L’EX ISTITUTO AGRARIO A VILLAFRANCA: IL PALAZZONE. Prendersi cura del territorio e di chi lo abita.

L'edificio dell'ex Istituto Agrario a Villafranca oggi è sede del Palazzone con attività per bambini e anziani

Nei suoi locali trova spazio anche un museo etnografico romagnolo

Villafranca, a pochi chilometri da Forlì. In mezzo alla campagna, quella bella, quella che chi la abita non se ne andrebbe mai e anche chi vive in città ci sta facendo un pensierino dopo il lockdown.

Deve essere stato naturale, in mezzo a tanti campi, aprire la scuola superiore in agraria, l’Istituto Agrario di Villafranca. In un edificio imponente, in fondo a un viale alberato. Tu arrivi alla chiesa a Villafranca, e proprio lì davanti, in angolo vedi le due colonne ocra del cancello, il viale e in fondo il palazzone. E’ così, “il Palazzone” che si chiama l’associazione che ha riaperto la scuola chiusa da tempo.

E’ stata la voglia di mettersi in gioco di quattordici soci – si pensi che oggi se ne contano già centoventiquattro! – che ha ridato vita a questa immensa struttura. Anche se ancora bisognosa di manutenzione.

Quattordici persone, ognuna con le proprie competenze (Remo Mattarozzi, medico in pensione. Olga Pieri, era impiegata), hanno unito le forze per affiancare persone di ogni età: i bambini con il doposcuola, e gli anziani con momenti di svago. Adesso le attività si sono fermate per via delle ordinanze anticovid ma i bambini hanno potuto godere di una sala per il post-scuola (e si intuisce che ha rappresentato un importante aiuto per le famiglie), e di una biblioteca contenente più di tremila volumi.

Non solo i più piccoli, ma anche gli anziani hanno trascorso giorni in compagnia, condividendo attività di cineforum o serate di musica dal vivo… nel salone principale c’è il pianoforte a muro. Perché come abbiamo vissuto nella rassegna estiva in Arena San Domenico, la musica dal vivo è vita! Anche al Palazzone, ovviamente, tutto a norma di legge, con le dovute distanze previste dai decreti anti-covid. Il caldo dell’ultima estate, infatti, è stato congeniale alle attività esterne nel grande giardino sul quale il Palazzone si affaccia.

Olga e Remo mi hanno accompagnato nella visita sui tre piani del caseggiato. Sono stanze ampie, ordinate, si percepisce la cura di mani volenterose che mettono impegno in ciò che fanno. Al Palazzone si trova anche un museo etnografico della cultura contadina romagnola!

Le fotografie di quelli che potrebbero essere i nostri nonni accompagnano i visitatori che percorrono il corridoio d’ingresso, vecchi utensili per lavorare il terreno riempiono la parete adiacente. Ma non solo attrezzi per arare la terra, anche abiti vintage e scarponi della seconda Guerra Mondiale sono custoditi con precisione.

Immagina i nostri anziani lì: entrano e subito sono circondati dai ricordi, possono toccare con mano la storia, quel pezzo di storia che hanno vissuto in prima persona.

Questa storia contadina romagnola vive grazie ai cittadini che nel corso degli anni hanno portato gli oggetti più significativi. I musei etnografici diffusi nel territorio sono una caratteristica tutta nostra! Grazie a Olga, Remo e ai vostri amici per aver ridato questo spazio alla comunità!

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