Il teatro è un luogo sicuro, per via del suo pubblico

Il Teatro Diego Fabbri, in corso Diaz a Forlì

Lo spazio, il distanziamento, il pubblico responsabile. Cosa c’è di più?

Lo ripeto: i nostri teatri, i nostri luoghi della cultura, proprio in ragione di tutto il lavoro che abbiamo svolto, sono luoghi sicuri sia per gli spettacoli che per eventuali incontri.

In ragione di tutto il lavoro svolto, di un modo di stare insieme che abbiamo proposto e appreso durante tutta l’estate. Abbiamo imparato a tenere la mascherina, a tenere le mani igienizzate, a stare in fila ordinati, sederci distanziati, parlarci a un metro e mezzo.

Così tutta l’estate anche perché sapevamo che ci aspettava un autunno difficile, serviva allenamento, serviva attrezzarci.

Eppure cosa vediamo? Che appena salgono i contagi, arrivano paura e incertezza, e il rischio di entrare in una visione della realtà distaccata dalle vere dimensioni del pericolo. Il rischio è quello di non continuare a vivere. Dobbiamo aiutarci a essere certi che possiamo vivere. Con prudenza, serenità, mantenendo

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L’EX ISTITUTO AGRARIO A VILLAFRANCA: IL PALAZZONE. Prendersi cura del territorio e di chi lo abita.

L'edificio dell'ex Istituto Agrario a Villafranca oggi è sede del Palazzone con attività per bambini e anziani

Nei suoi locali trova spazio anche un museo etnografico romagnolo

Villafranca, a pochi chilometri da Forlì. In mezzo alla campagna, quella bella, quella che chi la abita non se ne andrebbe mai e anche chi vive in città ci sta facendo un pensierino dopo il lockdown.

Deve essere stato naturale, in mezzo a tanti campi, aprire la scuola superiore in agraria, l’Istituto Agrario di Villafranca. In un edificio imponente, in fondo a un viale alberato. Tu arrivi alla chiesa a Villafranca, e proprio lì davanti, in angolo vedi le due colonne ocra del cancello, il viale e in fondo il palazzone. E’ così, “il Palazzone” che si chiama l’associazione che ha riaperto la scuola chiusa da tempo.

E’ stata la voglia di mettersi in gioco di quattordici soci – si pensi che oggi se ne contano già centoventiquattro! – che ha ridato vita a questa

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Meet the docs! Film fest – L’invenzione del reale. Quattro giorni di incontri, workshop e documentari

Meet the docs! Film fest. L’invenzione del reale quattro giorni di incontri, workshop e documentari sul mondo delle immagini. Io andrò alla proiezione di Molecole il 15 alle 21, l’ultimo documentario di Andrea Segre, presentato in anteprima alla 77a Mostra del Cinema di Venezia. E mi sono iscritto al workshop tenuto da Anita Rivaroli che insegna a scrivere le sceneggiature per Netflix. Ė la quarta edizione, è alle porte, e Forlì è pronta ad accoglierla. Frutto di un lavoro che ha impegnato Matteo Lolletti, che di MTD!FF è direttore artistico, Lisa Tormena e Francesco Gioiello di Sunset, l’agenzia di comunicazione del festival. Leggi tutto

Ecco a voi Arena San Giacomo, a Forlì

Dal 3 dicembre al 17 gennaio. Come la vogliamo chiamare? Rassegna musicale, Stagione Sinfonica, Arena San Giacomo?

Di sicuro l’esperienza felice dell’Arena estiva nel cortile del San Domenico è stato un bello slancio. Ha ridato ossigeno alle Associazioni cittadine e a Compagnie nazionali, ha ridato il pubblico agli attori e gli attori al pubblico.

Non poteva finire così, un’esperienza serve ad andare avanti e meglio, dunque ecco a voi l’Arena San Giacomo.

Come la sorella estiva avrà eventi di qualità, un cartellone da definire con associazioni e soggetti singoli, e sarà aperta a tutti i generi musicali.

Con duecento posti a sedere in sicurezza – e in sicurezza significa il triage che chi è stato alla rassegna estiva ha imparato a conoscere: misurazione della temperatura, raccolta dei dati, mascherina.

Con calendario di una quarantina di appuntamenti e un palcoscenico d’eccezione che questa Amministrazione vuole mettere a disposizione di artisti e musicisti.

Con gli artisti

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Cos’è stata Arena San Domenico per Forlì. Cultura e crescita del senso critico

Associazione Forlì per Giuseppe Verdi Opera lirica

Il video di Arena San Domenico 2020 cultura a Forlì

Questo video racconta una storia. Inizia senza audio perciò non è il volume del vostro dispositivo che è da correggere. Inizia così perché la storia è iniziata in totale silenzio e i suoni che poi arrivano sono live, come è stata live la nostra Arena San Domenico. Vedete e sentite cosa ha significato per la cultura a Forlì. Un’Arena che adesso, dopo oltre due mesi e mezzo, è in via di smontaggio e lascia una città diversa da com’era.

In Arena abbiamo fatto cultura con tutto, con la musica, lirica e contemporanea, con il varietà, la commedia in dialetto romagnolo, i burattini, le immagini. Abbiamo incontrato scrittori, giornalisti, presentato eventi.

In Arena hanno parlato di tutto a tutti. E se

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Le cose belle iniziano sempre con un imprevisto… come una telefonata del Rotaract alla scoperta dei tesori che nasconde la nostra Forlì. Facciamoli emergere!

Qualche settimana fa ci telefona una ragazza, Alessandra Michelacci.

Il Rotaract Forlì vuole fotografare alcune location del patrimonio culturale forlivese, quelle meno note, aggiungere le righe di spiegazioni, e inserire il tutto in una pubblicazione benefica. Il ricavato aiuterà bambini ammalati di autismo, per i quali la bellezza della vita non è proprio immediata (ma per chi lo è?).

La mia risposta sono due parole: massimo sostegno, dopodiché passo la questione ai miei collaboratori e qui inizia un dialogo, si valuta, si propone, finché si decide di mostrare dal di dentro questi luoghi. Quindi non appena fotografare Palazzo Romagnoli, il Merenda, l’ex Gil e fornire i dati per le didascalie, ma entrarci, dire la storia che narrano, come e perché sono diventati patrimonio cittadino.

Alessandra, che è la coordinatrice del progetto, appassiona il gruppo: Beatrice Biserni presidente Rotaract Forlì, Chiara Marzo, Vittoria

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Come Angelo diventò il tenore Masini e cambiò la storia, sua e di Forlì

Chi è Angelo Masini della scuola in corso Garibaldi? “L’artista si dedicò generosamente ad atti benefici, l’ultimo dei quali permise la fondazione del liceo musicale di Forlì”, si legge nel Dizionario Biografico degli Italiani. Masini artista generoso e ricco. Anzi ricchissimo. Eppure non comincia così la sua biografia.

Angelo Masini nasce a Forlì il 28 novembre del 1844. Viene affidato a una balia e poi a un’altra donna ancora. Torna dai genitori nel 1850 e non appena l’età lo permette lavora nella bottega del padre, calzolaio. Leggiamo: “…il Masini iniziò nel contempo a coltivare da autodidatta la passione per il canto”.

Cioè Angelo cantava. Cantava e cantava. Coltivare da autodidatta vuole dire che uno appena ha tempo fa quel che può per approfondire il talento. In questo caso il canto, anzi il bel canto.

“Dopo una prima fallimentare esperienza nella scuola d’un maestro locale…”

Attenzione. Non è lui il fallimento.

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Grazie a chi sale sul palco dell’Arena San Domenico e ci riempie di Bellezza. Dal vivo, fino al 19 Settembre.

Max Giusti, dopo lo spettacolo di qualche giorno fa in Arena San Domenico, ci diceva quanto sia importante per Forlì avere aperto la rassegna estiva (non tutti i Comuni lo hanno fatto per via delle regole anti Covid). Ha detto:
“Con i teatri chiusi per tutto il lockdown il rischio è quello di abituarci a non andare più a teatro. Di pensare che si possa fare a meno dello spettacolo dal vivo.”
Ma perché dovremmo andare a teatro?

Che vantaggio c’è ad andare al prossimo spettacolo in Arena?

 

Perché lo spettacolo visto dalla

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