4 Marzo 2024

Una “Scaletta” per chiedere bene

Come chiedere una donazione?

Ve lo racconto in 500 parole.

Esistono tanti veicoli, tutti più o meno efficaci. Dipende da chi è il vostro donatore.  

Solitamente, per fare ordine, utilizzo la Scaletta dell’Efficacia.

Attenzione: efficacia, non efficienza! 

L’efficacia è la capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato, cioè usando una metafora sportiva “quante volte ho fatto canestro, rispetto ai tiri che ho fatto“.

L’efficienza, invece, è una valutazione delle risorse utilizzate per ottenere quel determinato risultato, che per rimanere sempre nel basket indica “quanto mi sono allenato per fare canestro”. 

Quindi occhio, perchè ci sono quindi veicoli molto efficaci, ma ben poco efficienti (es: i colloqui personali), e veicoli molto efficienti ma poco efficaci (es: le email)!

La scaletta che vi presento, è organizzata in ordine decrescente di efficacia, e si compone di due grandi categorie:

  • I veicoli di contatto One-to-One, ossia uno a uno;
  • i veicoli One-to-Many, ossia uno a tanti.

Cosa significa? Che a seconda del tipo di richiesta che fate, potete contattare i donatori personalmente, oppure potete contattarne tanti utilizzando una sola comunicazione uguale per tutti.

la scaletta dell'efficacia

One-to-One:

  • Incontri faccia a faccia: non ho alcun dubbio nell’affermare che la visita personale è senz’altro il metodo di contatto più efficace per chiedere e ottenere una donazione. 
  • Lettera o email personale (più telefonata): necessita di tono caldo e personale.
  • Telefonata personale (più lettera): efficacia simile alla lettera personale, potenziata dall’e-mail o lettera di promemoria.

One-to-Many:

  • Lettera e/o email personalizzata: invio di lettere cartacee personalizzate, alta efficacia se ben fatte
  • Telefonata dei volontari: attività interna dell’organizzazione, adatta per rinnovi di quote e ringraziamenti.
  • Direct Mail: invio di email con nome del donatore nel saluto iniziale e firma di chi invia.
  • Telemarketing: incarico ad organizzazione esterna, richiede attenzione nella scelta dell’operatore.
  • Eventi speciali: concerti, cene, partite di calcio, utili per raccogliere fondi e coinvolgere sostenitori.
  • Porta a porta: bassa efficacia, ma può trasformarsi in richiesta faccia a faccia con buone possibilità di successo.
  • Pubblicità sui mass media e internet: strumenti costosi con limitate possibilità di selezione del potenziale donatore. Efficaci per casi di emergenza richiedenti donazioni di impulso. 

Nel One-to-One occorre dotarsi di un fundraiser professionista, completo e preparato, che operi dentro l’organizzazione e in esclusiva.

Nel One-to-Many, al contrario, queste attività possono essere fatte sia da personale interno sia essere delegate ad agenzie esterne. In questo caso il fundraiser può anche essere un professionista esterno all’organizzazione (un professionista del fundraising).

Come scelgono le Onp se contattare singolarmente o mirare a un vasto pubblico?

Sì, la strategia One-to-One può sembrare meno efficiente all’inizio, ma investire in contatti personalizzati con i donatori permette di costruire relazioni solide, che porteranno a donazioni di valore nel tempo.

Optare per metodi One-to-Many può sembrare allettante, perché offre la possibilità di parlare con più persone contemporaneamente. Ma è un po’ come lanciare una rete nel mare: potresti pescare tanto pesce, ma quanto sarà buono?

Se io dovessi fare una scelta tra i metodi non avrei dubbi in proposito. Sceglierei sempre e comunque i metodi One-to-One

Ma quando i database si allargano e la paura di investire troppo in risorse umane assale le Onp, in molte si spostano dai metodi One-to-One a metodi One-to-Many. E piuttosto che investire su tre o quattro fundraiser che curano i rapporti con i loro grandi donatori preferiscono spendere la stessa cifra per fare un piano di mailing o un’azione di telemarketing o una campagna web. Che errore!

A mio parere, è una scelta strategica totalmente sbagliata, soprattutto in questo periodo storico. Certamente è importante trovare nuovi donatori. È importante coltivare la base della piramide per allargarla continuamente. Il profitto nella raccolta fondi, però, non lo si fa trovando nuovi donatori, ma aumentando la donazione media e la frequenza di dono per ciascun donatore. 

Ecco perchè, tutto sommato, è poco lungimirante investire di più nella parte bassa della piramide rispetto alla parte alta, tranne nel caso delle nuove organizzazioni che, per forza, devono ancora crearsi un loro database.

È importante considerare sempre la qualità rispetto alla quantità. Investire in relazioni personali con i donatori porta a una maggiore generosità nel tempo. 

È come coltivare un giardino: richiede tempo e dedizione, ma alla fine i fiori sbocciano e la tua raccolta di fondi prospera.

CONDIVIDI L’ARTICOLO

Ogni domenica idee, storie, strategie sul fundraising. 500 parole alla volta.

I 10 articoli più letti

23 Giugno 2023

“La maggior parte delle persone preferirebbe camminare sopra i carboni ardenti piuttosto che chiedere soldi agli altri perché è ampiamente considerato un atto audace e presuntuoso pieno di potenziale imbarazzo” Questo è quanto dice Richard Levi dell’Alba University ed è una delle citazioni che ultimamente porto sempre con me a convegni e incontri. Bisogna dunque […]

25 Marzo 2023

Vi sembrerebbe normale che un critico cinematografico dopo aver visto un film desse una o cinque stelle solo in base alle ‘spese generali’ che la casa cinematografica ha avuto per realizzare la pellicola? Eppure questo è ciò che succede nel Nonprofit. Ci viene insegnato che le migliori organizzazioni nonprofit sono quelle che hanno basse spese […]

10 Marzo 2023

Il destino dell’essere umano è incontrare le persone. Ricominciano i convegni, le conference di persona (in foto sono al Philanthropy Experience di Catania). E’ importantissimo, quando si va a un convegno, utilizzare il convegno per quello serve: l’incontro di persona. Se andate solo per sentire le sessioni formative, usate il convegno solo per il 20% […]

28 Febbraio 2023

Saper chiedere bene una donazione è doveroso Ti senti in imbarazzo quando chiedi una donazione? Ti senti sbagliato quando chiami un potenziale donatore al telefono e sai che prima o poi dovrai sollecitare una sua donazione? Ritieni umiliante chiedere? Piuttosto che chiedere una donazione faresti qualsiasi cosa? Anche fotocopie per il tuo capo? Mi piacerebbe […]

3 Febbraio 2023

Mi capita sott’occhio, quasi per caso, questa poesia di Montale. L’avevo già letta (Montale, il poeta della malinconia, del senso religioso, del perché stare al mondo… lo leggevo sin da bambino, ma proprio da bambino, penso alle elementari, l’ho sempre letto e per certi versi, per come potevo, capito). Rileggo questa poesia e penso al […]

2 Febbraio 2023

C’è una foto che ho rivisto, qualche giorno fa, in un libro del 1986. Avevo 20 anni al tempo… E’ una foto che mi rappresenta bene e a cui sono sempre stato particolarmente affezionato. Il Papa veniva a Forlì e io avevo deciso che avrei voluto dargli la mano. Non avevo dubbi sul mio obbiettivo. Volevo stringergli […]

29 Dicembre 2022

Questo cartello l’ho fotografato in un bar. E’ all’interno di un piccolo centro commerciale, ma di quei centri non proprio splendenti, che non ci va una montagna di gente. Un piccolo barettino, gestito con un sorriso da una proprietaria, che è così come la racconta. Non promesse non mantenute. Semplicemente la descrizione di quello che […]

19 Agosto 2020

Vorrei partire prendendo di petto una domanda basilare la cui risposta ho forse data per scontata: che cosa è il lavoro? È importante farsi spesso questa domanda, specie in vacanza in cui hai un po’ più tempo libero, perchè poi quando lavori rischi di non chiedertelo mai. Per rispondere a questa domanda c’è solo un modo: guardare alla nostra vita. Chi sono […]

5 Giugno 2019

La pratica della raccolta fondi, pur facendo ormai parte integrante della cultura, e della necessità di molte organizzazioni non profit, non è ancora sufficientemente compresa. Spesso è mal rappresentata e troppo spesso vista con sospetto ed apprensione dai responsabili delle organizzazioni non profit, specialmente dai consiglieri di amministrazione. E così il fundraiser, troppo spesso, si sente […]

9 Gennaio 2016

Ogni volta che sperimento il blocco dello scrittore, smetto di scrivere… con le mani: e inizio a scrivere con le gambe. – Mokokoma Mokhonoana   Tutti parlano (e straparlano) di storytelling. Se vuoi fare fundraising, sempre più, occorre che tu sappia raccontare una storia. Vera. O diventi anche uno scrittore, o buona fortuna! Mi sa […]

SCRIVERE È UNA DELLE MIE PASSIONI

Iscriviti alla mia Newsletter

Riceverai ogni tot. (non tutte le settimane, ma solo quando ho qualcosa di utile da condividere)
idee, storie, strategie sul fundraising.