I sordi possono fare tutto, tranne che sentire.

All’ultimo corso di alta formazione ho avuto il piacere di avere in classe uno studenti “sordo” (o si dice non udente?). Ne sono rimasto particolarmente colpito. Si tratta di Camillo Galluccio (foto con me), presidente dell’Ente Nazionale Sordi. Persona attenta, vogliosa di scoprire il fundraising che ha capito che con i fondi pubblici non si può fare tutto quello che si dovrebbe fare.Dpo aver incontrato persone come lui, sempre di più mi rendo conto che certe disabilità esistono e non si può fare finta di niente, ma se ci si impegna tutti si può davvero fare in modo che i sordi possano fare tutto, tranne che sentire.

Ma in generale devo dire che l’ultima classe del CAF (foto mentre applaudono “alla maniera” dei sordi) che è appena incominciata è davvero notevole. Nella mia prima lezione di venerdì e sabato scorso avrò avuto 50 forse 100 domande. Era un continuo. E, lo devo ammettere, non c’e’ piacere più grande per un formatore ricevere tante buone domande. Non sempre capitano classi così desiderose di scoprire cos’è il fundraising, come applicarlo concretamente, spesso si cerca invece dal formatore una soluzione, una ricetta, una cura che lenisca tutti i problemi di raccolta fondi di una organizzazione nonprofit…

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Non è così però ci vuole tenacia, forza, volontà di applicare quanto imparato: non bastano i consigli, per quanto utili di un formatore, ci vuole una forte coesione di tutti coloro, volontari e non, che fanno parte di una associazione.
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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

One Comment

  1. Egregio Professore,
    sono una sua ex allieva, e come vede seguo il suo blog. Il protagonista del suo ultimo articolo è un suo studente sordo, è vero che possono fare tutto, anche sentire, oltre che con il cuore, anche con il loro linguaggio il Lis. Sappiamo tante lingue…..ma non il linguaggio dei gesti….
    Cosa c’è di peggio dell’esser sordo, essere un sordo straniero……un vero problema culturale, linguistico, d’approccio…A questo punto le rubo 2 minuti, per presentarLe un’Associazione che opera a Brescia dal 2001, l’Associazione Monsignor G. Marcoli, si occupa di formazione rivolta agli educatori, di sostegno alle famiglie con audiolesi anche stranieri ed è sempre alla ricerca di nuovi approcci. In questi anni di affiancamento, come consulente, ho imparato molto…e sorpresa quest’anno la Dottoressa Bonomi (psicoterapeuta) con la sua equipe ha realizzato un libro “Raccontare con le parole e con le mani”. Un lavoro molto prezioso, un invito ai genitori di bambini sordi e non a raccontare fiabe di tutto il mondo, brevi storie rivolte ai piccoli, dove oltre al linguaggio grafico, molto accattivante, ci sono fiabe in lingua orginale…in italiano e in Lis.
    La prossima settimana ad un corso di Fund Raising a Bertinoro, e Le lascerò in dono, in Università, la raccolta di fiabe….Spero le possa condividere oltre che con i suoi figli, con i suoi studenti, vorrei dare più voce ad un piccolo libro, ma di grande valenza culturale e pedagogico.
    La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i miei più cordiali saluti. Luigia Giacometti

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