L’Università della Scemenza

Sono un docente universitario, e sono un uomo che ama la libertà. Nelle aule dove insegno, in questo blog, in tutti i luoghi dove ho possibilità, hanno spazio tutti commenti, quelli che condivido, quelli che non condivido.  Non posso esimermi, come uomo che ama la libertà e come universitario dal giudicare il gravissimo episodio accaduto ieri alla “Sapienza” (direi “Scemenza”).  Se la guida spirituale di circa un miliardo di persone non può parlare in università,  questo significa la morte dell’Università. L’Università  è il luogo per eccellenza della libertà e della ragione. Io in Università ci lavoro, con passione.Per questo motivo ho provveduto oggi stesso, con lettera, a invitare Papa Benedetto XVI per una Lectio Magistralis, all’inaugurazione del Master in Fund Raising che si terrà domani 17 gennaio alle ore 10,30. (purtroppo… non penso che potrà venire…), ma lo ritengo comunque un gesto concreto, per dimostrare che in Università ci sono ancora persone che hanno a cuore la ragione e la libertà.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

11 Comments

  1. Ormai sembra un tutti contro tutti e non si “cava un ragno da un buco”, non c’è una soluzione. Se non permettere al Papa di andare ad una inaugurazione di un anno universitario risolve i problemi del mondo o dell’università italiana allora povera Italia.

  2. Purtroppo, questa vicenda, vede sconfitti tutti: l’Università “laica”, che deve consentire a tutti (anche a chi non rappresenta più di 1 miliardo di persone…sarebbe sufficiente rappresentare un’idea…non condivisa da nessuno…per avere la possibilità di essere ascoltati) di “riflettere” in pubblico; i rappresentanti della Chiesa in questione (che dovrebbero proprio farsi carico di affrontare situazioni “difficili”, tanto importante è il messaggio che si vuole lasciare), già pronti per una grande giornata di protesta contro la protesta

  3. Personalmente ritengo che intorno alla vicenda si sia creata una gran confusione, alimentata dai giudizi ipocriti, ottusi e spesso, purtroppo, faziosi dei media italiani. L’unica cosa che sembra godere di un’incredibile fortuna in questo paese pare essere proprio la disinformazione di massa, prodotta dalla mala fede di certi personaggi catodici genuflessi e di quegli stessi politici che, compatti, plaudono alle parole di personaggi come Mastella, scagliandosi contro la magistratura italiana. Ebbene, questi stessi personaggi hanno in più occasioni (s)parlato di “censura” delle parole del Papa, di attacco alla libertà di espressione e, i più arditi, addirittura, di attacco alla laicità del sapere (e qui ci vuole una gran faccia tosta)! I coraggiosi professori della Sapienza, a ben guardare e volendo indagare senza pregiudizi di sorta il significato vero della protesta, non si sono espressi di certo contro il dialogo e il confronto fra fede e religione! L’inaugurazione dell’anno accademico è un’ occasione SIMBOLICA che nulla ha a che vedere con il dialogo e il confronto tipici di una conferenza o di un normale dibattito accademico su un qualsivoglia tema. E questo sia i professori che gli studenti manifestanti (sia pure in maniera più “colorita”) l’hanno ribadito più e più volte. In quanto occasione “simbolica” e non appartenendo il capo di una religione (qualunque essa sia) ai SIMBOLI propri del sapere scientifico, l’inaugurazione dell’anno accademico di una Università LAICA dovrebbe essere presieduta da un rappresentante di un sapere laico avulso da qualsiasi impronta ideologica e confessionale. La Lectio Magistralis, in secondo luogo, non equivale ad un semplice discorso o relazione, ma rappresenta l’Indirizzo di Universalità. Ha quindi un valore altamente simbolico, perchè esprime una posizione netta e precisa e imprime un carattere speciale all’istituzione all’interno della quale viene tenuta. Nessuno, dunque, si è schierato contro un eventuale confronto con l’istituzione pontificia, al contrario di quello che vogliono farci credere. Il problema è che di confronto e dibattito non si trattava assolutamente!Il Papa sta all’Inaugurazione dell’anno accademico di una Università laica, per dirla con un esempio spiccio, come Margherita Hack alla finestra dell’Angelus domenicale!!!Il confronto deve avere le oppotune sedi e le opputune modalità, altrimenti si tratta di un’ingiusta e unilaterale invasione di campo. Per concludere, a me non pare proprio che in Italia ci sia un problema di laicismo esasperato ma piuttosto il contrario. Dunque, non capisco la levata di scudi di tanti cattolici che in nessun altro paese al mondo godrebbero di tanta importanza e considerazione (nessuno mi convincerà mai dell’idea che l’Italia sia un paese laico)!Se poi l’atteggiamento di molti difensori della laicità dello Stato assume forme talvolta discutibili dal punto di vista del “politically correct” è proprio perchè qui in Italia bisogna difendere con le unghie e con i denti quei rarissimi spazi di espressione laica e liberale che nel resto d’Europa sono invece ampiamente protetti e garantiti. Altrove non v’è alcun bisogno di imbavagliarsi o attaccare striscioni per difendere la laicità di un’istituzione pubblica…è questa la cosa veramente triste.

    Una piccola studentessa arrabbiata.

  4. Prendila la piu’ larga possibile sul Papa.
    Joseph Ratzinger è un professore universitario, probabilmente uno degli uomini di maggior cultura del secolo (tolto Urs Von Balthasar, e forse Henry De Lubac uomini di cultura di questo livello ce ne sono stati ben pochi). Non lo era, ad esempio, Giovanni Paolo II che è stato un medio professore universitario (e lo si vede anche nei suoi scritti, che sono tutt’altro che stra-ordinari, molto ripetitivi, e tutto sommato, non innovativi sotto il profilo teologico, semmai solo sotto il profilo pastorale. Il famoso “non abbiate paura di Cristo” ne è un esempio).

    L’Università è il luogo della ragione e della libertà, dove i professori universitari dovrebbero poter parlare, e gli altri professori universitari, anche se non d’accordo dovrebbero stare ad ascoltarli.
    In democrazia il “dissenso preventivo” è assolutamente consentito, la censura per motivi di ordine morale anche, ma il boicottaggio per motivi di diversità di vedute, direi proprio di no.

    Il Papa che ci fa in università, e in particolare all’inaugurazione dell’anno accademico? Almeno tre motivi:
    1 – è un grande (forse il piu’ grande) intellettuale europeo vivente- l’università è il luogo degli intellettuali.
    2 – e’ un capo di stato – l’università e’ onorata di avere un capo di stato ospite.
    3 – è un ex professore universitario (peraltro di grande livello) – l’università è il luogo dei professori universitari

    E come vedi ho eliminato il fatto che sia il capo spirituale di circa un miliardo di persone.

    Il tuo esempio su Margherita Hack è sbagliato, perchè che uno sia un cattolico, o un comunista, o un laico, o un filodofo, o uno scienziato, o un maschilista o una femminista, o un’astronomo, o chiunque altro, ha diritto di cittadinanza in una Universita’ Statale, tutti possibilmente allo stesso modo (e infatti non mi risulta che il Papa vada ad inaugurare ogni anno l’anno accademico… ). Viceversa sotto la finestra dell’Angelus ci va chi vuole, e la chiesa (che è una orgnizzazione nonprofit autonoma dallo Stato) decide la propria governance e chi vuole far parlare autonomamente e non deve rispondere agli elettori, tanto meno ai cittadini italiani.
    Mi fa un po’ ridere che Ingrao dica “se il Papa va all’università, i laici vadano in Vaticano”, perchè è come dire “Ingrao all’università, ma il Rettore della Cattolica al Festival dell’Unità”. Ben venga se il Rettore della Cattolica va alla Festa dell’Unità, ma Ingrao e’ padrone in casa sua (il Festival dell’unità) di chiamare chi vuole. E se non vuole chiamare il rettore della Cattolica al Festival nessuno lo puo’ pretendere, tanto meno i cattolici!.
    Semplicemente sono affermazioni che non hanno senso.

    In altre parole, lo Stato Italiano (di cui l’università La Scemenza fa parte, è tenuto ad ascoltare tutti i cittadini di qualunque idea essi siano e dare a tutti la possibilità di confrontarsi, nei limiti del rispetto reciproco), la Chiesa Italiana è libera di far parlare chi vuole nel modo che vuole. La Chiesa non è lo Stato.
    In altre parole: Margherita Hack non ha il diritto di parlare alla finestra dell’Angelus se non è la Chiesa che la invita, viceversa se l’Università la Scemenza vieta la parola al cittadino, professore universitario, e, peraltro, Vescovo di Roma, Joseph Ratzinger non è piu’ uno stato laico…ma confessionale, ovvero l’anticamera del razzismo…Altro che tolleranza!

    Ah la saggezza dell’anticlericale, massone, laico, liberale Conte di Cavour! “Libera Chiesa IN Libero Stato”….non disse “Libera Chiesa E libero Stato”, ma disse “IN….” mai abbastanza capito!

    Grazie del tuo commento!
    VM

    P.s. Non penso di aver mai letto niente di piu’ “laico” come il discorso del Papa che non ha potuto pronunciare…Dagli un’occhiata, è illuminante su che cosa voglia dire VERAMENTE “tolleranza”.

  5. Ogni volta che vedi un tramonto, il mio consiglio e’ di pensare a Galileo. E a come avrebbe gestito il rapporto con Galileo un papa come Ratzinger. Ogni tramonto.

  6. E dopo ogni tramonto rileggiti, il discorso di Ratzinger all’università, e li capirai come avrebbe gestito il rapporto! Mai imporre, sempre proporre! Ma attenzione: “tolleranza” non significa che in nome della tolleranza io devo stare zitto perchè dico cose su cui tu potresti non essere d’accordo!

  7. “(…)Se però la ragione – sollecita della sua presunta purezza – diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola.(…)”

    beh, se “tolleranza” significa dire che la mia verità è più grande della tua, non sono tanto d’accordo!

  8. Manifestare dissenso si può. Se poi i toni della protesta degenerano, ahimè, questo non è sempre prevedile, nè contenibile. Ma, a prescindere dalle motivazioni più o meno valide della protesta, io rifletterei anche sulla decisione presa dal Papa.
    In merito ai motivi della cancellazione, infatti, pare che l’annullamento della visita all’ateneo non sia stata una scelta dettata da questioni di sicurezza.
    Dietro la cancellazione c’è un problema più di immagine che di pericolo per l’incolumità di Benedetto XVI, poichè tutte le misure atte a garantire l’ordinato svolgimento della visita erano state messe a punto.
    La visita del Papa, quindi, sarebbe stata annullata più che altro per l’effetto che avrebbe potuto avere una contestazione verso il Pontefice, ripresa dalle telecamere e che avrebbe fatto rapidamente il giro del mondo.
    Accettare la contestazione (che coinvolgeva tutto sommato una minoranza) invece che sfuggirne, mi sarebbe sembrato un buon modo per trasmettere un messaggio di tolleranza e umiltà e un’ottima occasione di dialogo e scambio.
    Forse il problema è che il Papa è più abituato ad avere di fronte una folla di persone che dicono “così sia” anziché “ma io penso che”.

  9. Cari tutti,
    grazie di questi vostri bellissimi e utili commenti. Sono abbastanza d’accordo con quanto dice MIche. “La visita del Papa, quindi, sarebbe stata annullata più che altro per l’effetto che avrebbe potuto avere una contestazione verso il Pontefice, ripresa dalle telecamere e che avrebbe fatto rapidamente il giro del mondo.”. E’ molto probabile che ci sia qualcosa di vero in questa affermazione. D’altronde è certamente vero che è arrivata una telefonata al Card. Camillo Ruini, da parte del Governo Italiano in cui si chiedeva espressamente di “rinunciare alla visita”. In tanti hanno perso, e’ vero Miche. In tanti. Ma voltiamo pagina, da domani sarà il Festival del Fundraising a tenerci compagni, ve ne parlerò nel prossimo post. a dopo. vm

  10. l’università è una scemenza di suo, di loro: prof e studenti (salvando i bidelli che fanno di sicuro qualcosa cosa di utile: lavare e cambiare la carta igienica)

    Joseph Ratzinger poteva prendere il tram (il 19) e iscriversi alla lista di chi vuole intervenire

    avrebbe di sicuro rappresentato con umiltà un esempio di cristiano: Gesù che papamobile avrebbe preferito?

    Luigi Cicala

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