Una lettera di raccolta fondi … e una proposta di correzione.

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Mi giunge da un giovane prete una richiesta di aiuto per qualche suggerimento su una lettera di raccolta fondi molto personale da mandare ad un gruppo di sostenitori attivi. Nella risposta che allego, do qualche suggerimento e reimposto un po’ la lettera e ovviamente se condividete, volete aggiungere, crticare, togliere, suggerire, contribuire, ben venga. A dopo (VM)

Caro Valerio,

ti allego la bozza della lettera da inviare ai benefattori della Casa di Formazione per l’acquisto del nuovo mezzo. Ci terrei molto a un tuo parere. Personalmente ho le seguenti domande: –

  • è meglio intestare ogni lettera ad personam o dare una immagine collettiva?- è corretto lo stile diretto, o andrebbe curata meglio la captatio benevolentiae iniziale?
  • in che parte della lettera è meglio mettere il dato tecnico del conto bancario, che interrompe bruscamente la musica del sentimento caritatevole?

In attesa di incontrarti, ti auguro buon lavoro ciao

QUESTA E’ LA LETTERA PROPOSTA
Cari amici,in questi anni la vostra generosità ha permesso a tanti ragazzi di giungere al sacerdozio, e allo stesso tempo vi ha introdotto sempre più al cuore della nostra esperienza missionaria. Essa è innanzitutto l’espressione di una comunione vissuta, grata per il dono ricevuto e desiderosa di comunicarla al mondo intero.
È proprio nella concretezza della quotidianità che ci siete stati compagni fedeli e discreti. Con la stessa concretezza desideriamo dunque farvi presente una necessità: l’acquisto di un pulmino per il seminario che sostituisca il mezzo precedente ormai inutilizzabile.La miglior offerta che ci è stata fatta riguarda un Nissan Primastar nove posti, 2.5 TDI, del valore di € 24.000.
Consapevoli del sacrificio che vi chiediamo, domandiamo un aiuto per affrontare questa spesa, secondo le possibilità di ciascuno.
A tutti voi il Signore renda merito per la vostra carità.
È possibile offrire il proprio contributo sul conto cc xxxxxx
Causale Pulmino CdF
Il rettore

Le mie considerazioni:

Caro Don Matteo,

Eccomi qua:

  1. ho letto la tua lettera e NON conosco il tono, il livello di amicizia fidelizzazione, né conosco il numero di lettere che hai intenzione di mandare (un conto è mandarne 200 un altro è mandarne 2000), ma la lettera SE è coerente con il tipo di rapporto (caldo) che avete nei confronti dei vostri sostenitori, mi sembra davvero ben fatta e piena di calore.
  2. è decisamente meglio intestare ogn lettera ad personam, possibilmente se sono pochi, aggiungendo per ognuno un pensiero finale a mano (ad esempio un nota bene, o anche solo la firma amano su tutte le lettere). Se l’indirizzo è scritto a mano, è meglio che se è scritto al computer.
  3. lo stile è corretto, magari si può speigare meglio che PERSONE, serve quel mezzo. E’ troppo generica la frase (ne abbiamo bisogno). Non bisogna mai scordare che il fund raising è una questione di 3 P. Ovvero delle Persone (i donatori) che decidono di donare a delle Persone (Don Matteo)per aiutare altre persone (questo no è chiaro nella tua lettera, ovviamente si intuisce ma perché non specificarlo: del tipo – come lei sa tutte le domeniche andiamo in giro a fare catechismo a tizio—oppure – i nostri seminaristi devono andare a Roma titti i giorni per seguire le lezioni e quindi—-)
  4. alla fine va benissimo il dato bancario
  5. non dimenticare l’importanza di un buon PS. Alla fine dopo la firma, inserisci un ps con una SCADENZA dlla donazione (“ne abbiamo bisogno prima di, perché i nostri seminaristi iniziano le scuole il…perche’ i nostri seminaristi iniziano il catechismo il… Ecc) in questo modo fai una sorta di “dolce pressione” che può essere utile per convincere i più restii o coloro che naturalmente rinvierebbero.

Fammi sapere tuoi commenti e a presto!

VM

[Foto di la petite sotto licenza Creative Commons]

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

5 Comments

  1. Concordo con quanto detto dal Prof. Melandri. Ogni sostenitore deve ricevere la lettera con il suo nome e cognome. Non conoscendo la realtà del Rettore, mi limito ad alcune considerazioni sparse: io metterei maggiormente in risalto il “problema” e quindi la sua “soluzione”.
    Domanda: perché è fondamentale comprare un pulmino nuovo, non si può cercare un buon mezzo usato?
    Potendo, aggiungerei anche una foto del futuro nuovo mezzo e una foto di quello in uso attualmente.
    Fondamentale una scadenza e forse anche l’indicazione di un contributo minimo o di una griglia di contributi ma questo dipende anche dal numero delle lettere e dal rapporto con i sostenitori.
    Ok per il p.s. alla fine della lettera. In generale, non supererei una cartella, massimo una e mezza.
    Mandare le lettere a luglio o agosto, non so quanto sia utile, anche se molte ONP in Italia lo fanno.
    In ultimo, a me non piace il termine “carità”. Utilizzerei la parola “solidarietà” perché si lega meglio alla partecipazione, al sostegno consapevole, però, capisco anche che l’ambito è diverso e forse è culturalmente più vicino alla parola “carità”.

  2. anch queste osservazioni sono molto interessanti! Grazie raffaele!
    VM

  3. I dati bancari li indicherei sotto il p.s. come se fossero dei recapiti, così da non interrompere il momento “caldo”, come diceva Don Matteo.
    Giusy

  4. Caro Francesco,
    è davvero un peccato che tante cattive malelingue, e tanti vergognosi e squallidi pregiudizi, che derivano solo ed esclusivamente (solo ed esclusivamento lo ripeto) dal terrore di perdere un po’ del piccolo poteruncolo che in tanti anni ci si è creati (il potere è dei senza potere!!!) dividano così tanto il mondo del fund raising.
    Tu costruisci, invece, e ti ringrazio davvero,
    UN caro saluto

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