Una mangiata al Food Court…”la corte del mangiare”

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Sto lasciando Orlando, dall’aereoporto internazionale, anche questo un aeroporto incredibile. Faccio il viaggio in un cab condiviso (un taxi che prende su tre persone, in modo da spendere 15 dollari per andare all’aeroporto al posto di 45 dollari, mettendoci qualche minuto in più perchè il taxi passa a prendere tre persone), la persona che è con me, mi racconta che nel 1975, quando lei iniziava il College (Rollins College) ed arrivava con sua mamma, l’aeroporto era un hangar (un solo hangar). Mi racconta che quando scese dall’aereo, disse: “what the hell we are” che vuol dire “ma dove cavolo siamo arrivati?”. Ora l’aeroporto è

enorme, all’interno, (ma proprio all’interno non fuori, vi è un enorme Hilton con le stanze che danno sui check in) una cosa enorme, decine e decine di schermi giganti rimandano le partenze e gli arrivi degli aerei. Enormi negozi di Disney, Space Center Kennedy (Cape Canaveral è a Orlando, in Florida, dove è partito l’Apollo che andò sulla luna), enormi negozi di vestiti, uno solo di ciabatte, ecc.food-court1.jpg

All’interno, come anche nelle università, come in moltissimi posti, vi è il FOOD-COURT. Il Food court, (ovvero la “la corte del mangiare”, il “chiostro del mangiare”) è una specie di istituzione americana, si tratta di un enorme cerchio, al cui interno ci sono tavoli per magiare e lungo tutta la circoferenza ci sono i più classici dei fast-food: Sbarro, the italian eatery (che tradotto vuol dire più o meno “sbarro, la mangiatoia italiana”, sbarro è una famiglia siciliana che ha fatto fortuna in america, ma ve ne parlerò un’altra volta); mc donal, wendy, tucki, asian food, le bonnpain, ecc, ci saranno in media 25-30 fast food tutti insieme in circolo e dentro la gente che mangia. E se mangiano.

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Nell’imbarazzo della scelta, perchè è tutto bellissimo e super invitante, e fa tutto male, mi butto sul cinese, sperando in bene. Mi sbaglio. Mi ritrovo gli involtini primavera più unti di tutti i tempi, ma veramente unti, da far spavento. Non riesco a mangiarli, ripiego su un classico mc donald (salad), 7,95 ma tutto sommato sono le stesse cose che si mangiano in Italia (eh! i pregi della globalizzazione sono questi! Mc donald è un ancora di salvezza! Mai ci avrei pensato). Esco dal mio food court con la pancia piena, mi reco al gate, un super controllo, spogliato di nuovo, prendo un trenoper andare al gate (un treno!) viaggio 5 minuti e arrivo al gate, apro il computer e la linea wi-fi in automatico mi collega, non pago una un euro,nulla di nulla! Sono collegato da ore e non sto pagando niente.

L’aereo per New York è in ritardo, New York mi fa penare! Arriverò, ma solo alle 9,00 di sera! vedremo.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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