Sai da che cosa passa la “rivoluzione” oggi?

La rivoluzione oggi è avere cura delle cose.

In un mondo che cambia costantemente, alla velocità della luce, per stare al passo devi essere VELOCE. L’immobilità paralizza l’innovazione.
Ma velocità non è sinonimo di fretta.

La cura delle cose vale più della fretta.
È una mentalità, una modalità di lavorare, una postura da migliore costantemente.

Migliaia di organizzazioni nonprofit oggi sono in difficoltà, ogni giorno, e alcune di queste falliscono, chiudono e le loro straordinarie Cause non sono portate avanti da nessuno.

Perché?
Perché chi ha avuto l’idea originale non ha capito cosa stava succedendo, ha smesso di far capire ai donatori che quello che stanno facendo fa DAVVERO LA DIFFERENZA nella società.
Non hanno investito su loro stessi, sulla formazione dei manager del nonprofit, che devono essere figure sempre

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Università. Non sei sempre un numero

Un ragazzo che conosco ha chiuso oggi gli esami all’ Università e mi scrive: 

“Oggi ho finito gli esami e avrei una ramanzina da fare sul sistema universitario italiano, gli altri non li conosco.
Dopo 5 anni, io non posso esserne soddisfatto. Non posso essere soddisfatto da un qualcosa che unisce presunta teoria a un numero e affida la pratica e l’esperienza a “qualcun altro”.
In un mondo dove l’istruzione sembra essere tutto devi farti strada tra numeri […]”

L’ Università la conosco bene, e ne conosco bene limiti, ma anche potenzialità e possibilità. 
Non si può universalizzare perché so che ci sono persone, colleghi, che fanno la differenza e sono davvero bravi e competenti.

Negli anni ho conosciuto talenti. Ho avuto in classe studenti che ora guardo

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C’è solo un modo per vincere la concorrenza: essere più veloci !!!


Ho letto che Loris Meliconi, il fondatore dell’azienda che negli anni ’80 produceva il “guscio per il telecomando” e che poi ha inventato decine di oggettini (tipo il telecomando universale, o i salvaspazio…), non registra più nessun brevetto delle sue invenzioni.
Tanto non serve a nulla. Non ha paura della concorrenza.

“Spendere energia e tempo per proteggere le proprie invenzioni con i brevetti nazionali e internazionali, è una spesa inutile.
Tanto ti copiano tutto comunque.
E prima che riesci a fermarli legalmente è già tardi.
I processi si vincono dopo 10 o 20 anni.
C’è solo un modo per vincere la concorrenza: essere più veloci.
Bisogna solo essere più veloci possibile, più veloci degli altri.
Continuare a inventare guardandoti

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Tutti i numeri del Face To Face

Vi confesso che ci sto davvero prendendo gusto! La scorsa settimana è andato in onda il secondo appuntamento dei nostri Flash Fundraising, dedicato al Face to Face insieme a Licia Lomazzi.

La chiacchierata è stata illuminante e Licia ha finalmente fatto chiarezza su questo strumento di fundraising, complicato da gestire, oneroso, ma capace di regalare grandi soddisfazioni.

Ma partiamo dall’inizio. Licia Lomazzi lavora per ActionAid International ed è a capo dell’unità che si occupa del reclutamento di sostenitori regolari Offline. Ha iniziato nel 2007 come dialogatrice per un UNHCR poi nel 2011 è entrata in ActionAid dove ha preso in mano il programma F2F e l’ha portato al successo di oggi.

Ecco tutte le domande che le ho fatto.

1.  Come hai organizzato il programma in ActionAid?

Abbiamo deciso di investire con le nostre agenzie partner in un programma completamente esternalizzato. Abbiamo 5 provider che lavorano per noi in tutto il territorio

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Lead Generation: caccia al nome GIUSTO per la tua organizzazione

Questo è il periodo dei nostri Flash Fundraising: webinar gratuiti e super smart dedicati alle tecniche della raccolta fondi. Il primo era dedicato alla Lead Generation e vorrei fermare alcuni concetti fondamentali che sono emersi durante quell’oretta divertente passata a parlare di fundraising!

1.  Cos’è la Lead Generation?

Si potrebbe dire che la lead generation è un’azione di marketing che consente di generare una lista di possibili donatori interessati alla nostra causa.
Questa operazione consiste nel trovare i donatori interessati, farsi dare i contatti dalla persona (prospect) e costruire un database che sarà utilizzato per chiedere una donazione.
Per generare nuovi contatti, di futuri donatori, possono essere utilizzate tutte le varie strategie di marketing, da quelle più tradizionali come pubblicità o telemarketing alle più innovative come direct marketing o altre strategie che utilizzano il Web.

2.  Meglio pochi contatti ma buoni?

La lead

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“Da Costa a Costa”: che esperimento di fundraising innovativo!

Interessantissimo e da copiare. E’ da un po’ che ve ne volevo parlare.
Ho seguito l’esperimento di fundraising innovativo di Francesco Costa, vicedirettore del quotidiano on line Il Post, uno dei quotidiani on line più diffusi in Italia – e uno dei pochi in attivo senza il paywall, cioè il limite degli articoli letti – con i suoi 6 milioni di visitatori unici mensili.

Costa è stato ha fatto una specie di spin-off del giornale dedicato agli Usa. Questo per due anni, da giugno 2015 fino al 31/12/2017.
Un blog che ha chiamato “Da Costa a Costa”, riprendendo simpaticamente il suo cognome e lo slang americano che indica il viaggio-sogno che ogni americano (e non solo) dall’adolescenza in poi vorrebbe fare: dalla costa atlantica a quella pacifica:  “Coast to Coast” appunto.

Vi racconto del suo esperimento.
Francesco Costa è appassionato di cose americane e

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E se… ti prendessi cura dei tuoi donatori come il New York Times fa con me?

Ero abbonato al New York Times. Mi veniva consegnato a casa.
Ma ho disdetto da qualche mese.

Dopo qualche settimana mi è arrivata un’email con un’offerta:

“Con soli 3 dollari a settimana per 3 mesi avrai il New York Times a casa tua!”
We don’t want you to miss out Non vogliamo perderti
Un sconto interessante, ma ancora accetto. Possono fare meglio, penso.

E in effetti non mi deludono.
Oggi, dopo circa 20 giorni, un’altra email:

“4 dollari per 4 settimane” con uno sconto del 94% sul prezzo di copertina.
Are we really losing youDavvero ti stiamo perdendo?

Se trattassimo i nostri donatori con la stessa attenzione con cui il New York Times mi tiene a mente… beh, sarebbe fatta!
Trovare un nuovo donatore costa 10/20 volte di più di mantenere quello che hai, il NY Times lo sa e lo

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Quello che un Fundraiser deve fare,
almeno una volta all’anno…

Quand’ero bambino facevo i turni con i miei fratelli per andare a cambiare il canale della TV.
Con l’Apple Watch leggo in diretta “sul mio polso” tutti i messaggi e le email.
In economia, in questi casi, si parla di COSTI DI ATTIVAZIONE, ovvero i costi in termini di sforzo umano o anche economico per attivare qualcosa.
Il telecomando ha ridotto i costi di attivazione della fruizione della TV, l’Apple Watch ha abbassato i costi di attivazione della lettura di un sms. Tutta la battaglia della nuova tecnologia tende ad abbassare i costi di attivazione.
Ma funziona veramente?

Funziona sì, ma abbassa l’attenzione e la concentrazione sulle cose che contano, veramente.
Oggi ognuno con il telecomando guarda pochi minuti di ogni programma e molte volte è da solo. Avere sempre WhatsApp sotto controllo genera persone sempre concentrate su altro che non è quello che stanno

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Brand, non profit e la fine della lista della spesa

comunicazione_marchio_nonprofit


Occorre trovare un tema trascendente che raccoglie come una mongolfiera tutti i pezzi della vostra organizzazione non profit.

Pensate a quanto è forte la parola VITA, a quanto rappresenta, in modo trascendentale, tutto il mondo nonprofit. In fondo che un’organizzazione si occupi di bambini, adulti con disabilità, sviluppo della cultura o educazione, significa comunque occuparsi di VITA!
Pensate a quanto, invece, sono “anaffettivi” gli acronimi: PDL, PD, EPAC, ARC, ENAP, ALI, ARC!
In alcuni rari casi il brand è conosciuto e ha vinto… ma non date nulla per scontato.
Non so quanto “mondo comune” saprebbe dire cosa significa ANFASS, o AIAS. E quanti saprebbero collegare il brand e il marchio alla straordinaria attività che fanno queste grandissime organizzazioni nonprofit.

Non voglio “fare quello che” giudica “il marchio” e propone la “ribrandizzazione…”. No!
Chi ha il suo marchio se

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C’è VITA dappertutto!

Vado ad un asta di beneficenza, di quadri.
Cerco di comprare un quadro con una bicicletta fra quelli disponibili.
Non so se ve l’avevo mai detto, ma ho una passione per gli oggetti sulle biciclette – quadri, soprammobili, piatti, bicchieri, magliette, bottiglie di vino, sculture, ecc.
Lo guardo bene e ci trovo dentro VITA, il magazine del nonprofit, come parte del quadro.
E mi dicono che sia un pittore in crescita che vale sempre di più… (Gianluca Bosello)

Insomma vedo VITA dappertutto.
Il giornale che tanto ha dato al nonprofit, che è parte del nonprofit italiano, che ora non naviga in acque tranquille, ma che rimane sempre “lui”… (che nome straordinario, per descrivere in pieno il mondo nonprofit, ovvero Vita in atto).

C’è VITA dappertutto!
E in bocca al lupo a Riccardo Bonacina e ai suoi. Perchè riescano a navigare in acque

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