Quindi il mailing è finito? Ma per favore!

Sono passato dalla mia vecchia casa negli Stati Uniti, a New York,
dove continua ad arrivarmi la posta.

In particolare continuano ad arrivarmi le lettere di raccolta fondi delle varie organizzazioni nonprofit che mi chiedono soldi. Il tanto vituperato e malmenato direct mailing. Nella foto ci sono le lettere arrivate che ho messo in una borsa (una borsa che era INCLUSA in un mailing che mi è arrivato!!!).

Mi porto a casa in Italia la borsa con dentro tutti i mailing. Li ho stesi nella scrivania: dal 20 ottobre al 5 dicembre ho ricevuto 184 lettere di mailing, ovvero una media di 4 lettere di mailing al giorno.

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Quindi il mailing è finito? Ma per favore! Ci sono 184 organizzazioni che sprecano denaro??? Il mailing premium (ovvero quello con dentro oggettistica varia per suscitare interesse del donatore) è finito? Ma se è la stragrande maggioranza!

Ma davvero c’e’ qualcuno che ha il coraggio di dire che il problema del fundraising in Italia è che si mandano troppe lettere?

Ho capito che le tariffe postali negli Stati Uniti sono più basse, e che la ricchezza è più alta (e anche le donazioni sono molto più alte), ma veramente voi pensate che se fosse solo questo, non si investirebbe ancora così tanto nella vecchia, e antica carta???

Riflettete gente, riflettete.

O meglio, per sapere come costruire un mailing di successo (a partire dall’analisi dei dati per definire il giusto budget) e creare una strategia multicanale dal digital al cartaceo e viceversa, abbiamo invitato relatori d’eccezione al Festival del Fundraising (11/12/13 maggio!):

Alessandra Lai e Roger Bergonzoli in due sessioni che non vi lascieranno dubbi su come pianificare il vostro direct marketing.
Vi consiglio di guadare il programma del #FFR16 su: www.festivaldelfundraising.it

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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