Casa Fundraising… vi svelo come è nata l’idea!

Buona domenica amici e colleghi fundraiser!

Oggi voglio prendermi qualche minuto per raccontarvi come è nata Casa Fundraising.

“Ciao Italia, come posso aiutarvi?”

È cominciato tutto così… con una telefonata, circa un mesetto fa. 

Ero a casa, e ricevo una chiamata da New York.

Un caro amico, fundraiser di lunga data, mi dice: “Ciao Valerio, come stai? Ti chiamo perché voglio che tu sappia che sto pensando a voi, ai miei amici italiani. Penso che questo sia il momento di unire le forze e lavorare insieme per fare ciò che è davvero importante. Quindi se c’è qualcosa che posso fare per voi, per tutti i fundraiser italiani, basta che tu me lo dica. Sarei felice di dare il mio contributo e spingere altri a farlo.”

Quella che n’è seguita è stata una storia di chiamate, incontri virtuali, email con fundraiser da tutto il mondo. 

La storia di una community che sembra una famiglia, una famiglia nata e cresciuta in tredici anni di Festival del Fundraising. E così, spinto da questa testimonianza di solidarietà fraterna, è nata la volontà di dare vita a Casa Fundraising.

Dico è nata la volontà perché l’idea c’era già.

È sempre stato uno dei mie sogni, che però continuavo a tenere lì, chiuso nel cassetto, nell’attesa di avere tempo ed energie sufficienti da dedicarci. E finalmente, era arrivato il momento di dargli una forma e una voce.

Così ho iniziato a pensare a quale fosse il nome più adatto. La Mansardina del nonprofit, Terrazzo Fundraising con vista…

Ma nessuno di questi nomi mi convinceva. Mancava qualcosa.

Poi ci sono arrivato, e come sempre, per farcela, sono ricorso a uno dei trucchi più affidabili e di successo che conosco: pensare semplice.

Casa Fundraising. Era questo il nome giusto.

Come avevo fatto a non pensarci prima!

In questi giorni più che mai è evidente. È Casa il luogo sicuro per tutti noi.

Il rifugio da dove osservare il cambiamento e pensare al futuro.

Il posto dove possiamo permetterci di sognare.

Dove ci svestiamo dei panni che indossiamo a lavoro, o quando siamo in compagnia (o in videoconferenza) di estranei, e ci sentiamo a nostro agio, liberi.

Liberi di raccontare le nostre idee, le nostre paure e le nostre speranze.

Liberi di parlare senza pudore e restrizioni, liberi di essere semplicemente noi stessi.

Ecco. È proprio questa l’idea.

Una conversazione a ruota libera, senza una scaletta, un programma predefinito, ma semplicemente con la voglia di condividere spunti per andare avanti, ora più che mai.

Fare quattro chiacchiere a tu per tu con amici e colleghi da tutto il mondo per parlare di come sarà il futuro della raccolta fondi, di come affrontare ora questa emergenza, per condividere idee, numeri, la voglia di continuare ad aiutare chi ne ha bisogno (attraverso il fundraising, e non solo!), e la voglia di continuare la nostra vita.

Ma non parleremo solo di come la raccolta fondi sta reagendo a questa emergenza, ma anche di comunicazione, di come le aziende stanno affrontando cambiamenti inevitabili e tanto altro ancora.

Insomma, gli ospiti saranno tanti e provenienti sia dal nonprofit che dal mondo profit.

Quindi, che dire…  A PARTIRE DA DOMANI, LUNEDÌ 20 APRILE, vi aspetto:

  • tutti i giorni (dal lunedì al giovedì)
  • alle h 12.00
  • in diretta sulla pagina facebook del Festival del Fundraising oppure sul canale youtube.

Non sarà come essere al Festival (lo so!) ma spero davvero di farvi sentire come a casa…

Tutte le puntate saranno trasmesse in streaming sulla pagina Facebook del Festival del Fundraising, quindi mettete ‘Mi piace’ alla nostra pagina Facebook e ci vediamo domani!

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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