Reciprocità e fundraising: coinvolgere le aziende

Vi giro questa email di una persona che lavora per una bella realtà nonprofit attiva nel campo educativo in quel di Voghera e provincia.
L’email ha come oggetto la ricerca di partnership e sostegno tra organizzazione nonprofit e azienda profit, un argomento sviluppato anche da Ioana Fumagalli in questo post.
Personalmente, a meno di campagne a livello nazionale o su argomenti specifici (notai – lasciti testamentari), credo maggiormente nel rapporto diretto con gli imprenditori, nel conoscerli personalmente. Due domande che vi rigiro sono:

  • non esiste nel vostro consiglio di amministrazione qualcuno che conosca un imprenditore, che lo possa invitare ad una delle vostre cene, dei vostri seminari?
  • perchè l’associazione di categoria del vostro territorio dovrebbe veicolare il vostro messaggio e non quello di altre organizzazioni che stanno nel vostro medesimo territorio?

Parliamone qui su Valeriomelandri.it e vediamo cosa può saltarne fuori.

Ciao Valerio,

mi farebbe davvero piacere un tuo parere circa una ipotesi di coinvolgimento del mondo profit nei progetti delle onp.
Fondazione […] a Voghera lavora, con servizi e progetti educativi, a favore di minori e non solo, a mettendo al centro il territorio e le sue comunità. Verso questa logica stiamo cercando di far convergere le imprese locali: presentiamo a loro una ipotesi di patto di reciproco impegno affinché sostengano le nostre buone cause e, di conseguenza, lo stesso territorio sul quale operano.
In realtà i soggetti non sono solo le aziende: in questo scambio di responsabilità sociale sono coinvolte anche le pubbliche amministrazioni, allargando così il patto a più soggetti.
L’impatto non è semplice: i responsabili di setore sono più orientati – almeno qui – a logiche di sostegno tipo sponsorizzazione e, soprattutto, limitate al breve periodo (un anno, massimo due, mentre noi chiediamo un impegno di almeno 5 – 7).
Stiamo cercando una via ulteriore: quella delle Associazioni di Categoria, perché possano darci una mano a veicolare ai loro associati il nostro messaggio. I tempi, temo, saranno lunghi. Cosa suggerisci? Sembra perseguibile l’ipotesi delle associazioni di categoria, anche se non portano finanziamenti diretti?
A presto
Andrea

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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