13 Maggio 2026

Il fundraising si impara copiando. E poi facendolo

Vi ho messo una foto di una classe, tanti bambini seduti, un insegnante davanti alla lavagna. Ordine. Silenzio. Qualcuno che parla, tutti gli altri che (si suppone) ascoltino. Io a scuola sono andato più o meno così. E immagino anche molti di voi. Ora è tutto da rifare.

Sarà diverso il contesto, ma un webinar, un video su YouTube, i corsi online, o certe presentazioni con le slide è lo stesso modello. Qualcuno parla. Gli altri ascoltano.

Poi tutti tornano a casa e fanno esattamente quello che facevano prima. Non funziona. Il fundraising così, non funziona.

Qui invece trovate la seconda foto che vi ho messo:

Una donna porta un peso sulla testa con una naturalezza assoluta. Accanto a lei, una bambina fa lo stesso, con un vaso piccolo. E poi c’è anche la sorellina che ci sta provando, con impegno. Non è una lezione frontale sul “metodo corretto per il trasporto cranico di contenitori”.

È osservazione, imitazione, tentativi, aggiustamenti.

Questo è il motivo per cui il Festival del Fundraising esiste. Non è un convegno dove qualcuno sale sul palco a raccontare teorie. È il posto dove vai per guardare, confrontarti, capire come fanno gli altri, rubare idee buone e portarle a casa.

Il fundraising non è una disciplina che si assorbe seguendo un tutorial. Si impara discutendo di una lettera di raccolta fondi che funziona davvero e chiedendo a chi l’ha scritta perché funziona. Si impara parlando con un fundraiser esperto o una fundraiser esperta a gestire un colloquio con un donatore, notando i dettagli, capendo i tempi.

Si impara copiando.

In vent’anni di Festival del Fundraising ho visto più fundraiser crescere nei tre giorni del Festival che in un intero anno di formazione tradizionale. Perché il contesto cambia la testa della gente.

Sei immerso, sei esposto, sei costretto a confrontarti con realtà diverse dalla tua.

Riguardate la seconda foto. C’e’ anche una donna che ha le mani davanti alla bocca che sta solo a guardare. Quelli sono i “i guardatori” di professione, quelli che qualunque cosa fai, dicono: “ma non si fa così…” Però intanto lei si limita a guardare e a non fare niente.

Esiste nel mondo nonprofit. Sono i critici di professione: quelli che non hanno mai lanciato una campagna in vita loro, ma sanno sempre cosa non va in quella degli altri. Quelli che escono da ogni sessione del Festival con un’obiezione pronta e nessuna intenzione di provare.

L’apprendimento per imitazione funziona solo se sei disposto a mettere le mani in pasta. Chi osserva senza mai fare non impara: raccoglie argomenti per non cambiare.

Il fundraising si impara facendolo. Il Festival del Fundraising è il posto giusto per iniziare – o per ricominciare.

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