Qualcuno disse così l’anno scorso….e io me lo sono segnato….la mia sfida è che il Festival di quest’anno risponda proprio a queste esigenze:
Riporto dal BLOG di Virginia Tarozzi, un intervento che mi ero messo da parte…
Eccolo:
Qualcuno disse così l’anno scorso….e io me lo sono segnato….la mia sfida è che il Festival di quest’anno risponda proprio a queste esigenze:
La mia idea e’ che i Fundraiser debbano imparare ad essere Campaigner. Di loro stessi, della loro professione, per migliorare quelle stesse condizioni che oggi rendono il lavoro cosi’ complicato (e indirettamente rendono difficile per me il ritorno a casa).
Riporto alcune dei problemi che sono venuti fuori nel parlare e ascoltare altri:
1) La legge del 5xmille. Quando e’ uscita era manna dal cielo, perche’ sostituiva il nulla. E va bene.
Oggi tuttavia stanno emergendo i grossi limiti, ed in particolare uno: promuovere il 5xmille non e’ fare fundraising, e’ solamente buttarsi nella mischia e cercare di essere piu’ rumorosi degli altri sperando che in questo modo aumentino le firme (che non si possono rintracciare, non si puo’ determinare quindi il successo della campagna). La legislazione Irlandese e quella Inglese permettono di sapere chi ha firmato per la tua causa, perche’ il donatore non utilizza la propria dichiarazione dei redditi, ma e’ l’organizzazione che deve raccogliere le firme ed indirizzarle all’Agenzia delle Entrate. In questo modo possiamo fare il nostro lavoro e FOCALIZZARCI SULLA RELAZIONE con il donatore.
2) I lasciti.
Come dicevo anche sopra, l’ignoranza degli stessi fundraiser su questo argomento e in particolare sulle leggi e’ spaventosa. Ci sono individui qua e la’ incaricati di questo in organizzazioni sparse in giro per il Paese che DA SOLI remano contro il CdA, contro l’ignoranza della popolazione in genere, contro la totale assenza di una CULTURA del lascito anche tra gli stessi fundraiser. Insomma, degli eroi solitari, che non comunicano tra loro, non scambiano esperienze, non imparano dagli altri. Non sono aiutati e non si aiutano a vicenda.
3) CiviCRM.
E’ un database opensource con grandissime potenzialita’, che supera per molti aspetti tutti gli atri database di cui sono a conoscenza, incluso l’avanzatissimo Raiser’s Edge, con un nucleo base uguale per tutti (anagrafica, donazioni, etc) e la possibilita’ di aggiungere moduli a seconda delle esigenze dell’organizzazione. Mancano tuttavia alcuni moduli essenziali… basterebbero poche migliaia di euro per svilupparli, ma nessuno vuole prendere questa responsabilita’ da solo.
Questi sono 3 problemi discussi intorno a bicchieri di vino e piatti stracolmi, ma sono sicura che ne siano venuti fuori tantissimi altri durante il Festival. La cosa bella pero’ e’ che sono riconducibili ad un unico problema, quello della solitudine del fundraiser, e possono essere riportati ad un’unica soluzione: AGIRE INSIEME.
Il festival ci ha confermato che non siamo eroi solitari, ma che c’e’ una comunita’ di fundraiser, una vera e propria classe professionale. Ora bisogna essere in grado di sfruttare questa potenzialita’.
Fare Campaigning significa Sensibilizzare e Spingere all’AZIONE. Oggi, a due giorni dal Festival, siamo tutti piuttosto sensibili ai problemi della nostra professione, e probabilmente questa carica morira’ di qui a due settimane. La sfida del Festival negli anni futuri e’ proprio quella di fornire ai partecipanti strumenti per AGIRE:
Raccolte di adesioni, sottoforma di firme o altro
Creazione di gruppi di lavoro che si trovino durante l’anno a venire e si prendano la responsabilita’ di portare avanti proposte concrete
Creazione di gruppi di pressione
Raccolte fondi per lavorare allo sviluppo di nuovi moduli di CiviCRM
…
Insomma, attivita’ concrete che possano portare, di festival in festival, alla creazione di una classe professionale sempre piu’ forte che abbia come visione finale la creazione di una Cultura del Fundraising che dara’ vantaggi a tutti. Possiamo aspettare 10-15 anni lasciando che le cose si sviluppino da sole, o possiamo decidere di prendere in mano la situazione e accellerare i tempi.
[…] Cosa fare quindi? Durante i prossimi due Festival probabilmente si definira’ la tendenza: quella del grattarsi le pance e dell’atteggiamento “gia’ visto, gia’ fatto, evviva l’aperitivo e le terme”, o quella di proiettare questo bellissimo incontro nel futuro e trasformarlo in uno strumento di Campaigning per noi stessi.