La rappresentazione dell’altro nelle campagne di comunicazione nonprofit di raccolta fondi.

Una studentessa dell’Università di Milano, mi chiede una mano per la sua tesi di laurea. Cristina mi dice:

“sono una specializzanda in Antropologia presso l’Università Bicocca di Milano, sto realizzando una tesi sulla comunicazione noprofit e, in particolare, sulle campagne di fund raising,analizzando come il linguaggio, le metafore e l’immaginario utilizzato ne influenzino l’efficacia.
A questo proposito, sarei molto interessata a intervistarla.
In particolare, sarebbe ideale partire dalle caratteristiche visive e testuali che una campagna stampa/spot no profit
dovrebbe possedere per sensibilizzare al meglio, e quali sono le campagne recenti che ha apprezzato maggiormente. Il mio oggetto di ricerca, come le avevo anticipato, è la rappresentazione dell’altro nelle campagne pubblicitarie no profit di raccolta fondi e istituzionali; per limitare il campo, prendo in esame solo le campagne stampa/affissione e gli spot televisivi”.

Sarebbe interessante darle una mano…chi è che ha il tempo di rispondere attraverso il blog?
Sarebbe bello pubblicare un po’ di risposte anche per vedere cosa ne pensate voi sul tema!
Ovviamente pubblicherò anche le mie risposte, avanti fatevi sotto!
Grazie!!!

Ecco le domande a cui dovete rispondere!

1)    Quale campagna no profit (stampa, televisiva) l’ha particolarmente colpita di recente? Perché?
(mi potrebbe allegare il link in cui posso visualizzarla, per favore)
2)    Ritrova degli aspetti comuni tra le campagne no profit (istituzionali o di raccolta fondi) degli ultimi tempi (toni, immagini utilizzate, linguaggio)?
3)    Come si differenziano rispetto a quelle del passato?
4)    Si ricorda una campagna no profit (stampa o televisiva) di raccolta fondi che ha riscosso un particolare successo? (mi potrebbe allegare il link in cui posso visualizzarla, per favore)
5)    Mi potrebbe fare qualche nome di ONG (nazionale o internazionale) che a suo parere si distingue per una efficace comunicazione pubblicitaria (sempre above the line) di raccolta fondi? Perché?
6)    Quali sono gli “ingredienti” per il successo di una campagna pubblicitaria (stampa o video) di raccolta fondi? Come si colpisce emotivamente e si spinge ad agire il pubblico? Attraverso quali tipi di immagini, toni, linguaggio?
7)    Per un maggiore feedback del pubblico in termini di donazione che reazione emotiva è auspicabile abbia lo spettatore alla visione di una campagna no profit? (es. Indignazione, denuncia delle sofferenze? Commozione? Pietà?)
8)    Il colore rosso è molto presente nelle campagne e nei siti no profit : perché secondo lei?
9)    Nelle campagne stampa no profit di molte ONG anche non necessariamente legate a tematiche specifiche, spesso sono visualizzati per lo più donne e/o bambini. Perchè secondo lei?
10)     Nella maggior parte delle campagne pubblicitarie no profit, nelle foto, nei filmati etc come viene rappresentato chi ha bisogno di aiuto? (per es. sofferente , sorridente, con lo sguardo in macchina o meno, vittima, debole, da solo o in gruppo…etc) Ci sono delle costanti? Perché secondo lei?
11)     Che lei sappia ci sono studi in merito al feedback delle popolazioni bisognose d’aiuto in merito alle campagne che li raffigurano e chiedono donazioni per la loro causa? (Cosa pensano delle campagne no profit? Come si vedono rappresentati? Si rispecchiano in quelle immagini?)
12)    Nel caso non ci fossero studi/ricerche in questo senso, le sembrerebbero utili in futuro?
13)     L’adozione a distanza (di bambini, mamme, crisi dimenticate per es.) è molto utilizzata nel no profit. Come mai?
14)     Il linguaggio pubblicitario di molte ONG mi sembra riprenda metafore militari e appartenenti alla dicotomia guerra/pace (es Medici senza Frontiere, Emergency etc). E’ d’accordo? Come mai secondo lei?
15)    Un’altra metafora che mi sembra ricorrente è quella dell’eroe/benefattore (la ONG, noi donatori) che va a “salvare” la vittima in pericolo portandogli ciò di cui ha bisogno. Anche secondo lei ricorre spesso? Come mai?
16)     Molto forte nel no profit l’uso della testimonianza (di volontari,  di persone che hanno bisogno d’aiuto e raccontano la loro storia, etc). Come mai secondo lei è importante raccontare una storia?
17)    Perché è importante sottolineare che quello che si vede e che le persone che si vogliono aiutare sono “reali” (attraverso reportage, storie vere etc) ?
18)     “Crisi, emergenza” sono termini che ritroviamo molto spesso, sia in tv che nel no profit: non c’è il rischio che tutto diventi una crisi, che lo spettatore vada in “assuefazione di crisi” e non prenda più adeguatamente sul serio le campagne no profit?

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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