Match giving…viva le idee!

Salve Melandri,ci siamo conosciuti al seminario che ha tenuto all’AIPD a Roma la scorsa settimana.Ho in progetto da alcuni mesi di provare una forma di raccolta fondi tramite un sito di affitto case vacanza che gestisco. Chi fa una prenotazione sul sito paga oltre all’affitto una booking fee di 30€. La mia idea è di proporre al turista di offrire altri 30€ e se accetta la società che gestisce il booking offrirà la propria booking fee di 30€ all’associazione. Praticamente offri 30 e fai arrivare 60. Volevo sapere se è a conoscienza di esperimenti di questo tipo e cosa ne pensa. Grazie in anticipo.

Ecco la mia risposta
Questo è sostanzialmente il caso del “match giving”, ovvero in parole povere: “io ti chiedo 5 euro, e se tu li metti, io ce ne metto altri 5, per un totale di 10 euro” insomma una “donazione sfida”. E’ una pratica molto usata specialmente all’estero, un po’ meno in Italia, ma non sarebbe davvero male.La prima volta che vidi in opera questa pratica fu quando abitavo negli Stati UNiti, a New York (stiamo parlando, ahimeè di anni luce fa, ovvero 93-95), stavo facendo uno stage alla Merryl Linch (la famosa banca d’affari che era nelle due torri, crollate l’11 settembre).L’azienda fece passare il seguente avviso: “a tutti coloro che doneranno 5 dollari per la causa che proponiamo, l’azienda metterà 5 dollari in aggiunta e in più il dipendente potrà venire in ufficio il prossimo giovedì senza la cravatta, ma vestito “casual””. In pratica si diceva: “chi dona verrà premiato oltre che con il raddoppio della donazione, anche con la possibilità di mostrare la propria donazione”.
E, a parte le esagerazioni tipicamente americane (se dono, suono la tromba, che è all’opposto per certi versi della nostra mentalità) il ragionamento è corretto: si dona nel sociale, si dona nella comunità.Fa tutto bene quello che ha in mente, semplicemente studi anche un meccanismo di “visibilità” per chi dona: avrà un maggiore effetto.
Buon lavoro VM

Ecco la risposta del mio interlocutore
Salve Melandri, grazie prima di tutto per la risposta. Le confermo che l’operazione è rivolta esclusivamente a donatori esteri principalmente americani,inglesi, australiani, olandesi. In effetti avevo pensato ad una pagina pubblica di ringraziamento con l’elenco dei donatori e con la possibilità nell’area privata di ogni donatore di fare eventualmente un’altra offerta. Penso sia importante come nel caso dei box offerte dei bar, far vedere che il box non è vuoto. Aspetto eventuali altri suggerimenti. Grazie Francesco G.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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