Donatore giovane vs. donatore anziano:
uno scontro impari

DONATORE-GIOVANE-ANZIANO-MELANDRI

Tutti vorremmo donatori più giovani. E magari anche belli e ricchi!

L’idea di molti è: prima iniziamo a coltivare un donatore, più probabile il fatto che continuerà a sostenerci in futuro.

Teoricamente può anche essere vero. Ma in realtà questo discorso non sta in piedi.

Sappiamo per certo che vale la pena investire sui donatori intorno ai 40 anni: il face to face ha portato moltissimi di loro a donare. Ma possiamo dire lo stesso dei più GIOVANI?

Per rispondere, basta dare un’occhiata al vostro database.
Vedrete che in generale i donatori sopra i 40 anni tendono ad avere:

  • Una media di donazioni più alta
  • Una probabilità di seconda donazione più alta
  • Una retention più alta (specie per le donazioni mensili)
  • Somme raccolte più alte (durante gli eventi)
  • Probabilità di sostenere ancora durante un evento più alte
  • Un Lifetime Value più alto
  • Probabilità di inserirvi nel loro testamento più alte
  • Probabilità di diventare grandi donatori più alte
  • Un tasso di risposta alle comunicazioni più alto

Le donazioni regolari (e mensili) tendono a salire con l’età, fermandosi intorno ai 67/70 anni; le donazioni cash, o da direct mail, non si fermano neanche, e continuano a salire.

Anche il ROI delle persone sotto i 40 anni mostra che il gioco non vale la candela.

Quindi, in parole povere: i donatori più anziani sono i migliori.

Perché?

La ragione è molto semplice: solitamente, più si va avanti con l’età, maggiore è lo stipendio che si percepisce. Quando si diventa veramente vecchi è vero che l’introito può calare: ma a quel punto abbiamo la possibilità di essere inseriti nel loro testamento. Un vantaggio non da poco.

Quindi dovremmo depennare i donatori giovani dalla nostra lista?

Ovviamente no. Ma dovremmo concentrarci su di loro solo dopo aver:

  • esaurito ogni fonte di donatori sopra i 40 anni, e
  • esaurito con loro ogni possibile pratica incentrata sul donatore e mandato loro frequenti comunicazioni, e
  • abbiamo un ottimo programma incentrato su donatori medi, e
  • abbiamo un ottimo programma di lasciti/testamenti, e
  • abbiamo un programma di face to face per sostenitori e donatori regolari/mensili

Quando siamo sicuri di tutte queste condizioni, allora possiamo passare a strategie di marketing rivolte ai donatori al di sotto dei 40 anni.
Prima è spesso una perdita di tempo.

Voi cosa ne pensate?

Fatemi sapere!

VM

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

One Comment

  1. Ci sono ONP (soprattutto le grandi e famose) che ai banchetti chiedono direttamente donazioni regolari (quindi IBAN per il RID). A me ha dato fastidio quando me lo hanno chiesto (nella nostra ONP non lo facciamo mai in un banchetto al primo incontro). Qualcuno mi dice se sbaglio è se invece funziona? (Soprattutto con persone ultra40enni, visto il tema dell’articolo) Grazie Melandri per tutta la sua dedizione e passione!

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