Il fundraising italiano al bivio? Forse la storia ci puo’ dare una mano

la storia del fundraising

 

Una volta scrissi un capitolo di un libro che si chiamava Il nonprofit italiano al bivio…ora credo che forse al bivio c’è il fundraising italiano. E’ un po’ (lo anticipo solo per voi che mi seguite qui sul mio blog) il contenuto di un mio contributo inserito nel libro (uscirà fra non molto) “La storia della raccolta fondi in Italia” che ho realizzato insieme ad un gruppo di professori e ricercatori dell’Università di Bologna.

In pratica o questa professione, il fundraiser, diventa una professione vera oppure verrà sempre confusa fra chi fa semplice marketing o comunicazione: il fundraising è molto di più, non è solo uno studio di fattibilità, non è solo una bella brochure o campagna di comunicazione realizzata, è molto di più. E’ capire l’organizzazione nonprofit, è trasformare il nonprofit.

Intanto ascoltate (serve Real Media Player per sentire) questo appello a donare fatto da dive, come Delia Scala, Ingrid Bergman, degli anni ’50 attraverso la radio.Anche questa è storia del fundraising italiano.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

One Comment

  1. Vorrei fare alcune considerazioni a voce alta. Credo che fare il fundraiser (o forse dovrei dire “essere” fundraiser) sia un mestiere molto complesso. Per lavorare con il non profit, devi conoscerne bene tutti i meccanismi e spesso…finisci per non fare solo il fundraiser.
    Ieri abbiamo vinto, con una piccola associazione di malati e familiari, una grande battaglia…Il discorso era banale: noi ci mettevamo le attrezzature, il personale, il tempo, i fondi e si chiedeva all’ospedale una stanza, per accogliere gli ammalati ed i loro familiari, prima o dopo una “notizia non bella”.
    Per ridare un po’ di speranza a chi comincia un viaggio senza ritorno, ci bastava una stanza. Al direttore generale non chiedevamo altro. Una stanza. Dopo mesi e mesi e mesi…abbiamo avuto finalmente le chiavi.
    Cosa deve fare un fundraiser oltre a trovare i fondi, le attrezzature sanitarie, a scrivere una bella lettera o un efficace comunicato stampa? Deve metterci passione ed etica.
    Solo la passione può farti scavalcare dei muri altissimi e arrivare alla meta.
    Da tempo, facendo questo meraviglioso lavoro, ho capito che certi muri, non si possono abbattere…e così ho imparato a saltare, nonostante tutti i dolci che mangio.

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