Iscriversi al Festival? Vuol dire uscire dalla “comfort zone” per entrare nella “happy zone”

festival del fundraising - la migliore conferenza italiana e nel mondo del nonprofit

Io mi iscrivo spesso alle conferenze di fundraising (ne frequento davvero tante), ma quando mancano pochi giorni, immancabilmente mi pento di averlo fatto. Inizio a pensare, che se non andassi avrei due giorni completamente liberi (che sogno!), e dico: “ma tanto poi saranno le solite cose”, e poi l’idea di prendere aereo o treno per andare in albergo due giorni insomma che fatica PARTIRE. Mi vien male. Festival

Ma quando mi decido e vado, quando finalmente sono là, allora sono veramente felice, perchè mi capitano cose che non ho previsto. Da un workshop che mi sembrava sbiadito mi porto a casa un’idea, magari il mio vicino di banco in plenaria, mentre attendiamo l’inizio, mi dice che ha lo stesso problema di redemption che ho io, ma che lui l’ha risolto così (e posso copiare!), vedo una brochure presentata da uno sponsor e mi dico “beh potrei farla anche io così l’anno prossimo”, oppure ho la fortuna di parlare con un bravo relatore e poterlo invitare al prossimo festival del Fundraising.

Insomma per me, iscrivermi a una conferenza di fundraising è uscire dalla mia “comfort zone” per entrare nella “happy zone”.
E’ una gran fatica uscire, vestirsi, mettermi il giubbotto e andare, ma quando sono là, le sorprese non mancano. Mai.
E’ una grande fatica la decisione di “farlo” ma poi , se ci sto, non me ne pento MAI, MAI, MAI!!!

Oh, adesso la dico ed esagero. E lo dico senza modestia. Il Festival del Fundraising, è la migliore conferenza a cui ho mai partecipato in questi anni. La migliore, poche storie.
E non lo dico solo io. Lo dicono i relatori internazionali, (che le vedono tutte) e  i partecipanti. Lo dicono i questionari di soddisfazione. Fidatevi è davvero la migliore che si possa trovare.
Credetemi, non troverete niente di simile in giro per il mondo, e tantomeno in Italia.
E soprattutto ad un costo così basso, nettamente inferiore a qualunque altra conferenza in Italia o nel mondo.

E come facciamo a fare la migliore conferenza al prezzo più basso? Perchè ci crediamo fino in fondo, perchè ci mettiamo il CUORE. Perchè per noi non è “organizzare un convegno”, per noi non è soltanto “fare un evento”. E’ vivere un’esperienza in cui noi e tutti quelli che vi partecipano vivono fino in fondo un’esperienza. Perchè abbiamo sempre presente il perchè facciamo tutto.

Io curo tutto del Festival, studio i menù, litigo con l’albergatore quando vuole risparmiare, verifico il vino, la temperatura delle sale, la loro disposizione, il tipo di sedie, il profumo dei fiori, la disposizione degli sponsor, analizzo tutti i relatori uno per uno, rileggo le slide di tutti i relatori, faccio le prove per la plenaria per mesi. Studio ogni cosa, anche il più piccolo particolare, ma non perchè siamo maniaci, ma perchè facciamo il nostro lavoro con una passione incredibile.

Se dovessimo farci pagare per tutto il lavoro che facciamo sarebbe il Festival del Fundraising più costoso del mondo!!!.
E invece molti di noi, (io per primo) siamo volontari, e forse anche per questo ci piace farlo.
Perchè ci piace proprio farlo. E viverlo insieme a tutti voi.
Perchè ogni persona che esce dalla sua “comfort zone” del suo ufficio, della sua organizzazione, e decide di iscriversi, prendere il treno, portarsi una valigia per due giorni, possa partecipare, e possa fare un’esperienza VERA di Happy zone.

Siamo partiti da Castrocaro Terme nel lontano 2007 e quest’anno saranno 10 edizioni.
E tu vuoi mancare proprio al primo grande decennale del Festival? Ma sei matto?
Credimi non stai buttando via i tuoi soldi nè il tuo tempo.
Stai entrando al Festival del Fundraising, la migliore “happy zone” del fundraising!
Ti aspetto.

PS.: fino al 28 febbraio puoi risparmiare 170 euro.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

One Comment

  1. Confermo per aver vissuto le prime edizioni del festival dal lato dell’organizzazione. La passione era incredibile allora e quanto scrive Valerio conferma che è ancora intatta.
    “Siate folli, siate affamati” diceva qualcuno: credo che i primi anni, il primo specialmente lo si era in un mondo del fundraising che era completamente differente da oggi. Continuate così!

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