Raccolta fondi in tempo di guerra: cosa fare?

L’invasione russa dell’Ucraina domina i titoli dei giornali.
Come bisogna muoversi, in termini di raccolta fondi se la Causa della vostra nonprofit non ha a che fare direttamente con il conflitto o il suo impatto?

C’è solo una cosa da NON FARE:
annullare la raccolta fondi.

Se la vostra organizzazione, come nella grande maggioranza,  non ha alcuna connessione con la guerra, NON decidete per i donatori. Non pensate “ai nostri donatori in questo momento non interessa la nostra Causa, sospendiamo le attività di fundraising”.

Non dovete annullare la raccolta di fondi!

È una previsione che si autoavvera.
Appena smettete di raccogliere fondi, i donatori smettono di rispondere.
E’ ovvio. Smettono di donare perché abbiamo smesso di chiedere!

I grandi eventi come le guerre attirano l’attenzione dei donatori e spingono le altre cause in secondo piano. I tassi di risposta alla raccolta di fondi non collegati direttamente alla guerra inizialmente scendono.
Ma non scendono a zero, semplicemente calano. E non per tanto tempo.

Ci sarà un rallentamento delle donazioni

Ripeto, ci sarà un rallentamento delle donazioni inevitabile – anche perché se ad esempio avevate già mandato in spedizione un mailing, sicuramente il tasso di risposta sarà basso, perché ora il donatore non è attento.

Ma questa perdita nelle donazioni non è enorme, e non dura a lungo.

Lo abbiamo già visto con il Covid-19. Tantissime organizzazioni in questi ultimi anni hanno raccolto di più, sebbene non sanitarie, semplicemente perché non hanno smesso di chiedere.

Sì, c’è una guerra in corso, e i loro aiuti saranno concentrati in quella direzione.
Ma i vostri donatori “distratti” dalla guerra torneranno.
E anche in tutti i miei anni nel fundraising, cancellare o sospendere in modo preventivo la raccolta fondi non è mai stata una scelta positiva.

Se cancellate la raccolta di fondi, cancellate le risorse per la Causa della vostra nonprofit e aumentate la perdita dei donatori.

 

[riflessioni che riprendo e condivido pienamente del collega Jeff Brooks, di cui trovate l’opinione integrale qui https://www.futurefundraisingnow.com/future-fundraising/ ]

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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