Raccolta fondi:
una relazione con il donatore… non un bancomat

Andiamo al Lincoln Center, un centro straordinario di musica, arte e cultura: da una parte della piazza il Metropolitan Theatre, probabilmente il miglior teatro d’opera (dopo La Scala, ovviamente), a fianco il Ballet Thatre (la compagnia iper famosa di ballo), davanti la New York Philanrmonic Orchestra. Tre sale per tre cose differenti di arte e spettacolo. Tre organizzazioni nonprofit che fanno raccolta fondi.
Ma oggi non siamo qui per questo.
Siamo qui perchè fanno una specie di open day, di avvicinamento alla musica. Mettono centinaia di pianoforti tutti colorati in piazza, e lasciano liberi di suonare tutti, piccoli e grandi. Capaci e incapaci.
Ti mettono la “voglia” di suonare, di iniziare ad avvicinarti alla musica. La piazza è il caos musicale, ma è viva.
Anche noi suoniamo e alla fine uno sponsor ci regala il gelato allo yogurt per tutti (saremo migliaia di persone) e nessuno chiede soldi. Solo avvicinamento, ricordo, buona impressione, feeling con la causa…
Io non riesco a dimenticarli, se mi dovesse arrivare una richiesta cosa farei?
Non ci vuole mica l’America….

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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