Fare fundraising è come orchestrare una sinfonia (finanziaria) per un’organizzazione nonprofit.
Solo che mentre nella musica ci sono tante velocità come l’Allegro, la Marcia, l’Andante, l’Adagio, l’Allegro ma non troppo.. (e infinite altre indicazioni), nell’orchestra della raccolta fondi esistono solo 3 strategie:
1. Raccolta annuale,
2. Raccolta pluriennale o straordinaria,
3. Creazione di fondazioni.
Ve lo racconto in 500 parole.
1. Raccolta annuale, il pilastro su cui si regge l’intera struttura.
Questa rappresenta il ritmo costante del metronomo, che scandisce il tempo e garantisce che l’organizzazione mantenga una base (finanziaria) stabile nel tempo. La logica e lo slogan di questa richiesta è: “prendi il dono, rinnova il dono, aumenta il dono”. Questa frase deve essere il mantra di tutti i fundraiser. Se lo dimentichi o, peggio, non lo applichi, ogni piano di fundraising è destinato quasi inevitabilmente a fallire. Il mantra nella sua logica è estremamente semplice: significa che la raccolta annuale trova la sua ragione di esistere per il fatto che è la prima e più importante tecnica di coinvolgimento del donatore nel corso degli anni.
La raccolta annuale si basa su donazioni regolari e ricorrenti, ripetute nel tempo, che forniscono il sostegno continuo necessario per coprire le spese di gestione quotidiane (come la benzina per le auto dell’organizzazione, gli affitti delle sedi o i salari dei dipendenti) e sono: le quote associative le donazioni one-off (cioè sporadiche, una volta soltanto, one-off appunto).
Di solito, per contribuire alla raccolta annuale, il donatore prende i soldi direttamente dal proprio portafoglio. Sono i soldi che ha in tasca e che darebbe se ti incontrasse a un banchetto per strada.
Ma la sinfonia della raccolta fondi non si ferma qui.
2. Raccolta pluriennale o straordinaria, un crescendo finanziario che porta l’organizzazione verso orizzonti sempre nuovi.
I bisogni pluriennali sono quelli patrimoniali o straordinari che devi soddisfare con raccolte capitali e non più con la raccolta annuale. In questo caso, stai cercando di fare un investimento, come comprare un’autovettura o un immobile. Sono costi necessari per far crescere e sviluppare la tua organizzazione in modo continuativo.
Per questo la raccolta di capitali non può fondarsi sugli stessi principi della raccolta annuale, non può basarsi sul mantra “prendi, rinnova e aumenta il dono”, perché non puoi chiedere tutti gli anni una donazione straordinaria allo stesso donatore. E, soprattutto, non avrai bisogno tutti gli anni di comprare una casa o un’autovettura, ma soltanto una volta ogni tanto.
Il successo di una raccolta di capitali dipende dal lungo lavoro di coinvolgimento che il fundraiser ha fatto negli anni precedenti per trovare un’intesa con il grande donatore. È da un database ben fatto, aggiornato e cresciuto negli anni da cui emergeranno le persone che hanno più capacità economica e che sono probabilmente quelle più interessanti in termini di raccolta capitale. In altre parole una raccolta capitale si basa strettamente sul database della raccolta annuale.
3. Creazione di Fondazioni, la garanzia di un futuro “eterno” alla tua onp.
Con la creazione di una Fondazione, vincolate dei fondi in investimenti in grado di produrre continuamente degli interessi che, anno dopo anno, sosterranno le spese annuali e garantiranno la sua stabilità nel tempo. È come costruire una fortezza finanziaria, resistente alle tempeste economiche e in grado di sostenere l’organizzazione nel lungo periodo.
I grandi donatori, l’architrave di ogni raccolta fondi.
Non possiamo dimenticare l’importanza dei grandi donatori: essi sono gli strumenti fondamentali della nostra orchestra, trasversali a tutte le forme di donazione. Con il loro sostegno, le onp possono realizzare progetti ambiziosi e garantire la propria sostenibilità nel tempo.
Come si orchestrano e si armonizzano tutte queste strategie?
In un buon progetto di fundraising, la raccolta fondi annuale è la prima e più importante raccolta da impostare. Una volta che si ha un database ampio e strutturato, si possono costruire le altre due raccolte, realizzando prima il piano di raccolta pluriennale, ed infine eventualmente creando una Fondazione.
Fare fundraising è come dirigere un’orchestra: devi bilanciare i vari strumenti ed assicurarti che ognuno suoni al momento giusto per creare un’armonia finanziaria che porti l’organizzazione al successo.