Quando vivevo negli Stati Uniti, durante il periodo in cui studiavo alla New York University, uscì una rivista rivoluzionaria chiamata Wired, diretta da un visionario di nome Kevin Kelly.
Kelly aveva delle intuizioni pazzesche su Internet e sul futuro che stava nascendo. Ricordo di aver letto anche il suo libro “Out of Control” e di aver comprato anche l’edizione italiana, (qualche anno dopo) “Fuori controllo“, per essere sicuro di aver capito tutto.
Kelly era un profeta che vedeva cose che neanche noi, che vivevamo negli Stati Uniti, potevamo cogliere appieno.
In particolare, mi è rimasto impresso un suo famoso articolo, “1.000 True Fans” del 2008. Una teoria che è più una verità matematica che una strategia di marketing.
Kelly diceva che non hai bisogno di montagne di clienti, ma di 1.000 veri fan entusiasti.
Questo concetto si applica perfettamente al nonprofit: anche nel nonprofit sarebbe sufficiente avere 1.000 donatori affezionati.
Con l’avvento di internet, tutti correvano dietro all’idea di fare il botto. Volevano vendere ovunque (persino il piccolo negozietto sotto casa sperava di arrivare fino in Corea!) Ma Kelly diceva: “No, basta avere 1.000 clienti veri e affezionati.”
Ed è esattamente quello che ripeto alle organizzazioni nonprofit.
Non servono 5.000 follower su Facebook o 50.000 su Instagram.
Bastano 1.000 donatori fedeli, seri e leali.
Sono poche persone? Magari sì, ma puoi curarle nei minimi dettagli: auguri di compleanno, messaggi privati, piccoli regali, contenuti esclusivi.
Se ne curi tre al giorno, in un anno li hai coccolati tutti.
Far sentire la tua vicinanza, mostrare che il tuo obiettivo è aiutarli e essere sempre presente per loro, sono attenzioni che non passeranno inosservate. E i tuoi donatori ti riserveranno un affetto speciale.
Kelly diceva che le grandi aziende e i mega influencer non possono connettersi come puoi fare tu con i tuoi 1.000 veri fan. Non hanno la capacità di trovare e soddisfare questo pubblico di nicchia.
Ciò significa che la “coda lunga” delle opportunità è aperta a te.
Non è mai stato così facile raccogliere 1.000 veri donatori e tenerli vicini.
Qualche esempio? Pensa a un ristorante con 1.000 clienti affezionati che lo visitano una volta ogni tre mesi. O a un dentista con 1.000 pazienti, o ancora a un creator con 1.000 veri fan che acquistano almeno una volta all’anno un webinar, un libro o un biglietto per un evento.
Questi sono i veri sostenitori che fanno la differenza.
Invece di puntare a numeri enormi, punta a 1.000 persone vere che ti vogliono bene.
Questo farà la differenza per la tua organizzazione nonprofit.
Non importa quanti “ti seguono” sui social, ma quanto sono veri e sinceri nel loro apprezzamento. E questo è un destino molto più sano e raggiungibile.
Quindi, ricordati: 1.000 persone reali. 1.000 donatori sinceri.
Non serve una formula magica.