con un detto locale: “due sono i piaceri della vita: la tvaia e lanzol (la tovaglia e il lenzuolo)” e a me bastano!

  3. bene Melandri: cambierei solo il titolo:
    “Dalla culla alla bara” – percorso autobiografico noprofit. auguri di buona pasqua

  4. a Jacopo: Cosa vuoi di piu’ dalla vita? Un Lucano!
    a Raffaele: davvero bello il detto! La Romagna Solatia dolce Paese!!!
    A Laura: ho gia’ provveduto!
    VM

  5. Devo dire che fin da piccola son sempre stata indirizzata al profit, forse per la determinatezza del mio carattere, ma crescendo le cose cambiano e ci si rende conto delle proprie radici.
    Mio padre coltiva con la stessa passione di sempre un’associazione che dura da 35 anni.
    E’ forse la “persona più non profit” che abbia mai conosciuto e avendo il suo sangue non potevo che riprendere le sue orme.
    E’ buffo!

  6. Isadora, un maestro è quello di cui ognuno ha bisogno e tu hai avuto la fortuna di incontrarlo in tuo padre! Buona Pasqua! (VM)

  7. A ben pensarci anche la mia vita ha sempre avuto un risvolto nonprofit anche se da piccola mi vedevo in giro per il mondo con il mio jet privato per gestire i vasti capitali di famiglia.
    Innazitutto sono nata in una famiglia che si è sempre gestita come una cooperativa, sono stata assistita dai nonni in una logica di mutuo soccorso, ho studiato in strutture pubbliche e, finalmente laureata, non me la sono proprio sentita di andare a lavorarare in una azienda profit come molti miei compagni di studio … mi sono anche offerta come amministratore pro-bono del mio condominio (ci gestiamo secondo la logica della banca del tempo)… per il futuro si vedrà!!!
    Ely

    (VM) Mitico, il condominio solidale….

  8. Gentilissimo Valerio, grazie per voler farci capire che il mondo del non profit è quantomeno necessario (e io credo molto di più) di quello del profit ma ciò può vuoler dire che non ci sarà mai una solidarietà che va oltre questo confronto? Mi dirai che le cose non si fanno solo con le belle speranze (o, se vuoi, partendo da domande che si spera siano sensate) ma non riesco ancora a capire se il no profit, il profit, riusciranno mai a farci credere che è possibile una società nella quale a prevalere non saranno gli egoismi.
    Anche se un pò in ritardo e sicuramente per caso, essendo passato da qui oggi, un sincero augurio di sentire la Pasqua.

    – la mia infanzia e la mia adolescenza l’ho vissuta in una organizzazione no profit che mi ha permesso di studiare, purtroppo lontano dalla mia famiglia;

    – ad un certo punto ho deciso di impegnarmi in una organizzazione no profit che però non è stata leale con me;

    ora mi sto impegnando in un altra organizzazione no profit che ha fatto e continua a fare del bene ma al di la delle mie vicende personali, continuo a pormi domande.

  9. Ma il cosidetto terzo settore iin realtà è il primo settore, perchè di fare affari (secondo settore) in realtà se non ci si fida si fa fatica a fare affari. E prima di di fare l’Italia (primo settore) bisogna fare gli italiani (terzo settore).
    in realtà nascono prima le famiglie di tutto il resto, nasce prima la solidarietà, la fiducia, l’amicizia, perchè prima di questo non c’e’ nulla.
    Il terzo settore, è il primo settore e gli altri due sono secondi settore ex-aequo…questo e’ il mio ragionamento caro antignani! e grazie del post!
    VM

  10. Gentilissimo Valerio credo di non essere stato capito ma ciò evidentemente è dipeso da me. Comunque grazie ancora per il suo impegno e per gli spunti che continuamente ci da e che ci portano a guardare le tante possibilità che abbiamo per fare meglio quello che facciamo. Buon lavoro e come sempre sinceri saluti.

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