Fundream: la mia nuova rubrica settimanale su VITA

Da questa settimana terrò una rubrica settimanale sul settimanale (cartaceo) Vita. La rubrica si chiamerà Fundream. Sarà un “a tu per tu” a proposito del fundraising, con i lettori. Ecco un assaggio:

Penso che il mio più grande problema all’inizio di questo lavoro sia stato sopportare l’impressione che mi dava: era come se “chiedessi l’elemosina”. E tuttora mi viene in mente che questo potrebbe essere il grande malinteso, con cui veniamo percepiti. Ne ho avuto conferma anche l’altra sera, in occasione di Halloween e i miei figli non riuscivano a capire quando mi lamentavo di dover chiedere “dolcetto o scherzetto”. La sera stessa, però, mia figlia, la mia amatissima figlia, mi ha detto “babbo, non ti piace Halloween?” e ho risposto “mi sembra che trasformi un po’ i bimbi in dei mendicanti, quasi in accattoni” e lei ha detto “un po’ come nel tuo lavoro babbo?”. E mi sono reso conto, ancora una volta, che quello è il modo in cui la gente ci vede. Porgiamo le nostre mani chiedendo denaro, chiedendo l’elemosina.

Credo che le persone temano un po’ i fundraiser: temono che gli si possa chiedere qualcosa che loro non vogliono fare. Sono comunque convinto che ci sia grande dignità in questa professione. Credo che il compito dei fundraiser sia raccontare una storia e presentare l’opportunità di donare qualcosa che si ha, sia esso il denaro o il tempo, una risorsa.

Credo che la chiave del successo sia riconoscere che da una parte ci sono le persone con i loro mezzi, le loro carriere di successo e la loro vita famigliare, che hanno delle risorse da condividere e  che magari ora non sono più in quella fase della loro vita “sto acquisendo risorse” , ma nella fase “posso condividere queste risorse…” mentre dall’altra parte, c’è un’organizzazione che fa grandi cose… a cui ti sei appassionato, che ti entusiasma.

Incontrando queste persone, puoi scoprire i loro interessi: per cosa vogliono lasciare un lascito o fare una donazione in vita, (e noi speriamo che la facciano ancora in vita…).  Quindi non si tratta di elemosina, ma di un modello che fa incontrare le loro necessità, i loro desideri e interessi con i nostri, con quelli dell’organizzazione. E chi permette questo incontro, cioè il fundraiser svolge un ruolo fondamentale per entrambi: non si tratta solo di denaro, certo, uno dà soldi all’altro, ma è soprattutto l’amicizia che ne nasce ad essere un beneficio per entrambe le parti. Non è solo fundraising,  è fundream!

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

2 Comments

  1. Buongiorno prof. Melandri,
    innanzitutto un enorme in bocca al lupo per la rubrica su Vita – bello, il titolo!
    Un breve commento a quello che scrive sulla percezione del fundraiser: come sa io mi sono avvicinata a questo “mondo” da un percorso totalmente diverso rispetto a chi ha anni di esperienza di associazioni, volontariato, ecc. E quello che mi ha coinvolto, entusismato e fatto decidere che volevo che la mia vita prendesse questa direzione – quella della raccolta fondi, intendo – è il fatto che non stai chiedendo (solo) soldi, ma l’adesione ad un progetto. Spero di non far apparire la mia opinione come troppo semplificata rispetto alla realtà, ma quello che io ho visto nell’anno appena trascorso e nelle esperienze che sto facendo in giro sono dei progetti, e i soldi sono il mezzo per realizzarli. E la mia sorpresa è vedere le persone che ascoltano questi progetti non con fastidio ma con interesse. Sarà che sono stata fortunata?!?! Non credo: lei conosce il mondo del fundraising meglio di me e quindi quelle che scrivo sono mie opinioni dettate da un’esperienza piccola piccola, ma io ho la sensazione che ci sia una gran voglia di partecipare, di far qualcosa…di concreto, trasparente e “solido”, certo, ma l’interesse verso chi aggrega intorno a idee – per quel che vedo – c’è. E, come dice lei, non si tratta di elemosina. La leggerò su Vita, allora!

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