Il compito dei leader (fundraiser o chiunque altro)

Il compito dei leader non è quello di sostituirsi alle persone, né quello di definire cosa le persone devono operativamente fare o pensare. NON ce la si può fare! (e per fortuna, direi!)

I leader devono creare le condizioni affinchè le persone scelgano di fare nuove azioni, belle e innovative. Perchè si impegnino. Occorre tanta allegria (vera e non falsa), occorre tenerci alle persone (sul serio, e non per finta), occorre che la gente sia contenta di venire a lavorare e che non abbia il magone tutte le volte che pensa all’ufficio.

E non si tratta di inventarsi niente, non c’è bisogno dello Psicologo Aziendale. Si tratta di trattare gli altri come vorresti essere trattato. Di mettersi nei panni dell’altro. E di fare quello che  siamo abituati a fare con le persone a cui teniamo: voler loro bene. Tutto qui.

Il lavoro NON è un luogo fisico (VADO A lavorare) ma deve diventare sempre un’attività (SONO A lavorare). Non puoi costringere una persona a mettersi al computer il sabato e la domenica. Ė tutto volontario, considerarsi al lavoro anche se non si è in ufficio.

La scelta di impegnarsi, di far girare cervello e cuore sia “fuori dal luogo di lavoro” e anche “dentro il luogo di lavoro”, è fatta dalle persone quando vedono un nuovo paesaggio, nuove opportunità e nuove opzioni. Che possano dar loro soddisfazioni!

Lo vedo sempre anche con i miei figli. Non vanno bene a scuola perchè così prendono la paghetta. Se vanno bene a scuola lo fanno perchè far bene il proprio lavoro dà soddisfazione.
E la maggior parte delle volte, se uno non va bene a scuola, è perchè nell’ambiente in cui vive non si trova bene.
Non puoi far cambiare le persone. Tantomeno “educarle”!
Ma puoi creare un ambiente in cui le persone scelgono di farlo.
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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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