Spero che i fundraiser spariscano nel nulla…

Ieri ho ricevuto da un lettore del blog il seguente commento:

“Sono allibito. Qualcuno vi dovrebbe spiegare che se questo paese vuole continuare ad essere una potenza economica, non basta saper fare il fund raising. Occorre saper produrre, occorre conoscenza e ricerca, non solo denaro e non solo saperlo fare. Occorre sapere veramente, sedimentare conoscenze. Io sono un ricercatore e vi dico con tranquillità: mi fate orrore. Spero che la vostra professione sparisca in un vortice di nulla, la stessa sostanza di cui è fatto il vostro lavoro. Emilio”

Non mi ha dato affatto un impressione negativa o offensiva. Tutt’altro, lo ritengo davvero utile, per capire quello che la gente, che magari non conosce bene la nostra professione, può pensare. Lo lascio ai vostri commenti. E speriamo che con “emilio” inizi un dialogo costruttivo. Mica male eh? (VM)

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

6 Comments

  1. Mi piacerebbe soffermarmi a pensare un poco su “se questo paese vuole continuare ad essere una potenza economica”..
    fantastico punto di partenza ma meglio procedere oltre..

    Spunto interessante su cui riflettere e` “non [occorre] solo denaro e non solo saperlo fare”.
    Sono pienamente d’accordo con te, caro Emilio.
    Oggi c’e` la tendenza a lanciare il salvagente a un soggetto che sta affogando mentre la soluzione migliore sarebbe stata avergli insegnato a nuotare.
    Io mi occupo di questo.
    Insegno ad una persona come chiedere alle altre persone di aiutarla mentre aiuta altre persone. E` fondamentale per me trovare chi vuole sposare la buona causa e scoprire come puo` dare il suo contributo per sostenerla.

    Purtroppo quello che manca, ed e` quello di cui parla Valerio, e` che non c’e` ancora quella che tu chiami “conoscenza sedimentata” e che a me tanto preme chiamare cultura.
    Sta proprio qui il nocciolo del tuo improperio.

    “Le parole sono importanti!” urlava Moretti in “Palombella rossa” e penso proprio che sia cosi`.
    Oggi se dici “orrore”, “nulla”, “sparire” non fai altro che fare deserto intorno a te e cosi` rimani tu con la tua convinzione.
    Oggi c’e` bisogno di un dialogo fra le parti con cui si costruisca una “conoscenza sedimentata” sulla raccolta fondi per il terzo settore.
    Grazie per il tuo contributo!

    jb

  2. Forse questo “Ricercatore”
    non si rende conto che in futuro
    potrebbe continuare a fare il ricercatore
    solo con i contributi di qualche Associazione
    che sia in grado di trovare fondi per consentire anche ad una persona cosi’ intollerante di proseguire le sue ricerche, sperando che arrivi a risultati
    piu’ costruttivi….
    LR

  3. Cara Leda, Caro Jacopo, grazie dei primi due interventi, davvero costruttivi e allo stesso tempo “decisi”. Che sia davvero possibile in questa Italia malconcia e un po’ scalcagnata pensare di risolvere i problemi lanciando anatemi? Mah! (VM)

  4. RICEVO DA EMILIO

    Ciao,
    mi sono reso conto di aver esagerato. Forse sono solo arrabbiato
    perchè le risorse per fare ricerca non ci sono mai, passo il tempo
    a cercare fondi e non faccio più il mio lavoro. Solo presentazioni
    di progetti per trovare finanziamenti. Sono veramente esausto e nauseato.
    Buona fortuna con il tuo lavoro.
    Emilio

  5. ……..purtroppo e per fortuna ognuno ha il suo posto nel mondo, economico e non…se ci sono queste nuove professioni, vuol dire che sono nate nuove esigenze, nuovi modi di vivere.
    Ecco che, caro Emilio, bisogna tendere la mano ed informarsi BENE!
    Ti capisco, ma i problemi legati ad un modo di pensare, o punto di vista, sono i piu’ difficili!In bocca al lupo!
    Lucilla

  6. Gentile Sig. Emilio,

    rispetto pienamente il suo punto di vista ma come ricercatore, saprà che la Ricerca, per poter esistere, ha bisogno di fondi. In questo caso, un fundraiser, può essere molto utile. Magari potremo farle anche “orrore” (forse ha visto le mie foto di questa estate al mare..) ma non dica che il nostro lavoro è fatto di “nulla” perchè non è così e se vuole, sono disposto ad ospitarla da me per farle vedere come lavoriamo e quanto questo lavoro può aiutare gli altri.
    Mi piacerebbe farla parlare con due suoi colleghi ricercatori che, grazie a due borse di studio offerte da una onlus, oggi possono studiare alcuni tumori della pelle. Siamo tanto inutili?
    Saluti
    Raffaele PICILLI

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