Le campagne di visibilità inutili e che non portano a niente

È sconcertante il numero di organizzazioni nonprofit, specie quelle che sono piccole e hanno pochi soldi, che sprecano i loro pochi soldi facendo campagne di comunicazione invece di fare fundraising.

Ieri è stata una giornata incredibile.

Inizio la mattina in una organizzazione nonprofit da cui non andavo da 20 giorni, e mi ritrovo sulla scrivania un ritaglio di due quotidiani tra i più diffusi a livello nazionale con la loro bella pubblicità dentro. Alzo la voce e dico: “Chi vi ha detto di fare una cosa così?”. E l’ufficio fundraising risponde: “Ci hanno costretto i nostri capi! Cavoli!! quante migliaia di euro BUTTATI VIA, sprecati!”

Ma chi volete che veda mezza pagina su questo o quell’altro quotidiano nazionale? NESSUNO!!!

E voi pensate davvero che donino dopo che hanno visto quella pagina? Per esperienza posso dirvi che non lo faranno!!!!

Vengo a casa e sul treno mi chiama un’altra realtà nonprofit e mi dice che stava pensando di rifare “l’identità del marchio” perchè l’agenzia gliel’ha consigliato! MA NO!!! Gli dico: “Preoccupati di cercare donatori, di parlare con la gente, di coinvolgere i volontari non del marchio!!!”.

Purtroppo le agenzie pubblicitarie si concentrano sul creare dei contenuti per i loro clienti.

La realtà è che il problema è uno solo: quel tipo di pubblicità NON funziona. NON fa fundraising!

E infine un’altra organizzazione mi manda i dati del loro primo test di mailing cartaceo. Un mitico 0,21 di redemption! Senza una strategia, un recall, niente di niente! Solo una spesa inutile. E ovviamente ora quell’organizzazione pensa che il mailing non funziona. E cosi’ si brucia un mezzo di comunicazione che se usato bene funziona.

Per i creativi delle agenzie è normale “lavorare d’immagine” e credono di fare gli interessi della nonprofit.

Purtroppo non hanno le informazioni di base per creare una pubblicità che funzioni a livello di fundraising.

Chi ci rimette sono le organizzazioni nonprofit che sprecano i loro pochi soldi nelle “campagne di visibilità”.

Questo porta a tantissimi problemi. Ma concentriamoci su due di questi:

  • il primo è che con questo tipo di campagne la nonprofit NON decollerà mai;
  • il secondo è che i risultati promessi non arrivano.

Il primo pensiero che viene in mente ad una nonprofit che è inciampata su un’agenzia incompetente è: “Gli ho dato dei soldi, non sono tornati indietro. Meglio se torno a fare come facevo prima”.

Onestamente non me la sento di condannare chi lavora 12 ore al giorno, tutti i giorni e ha il coraggio di fare un’organizzazione nonprofit con quattro soldi e servire i disabili, o gli anziani o i bambini, e salvare l’ambiente.

Poi il creativo di turno gli fa un lavoro fatto male e la nonprofit rimane con un pugno di mosche.

Dall’altra parte, non me la sento neanche di abbandonarli.

Ecco perchè ogni anno faccio il Tour del Fundraising.

Una lezione di due ore, gratuita, che ti permetterà di capire dove e in quali strumenti investire il tuo budget (piccolo o grande) per il fundraising.

Rivelerò quali sono le strategie e le tecniche di fundraising che funzionano DAVVERO, così da poter riconoscere gli strumenti che possono veramente aiutarti ad ottenere risultati.

Perché se tu lavorassi quanto lavori adesso e investissi quanto investi oggi, MA lo facessi nel modo corretto… avresti dei risultati  più grandi e soddisfacenti.

Lavorare tanto senza avere nulla indietro è uno spreco. Lavorare tanto nella maniera corretta è la giusta via da seguire.

Porta la tua nonoprofit e la tua voglia di vincere questa partita a braccio di ferro con il fundraising.

Al resto ci penso io.

Questo e altro te lo spiegherò nel tour “Valerio Melandri and the Mates”:
lezioni gratuite sul Fundraising!

Sono 4 e sono GRATUITE, ecco le date:

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► 12 aprile – Genova

► 5 maggio – Verona

ISCRIVITI al TOUR ci divertiremo!

 

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

One Comment

  1. Gentile Professore, le campagne di visibilità devono essere integrate alle strategie di raccolta fondi. Se sono scollegate siamo proprio noi comunicatori a scoraggiare l’associazione dall’intraprenderle. La comunicazione “fatta bene” costa molto e non fa piacere a nessuno vedere sprecato del denaro faticosamente raccolto. Siamo anche i primi a spiegare alle associazioni che la comunicazione è un’area di spesa e di investimento e non di raccolta, ma se poi l’associazione non sa comunicare se stessa o i propri progetti durante la raccolta fondi … anche in questo caso non raccoglierà nulla! Aggiungo che se i creativi lavorano male dipende anche da briefing poco chiari collegati, a loro volta, ad un altro aspetto: la comunicazione e l’identità del marchio sono esigenze che arrivano in una fase matura della vita dell’associazione, il che coincide con l’acquisizione di personale con specifiche professionalità e dunque con l’interiorizzazione di una visione strategica più completa.

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