Mercantilismo o nuovo fundraising?

4916063_1fd771a7ebGent.mo Prof. Melandri
le scrivo perchè raccogliendo un po’ di informazioni in giro mi sono imbattuto su un caso che mi ha incuriosito molto.
Partendo da una pagina pubblicitaria su Il sole 24 ore ho letto che la Fondazione i bambini delle fate aveva raccolto 35.000,00 euro per delle associazioni di Milano.
La cosa mi ha incuriosito ed ho cominciato una ricerca sulle attività di questa Fondazione: risultato sono rimasto alquanto sconcertato. Questa Fondazione in pratica realizza contratti di sponsorizzazione (non donazioni) con aziende, i soldi raccolti dietro percentuale vengono girati alla rispettiva associazione affiliata alla Fondazione per realizzare dei progetti.
Nel loro sito non cercano degli esperti in fund raising, ma abili ed esperti venditori. Il sistema per convincere le aziende ha stipulare questi contratti è la pubblicità che sono in grado di garantire sul il sole 24 ore e penso tramite dei redazionali che vengono inseriti sempre nel giornale di Confindustria.
La società che si occupa di questa attività è Publiscoop che appunto realizza servizi pubblicitari per le aziende con redazionali
e riviste specializzate che vengono inserite sempre nel Sole 24 ore tramite azioni di segmentazione per aree e target.
Il socio di maggioranza di Publiscoop è anche fondatore e Presidente della Fondazione
Allora a questo punto cosa si può pensare, arriviamo al dunque.
Fino adesso infatti non si è parlato di responsabilità sociale d’impresa, donazioni, etica ecc, ma una pura e semplice attività
commerciale: questi vendono pubblicità alle aziende tramite iniziative redazionali e idee come ampliare l’offerta e convincere al meglio
le aziende che i ritorni saranno importanti? semplice con tutto un mondo (il no profit) a disposizione basta creare una fondazione!
Aiuti comunque qualcuno, ci fai su i soldi, pubblicità a livello nazionale, meglio di così o no?
Lo scenario è chiaro non ci vuole un genio per capire quali sono gli scopi (profit).
Fermiamoci un secondo. Nel suo blog o quello di un’altra persona intelligente come Francesco Quistelli si è sempre parlato di Etica; Valori; Coinvolgimento della Causa; ecc qual è quindi il confine tra raccolta fondi (come penso la intendano tutti quelli che leggo il suo blog) a sostegno di una causa o di un bisogno sociale e sponsorizzazione/contratti commerciali stipulati a favore
di una causa o di un bisogno sociale per incrementare il profitto di un’azienda profit dandogli comunque una veste no profit?????

Non so se è così difficile rispondere a questa domanda (almeno per me) comunque ci tengo a a questo punto a presentare il problema a tutti.
Per chi ha bisogno di un sostegno penso che l’aspetto utilitaristico dominante sia già degenerato, perdendo così l’aspetto fondamentale del sostegno emozionale/sentimentale (umanità) e poi razionale.
Se le cose stanno così siamo nel puro e semplice mercantilismo e non c’è crescita per il no profit.
Mi piacerebbe sentire una Sua opinione e quella di chi frequenta il suo Blog
Saluti R.Z.
[Foto di sotto killthebird licenza Creative Commons]

Ciao Valerio, intervengo su questo post perchè fare chiarezza nel nostro “mercato” ritengo sia molto importante, tanto più che conosco la Fondazione in questione la cui sede rpincipale è in Veneto.
Non ho mai avuto a che fare con loro, ma il mondo è piccolo e le informazioni girano!
Non voglio entrare nel merito della legalità della loro attività (non ne ho gli elementi e non mi compete) o della moralità o ancora nell’ipervio territorio dell’etica, anche se ho le mie oponioni in merito, ma con certezza posso affermare che questa Fondazione non si occupa di fund raising, semmai di sponsorizzazione, che è cosa assai diversa.
Non so se R.Z. con la parola mercantilismo intenda dare un senso dispregiativo alla sponsorizzaizone, io credo che la sponsorizzaizone sia pratica dignitosa e utile, ancorchè commerciale, come affermato dalla normativa vigente.
Il problema non è che cosa fa, ma come lo propone, ma su questo la normativa italiana presenta ampie lacune (basti pensare alla discussione che nel merito delle sponsorizzaizoni interessa le associazioni di volontariato).
La risposta al quesito, l’amico, o amica, R.Z. la può trovare semplicemente ripassando qualche principio fondamentale del fund raising quale la reciprocità e i concetti dello scambio di beni equivalenti e non-equivalenti ed infine di quale sia la mission dell’Azienda Nonprofit che propone la sponsorizzazione.
Bene ha fatto R.Z. a sollevare la questione, perchè è importante distiguere e distinguersi, condivido l’esigenza e il desiderio di costruire una onestà intellettuale – oltre ovviamente a quella legale – rispetto all’attività di fund raising (si badi bene, ho detto “fund raising” e non “raccolta fondi”) perchè ciò che va preservato sempre e comunque è il rispetto del donatore e la “sacralità” della fiducia che lo stesso ci accorda effettuando il proprio dono.

Ecco…. anche stavolta ho detto la mia…. scusate e buona Pasqua a tutti.

luciano zanin

valerio-melandri.jpg

valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

3 Comments

  1. Ciao Valerio, intervengo su questo post perchè fare chiarezza nel nostro “mercato” ritengo sia molto importante, tanto più che conosco la Fondazione in questione la cui sede rpincipale è in Veneto.
    Non ho mai avuto a che fare con loro, ma il mondo è piccolo e le informazioni girano!
    Non voglio entrare nel merito della legalità della loro attività (non ne ho gli elementi e non mi compete) o della moralità o ancora nell’ipervio territorio dell’etica, anche se ho le mie oponioni in merito, ma con certezza posso affermare che questa Fondazione non si occupa di fund raising, semmai di sponsorizzazione, che è cosa assai diversa.
    Non so se R.Z. con la parola mercantilismo intenda dare un senso dispregiativo alla sponsorizzaizone, io credo che la sponsorizzaizone sia pratica dignitosa e utile, ancorchè commerciale, come affermato dalla normativa vigente.
    Il problema non è che cosa fa, ma come lo propone, ma su questo la normativa italiana presenta ampie lacune (basti pensare alla discussione che nel merito delle sponsorizzaizoni interessa le associazioni di volontariato).
    La risposta al quesito, l’amico, o amica, R.Z. la può trovare semplicemente ripassando qualche principio fondamentale del fund raising quale la reciprocità e i concetti dello scambio di beni equivalenti e non-equivalenti ed infine di quale sia la mission dell’Azienda Nonprofit che propone la sponsorizzazione.
    Bene ha fatto R.Z. a sollevare la questione, perchè è importante distiguere e distinguersi, condivido l’esigenza e il desiderio di costruire una onestà intellettuale – oltre ovviamente a quella legale – rispetto all’attività di fund raising (si badi bene, ho detto “fund raising” e non “raccolta fondi”) perchè ciò che va preservato sempre e comunque è il rispetto del donatore e la “sacralità” della fiducia che lo stesso ci accorda effettuando il proprio dono.

    Ecco…. anche stavolta ho detto la mia…. scusate e buona Pasqua a tutti.

    luciano zanin

  2. No no no no, non mi piace per niente… consiglio R.Z. di leggere il manifesto del Fund Raiser qui http://www.master-fundraising.it/(con il rischio di farmi dire che mi sono troppo melandrizzata)per farsi un’idea più approfondita su questo mestiere che già mi pare abbia e anche corretta.
    Nemmeno il corporate FR si fa così…
    auguri anche da parte mia
    Giusy

  3. Ciao Valerio,
    devo ammettere che la questione è davvero interessante. La Fondazione non è una onlus (bene). La mancanza di chiarezza dal punto di vista legislativo complica, e non poco a mio giudizio, la situazione. Che un imprenditore faccia una fondazione è sacrosanto, che lo faccia per avere (forse) anche un tornaconto economico molto meno. Forse l’impresa sociale, se partisse in modo serio, metterebbe tutti d’accordo…
    Concordo con Luciano sulla rispettabilità di uno strumento come la sponsorizzazione a favore del sociale, che prevede un mutuo beneficio tra gli attori coinvolti (da qui i nebulosi problemi fiscali che possono colpire le onlus), ma deve essere chiaro il meccanismo dell’accordo, compreso l’intermediario che in questo caso è (stranamente) una organizzazione senza scopo di lucro. Altre casi simili ci sono stati: RCS aveva avviato un’esperienza simile qualche anno fa, attraverso la propria concessionaria di pubblicità, individuando un chiaro meccanismo di vendita di spazi pubblicitari a pagamento che comprendeva una percentuale destinata a un progetto nonprofit.
    La scarsa chiarezza del sito aumenta i dubbi: nessuna spiegazione sul meccanismo “commerciale”, non un bilancio, non un organigramma, nessun nome…ma molti patrocini pubblici e sponsor aziendali. I progetti sostenuti però ci sono, ma non si comprende in che misura hanno beneficiato dei fondi della Fondazione in questione.
    Insomma, sarebbe molto interessante avere una risposta diretta da parte della Fondazione. Pur non avendo una posizione preconcetta, la mia percezione è negativa…Peccato perchè l’idea in sè, nell’ottica del corporate fundraising e della csr, è interessante.
    A presto!

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