Due testi di mailing a confronto

Ho ricevuto da una studentessa (ora stagista presso una organizzazione nonprofit) un testo di mailing interessante a cui ho voluto dare un mio piccolo aiuto (trovate qui il testo originale e qui quello con le mie variazioni). Ovviamente vostri consigli sono ben accetti (…come potremmo chiamarlo..mailing collettivo?!)

Email ricevuta (con opportune variazioni relative alla privacy):
Gentile Prof. Melandri,
Le invio qui allegato il testo della email che le ho mostrato venerdi scorso a Forlì, in facoltà, con la preghiera di dargli un’occhiata ed eventualmente correggerla.
Intendo mandarla ai nominativi di genitori di bambini nati con LPS.
Qui dove sto svolgendo la stage, richiedono la mia partecipazione al DM. Ora devo portare il progetto fino in fondo. Mi piacerebbe
iniziare con il testo giusto. Non so se questo stilato lo è.
Un suo intervento sarebbe salvifico!
La ringrazio tanto,

Mia risposta
Bella bella bella complimenti! Ho dato qualche piccola aggiustatina (peraltro discutibile, quindi si senta anche libera di non accettare i suggerimenti) , qualche maggiore accenno sulla spiegazione della malattia
(so che lei sta scrivendo a genete che conosce la malattia, ma non darei nulla per scontato). Qulache sottolineatura, un po’ di corsivi, un po’ di grassetti in piu’ qua e la’, e la sottolinatura maggiore che siete MEDICI non MISSIONARI (da qui la mia aggiunta UMANITARIA alla parola missioni).

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

3 Comments

  1. Ricevo spesso, come tutti d’altronde, lettere e/o richieste di fondi a favore di associazioni più o meno conosciute. Come destinataria, e come insegna il Melandri (o il fund raising) io continuo la lettura della lettera se la prima frase mi colpisce (e mi deve colpire proprio tanto perchè ricevo molta posta anche se ora visto il percorso formativo fatto sul fund raising “guardo” le lettere con occhio diverso) per cui io sarei molto più diretta proprio nella prima riga – tipo: “Quanto costa (o quanto vale) un sorriso? Lo decidi tu”. o altre idee che possono venire in mente. credo comunque sia importante far sentire ad un possibile futuro donatore l’importanza dell’essere protagonista nella campagna.

  2. Non sono un grande esperto di DM ma provo a fare qualche considerazione. La lettera è molto bella. La banconota è legata bene al progetto. La prima frase mi sembra un po’ cacofonica e in alcuni punti della lettera inserirei più pause e parole in neretto per dare forza al messaggio.
    Renderei le frasi più brevi e in generale ridurrei la lettera di un 10% per tentare di tenerla in una sola facciata (di solito, pochi si leggono tutta la lettera). Nel pieghevole di appoggio inserirei i dati per il sostegno (conto corrente…ecc).
    Non chiuderei con “un caro saluto”, perché mi sembra un po’ troppo personale. “distinti saluti” è freddo, “cordiali saluti” lo userei per un donatore periodico che già conosce la ONP. Io preferisco un “grazie per ciò che vorrà/potrà fare!”.

    Buon lavoro!

    Raffaele PICILLI

  3. Mi complimento con la giovane, poiché dimostra di saper padroneggiare importanti leve per la stesura di una lettera di raccolta fondi.

    Bello l’incipit: immagine molto evocativa.

    Leggo che il target è costituito da genitori di bambini con LPS.
    Sono stati già operati?
    Se sì, nell’incipit parlerei del momento in cui il figlio di chi sta leggendo la lettera si è visto per la prima volta allo specchio con un volto nuovo.
    Un momento fondamentale anche per i genitori, che sicuramente avranno provato tante emozioni: sollievo, gioia per i figli, gratitudine per i medici, etc…

    Nel caso in cui questi genitori siano in attesa dell’operazione, invece, mi riferirei a un momento di gioia in arrivo, a quando, presto, i loro figli si vedranno allo specchio un volto nuovo (e un problema di salute risolto).

    All’esperienza di vita di questo target mi legherei anche nel P.S.
    e nel momento della richiesta di fondi.

    Il target in questione ha un potenziale molto elevato, poiché ha vissuto o sta vivendo il percorso problema-soluzione raccontato nella lettera con un tono molto equilibrato e privo di facile sensazionalismo (complimenti, avanti così, ricordando che quando il target è familiare a una determinata malattia, occorre raddoppiare la dose di sensibilità-rispetto-delicatezza nei suoi confronti).

    Per concludere, una nota di stile: eliminerei le maiuscole tipo “Le scrivo per comunicarLe che…”, che ormai hanno fatto il loro tempo!

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