6 consigli per scrivere bene nel fundraising (lettere di raccolta fondi, blog, libri…)

Scrivere, prescrivere, riscrivere…

Alla maggior parte di noi non è mai stato insegnato a scrivere.
Magari a scuola, ci hanno insegnato a “riscrivere”, o a correggere. Si confonde lo scrivere con qualcosa tipo: la punteggiatura o la grammatica.

Un mio amico non sa quando ci va l’H davanti alle a, ma scrive bene, anzi benissimo, con un bel tono, comprensibile e vero. Chissenefrega se non fa le a con l’h? Invece a me interessi che sappia scrivere. Sembra di sentirlo parlare, solo che mette tutto per iscritto. Che è il massimo per me!

Se uno riesce a scrivere parlando, ha vinto!
Quando senti la voce dello scrittore, e quasi lo vedi che sta scrivendo, hai vinto.

Il problema è che quando ci mettiamo a scrivere cerchiamo di fare tante cose contemporaneamente: capire e decidere cosa scrivere, scriverlo, e farlo anche bene correttamente. E’ difficile! Anzi è impossibile!
Soprattutto per chi non è abituato.
Non c’è da stupirsi se poi scrivere risulti così difficile! E che poi ci si blocchi!

Provo a darvi qualche consiglio sparso, che poi sono quelli che uso io. E con cui ho scritto i miei 17 libri e le centinaia e centinaia di articoli che ho scritto nella mia vita.

La prima riga

La prima riga è il momento in cui uno si prepara a scrivere, o a sviluppare “un piano” per ciò che deve scrivere. Io mi blocco, nella maggior parte dei casi. Sì, mi blocco. Specie se “devo” scrivere perchè qualcuno mi ha detto che devo farlo. (ecco perche non riesco a fare un magazine settimanale, o faccio una fatica incredibile nelle consulenze che faccio a scrivere dei report. Non mi vengono). E pensare che io sono uno abituato a scrivere. Molto. Ma mi blocco, soprattutto se inizio ad inibirmi con pensieri del tipo: “che inizio di m…a!” “no, non è quello che volevo dire…” ecc…
Allora ho una tecnica infallibile.

Copio sempre la prima frase.

La copio da un libro, da un whatsapp che mi è arrivato, da una e-mail bella, da un giornale. Cerco un bel primo paragrafo che mi convinca molto, che mi piaccia, e che qualcun altro ha scritto.
No! Non è plagio, poi alla fine la cancellerai. Non ti preoccupare. E’ che copiare ti fa partire.

Anche per scrivere questo testo ho iniziato copiando da uno spunto di Seth Godin, e le prime due righe erano sue. Ora non ci sono già più. Le ho gia cancellate. Quando lo rileggerò di sicuro le avrò già tolte. E infatti così è andata.
C’è anche un bellissimo film, in cui l’attore protagonista è Morgan Freeman (chi si ricorda il titolo? Io non lo ricordo!) che racconta questa tecnica, e quando l’ho vista ho capito che non sono il solo a usarla!

Fate molta ricerca prima di iniziare a scrivere (cioè leggete molto)

Leggere, stare su google, andare in libreria, (andare in libreria in biblioteca) copia gli indici degli altri libri (l’indice fa vedere il pensiero di uno scrittore, soprattutto se è un Manuale quello che devi scrivere), guardate le copertine. Se la copertina ti sorride il libro di solito è bello, se anche la copertina fa schifo, ci sono poche speranze che ti possa servire quel libro. Banale? Provate. E poi sappiatemi dire. Nel 90% dei casi è così.

C’é stato un periodo della mia vita, che leggevo moltissimo (ho avuto momenti in cui leggevo anche 100 libri all’anno, più o meno un libro ogni 3-4 giorni). Oggi non è più così, arrivo a 40, qualche anno 35. Ma d’altronde le frasi migliori, i sentimenti migliori, le descrizioni migliori, vengono dai libri! A noi sta di elaborare, raccogliere le frasi di qualcun altro. Non si può sempre andare a inventare la ruota o il fuoco, occorre fidarsi di chi è venuto prima di noi. Del loro lavoro.

Negli Stati Uniti c’è una frase classica “Dentro il maiale, fuori la salsiccia”. Ciò significa che quello che si ottiene dal tritacarne, non sarà migliore di quello che ci si mette dentro.
Questo è vero nella scrittura.

Non importa quanto tu sia uno scrittore esperto, la tua storia non sarà migliore del tuo materiale.
E il materiale è dato da quanto avete letto e ricercato.

Intervistare amici e collaboratori.

Parlate con qualcuno dell’idea che avete. Io quando scrivo un libro ho sempre un collaboratore che mi commenta (brutalmente e senza peli sulla lingua) la mia idea. E non è detto che gli/le dia retta. Ma mi fa riflettere.

E se anche dopo che ci ho riflettuto, e letto e riletto e fatto decantare l’idea e il pezzo mi convincono ancora, vado avanti. Ma spesso cambio idea.

Angolo della storia.

Come un albero, il tuo messaggio può ramificarsi in diverse direzioni. Ma tutto dovrebbe tornare ad un unico tronco. Quel tronco è il vostro angolo di storia.
Ecco un trucco veloce che uso per trovare il mio angolo di storia:

scrivete la vostra frase importante, il succo della storia, quello che volete che ogni lettore si porti a casa, tipo la frase che mettete su whatsapp per accompagnare la vostra immagine.

Ovviamente il succo della storia è uno solo nel caso di un articolo ma potrebbe essere anche molteplice in un libro (uno pe rogni capitolo). Ma poi c’e’ sempre il succo dei vari succhi della storia!
Attaccate quella frase al vostro monitor mentre lavorate.

Se un singolo paragrafo, una frase o una parola non funziona per promuovere quella frase, toglietela.

La maggior parte degli scrittori investono poco tempo nel processo di pensiero della prima frase e del tuo angolo della storia, concentrandosi invece sulla correzione di una bozza.
Capovolgi l’investimento:

Spendi la maggior parte del tuo tempo per prepararti a scrivere, e passerai meno tempo a correggere quello che hai scritto.

Come risultato, scriverai meglio, più facilmente e più velocemente.

Scrittura libera

Arriva un punto in ogni progetto di scrittura in cui devi seguire la prima regola di Ernest Hemingway per gli scrittori, e “applicare il sedile dei tuoi pantaloni al sedile di una sedia” (la traduzione è corretta! Dice proprio così!).

Bisogna scrivere!

Togli il naso dal tuo quaderno degli appunti. Scrivere in un pc i tuoi appunti non è scrivere, è digitare. Anche spostare i tuoi appunti in un documento word non è scrivere. L’unico modo di scrivere è scrivere! Tu conosci questa roba! Togli il naso dal tuo quaderno e scrivi!
Bandisci la pulizia grammaticale. Usi un trattino al posto del punto e virgola? Chissenefrega! Vai avanti! Sbagli a citare qualcuno? Non preoccuparti! Puoi sempre tornare indietro e correggere i tuoi errori più tardi. Quello che non si può fare è tornare indietro, e dare vita ad una bozza che non è mai stata scritta.

Scrivi velocemente, senza fermarti!

Nella scrittura libera, si vuole raggiungere quello che gli esperti di creatività chiamano “flusso“. In quello stato, vi sentirete come se poteste a malapena digitare abbastanza velocemente per tenere il passo con le vostre idee – come se le parole stessero fluendo dalle vostre dita.

L’unico modo per ottenere ciò è lasciare che lo slancio vi porti avanti. Quindi continuate a scrivere.
Sei bloccato?
Prenditi una pausa e fai una camminata. Non stare lì seduto. Fai qualcosa! Alzati. Muoviti. Prendi un po’ d’aria fresca. In un minuto o due, ti ritroverai di nuovo alla tua scrivania, ansioso di catturare la tua prossima idea.

E poi alla fine riscrivi!

Qui è dove dovresti cancellare la frase che hai copiato (ricordi? La prima frase?), ma nella stragrande maggioranza dei casi l’hai già cancellata, perché nello scrivere hai trovato il punto di vista che è diverso da quello che avevi prima di iniziare a scrivere!

Qui è dove metti a punto il tuo messaggio:

rivedendo e modificando e correggendo la grammatica, l’ortografia e la punteggiatura.

Ma questo non è scrivere, è solo una piccolissima parte di scrivere!

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

2 Comments

  1. Straordinario!
    Un fiume in piena, anzi no, un torrente ardito!
    Mi ritrovo nella tua descrizione del flusso dì scrittura. Bello!

  2. Ottimi consigli: pratici e operativi. Ho letto l’articolo con la stessa sensazione che si ha indossando la t-shirt preferita, riconoscendomi nelle difficoltà e ritrovandomi nell’efficacia delle soluzioni proposte. La prima regola di Hemingway invece proprio non la conoscevo… è meravigliosa!

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