Il fundraiser che si innamora della sua brochure, non raccoglie soldi.

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Il fundraiser che si innamora della sua brochure, non raccoglie soldi. La nonprofit che si innamora della propria comunicazione, non comunica affatto. Come il fotografo che si innamora della sua bravura, fa solo autoscatti.

Quando studiavo negli Stati Uniti, oltre 25 anni fa, ricordo che uno dei professori del mio corso mi si avvicinò e mi disse: “Allora Valerio come sta andando il semestre?” e io, con il tono tutto italiano di chi non vuole mai strafare mi limitai ad un normale: “Abbastanza bene”, quando in realtà avevo più o meno il massimo dei voti in ogni esame.

Ma lo dissi con quel modo di fare tutto italiano, che evita insopportabili trionfalismi e autocelebrazioni.

Il professore mi guardò stranito e mi disse: “Ma quindi non stai andando bene?”….e lì, tutta una serie di frasi tipo: “No, non intendevo dire che non vado

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Felice chi ha detto NO, e infelice chi ha detto SI, ma…

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C’è chi è felice, perchè ha vinto e c’è chi è triste, perchè ha perso. Ma come dicevano gli economisti del settecento, la “felicità è pubblica”. Ovvero “O siamo tutti felici, o non lo è nessuno, poiché non si può essere felici circondati da infelici”.

Fare fundraising, vuol dire fare la felicità del donatore, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Master, Festival, Fundraising day, o qualunque lavoro voi facciate, in fondo hanno questo scopo…essere creatori di felicità. Lasciare il mondo un po’ meglio di come lo abbiamo trovato. Un po’ come fanno i bambini.

La cosa piu bella di ieri e’ stato andare a votare con mia figlia piccola Maria Vittoria. Mi sono divertito da morire!. Mi faceva un sacco di domande…perchè si va in una scuola a votare?, perchè si usa una matita invece di una biro?…, mamma

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I miei 3 “modi” di fare Fundraising.

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Ci sono solo tre modi per raccogliere più fondi:

  • trovare più donatori (e di solito qui si perdono soldi);
  • alzare la donazione media (cioè alzare l’importo della donazione dei donatori già acquisiti);
  • aumentare la frequenza delle donazioni (ovvero chiedere allo stesso donatore di fare donazioni con maggiore frequenza).

1 – Trovare NUOVI donatori è la prima cosa da fare.

Dobbiamo “portare a casa” più donatori possibili: nomi di potenziali di nuovi donatori, numeri di telefono, indirizzi e tutto quello che può fornire un contatto con la persona. Ma questa attività ha un costo molto elevato. E di solito costa di più di quello che si riceve

2 – Alzare la donazione MEDIA dei donatori già acquisiti è la seconda cosa da fare.

Vuol dire fare di tutto perché il donatore sia maggiormente coinvolto con voi e decida di impegnarsi sempre di più

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Il Fundraising non ha bisogno di Mediocri!

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“In banca fanno carriera solo i mediocri. I migliori vengono stroncati sul nascere” questo mi ha detto un ragazzo che lavorava in banca  alle selezioni del Master in Fundraising l’anno scorso. Gli ho chiesto se credeva di essere il migliore e mi ha risposto: “Io non credo di essere migliore di nessuno. Ma voglio sentirmi migliore“. Sono contento che abbia fatto il Master. Perchè la differenza è tutta qui.

E’ l’atteggiamento, la attitude, lo state of mind che fa i fundraiser migliori.

La scelta sta a voi. Se scegliete di essere dei mediocri, il fundraising non ha bisogno di voi. Ma se scegliete di voler essere migliori, il Master in Fundraising è la scelta che fa per voi. Con il Master in Fundraising fate la scelta consapevole di voler crescere e migliorare come persone e come Fundraiser.

Il 5 dicembre scade il termine per l’iscrizione

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Testate i Call Center della Concorrenza…

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Ho provato a chiamare il call center della Apple. Il mio cellulare aveva un problemino. Sono stato 40 minuti al telefono a cercare di spiegarmi. Non mi hanno capito. Ho alzato al voce e ho detto: “Insomma, lei non capisce, mi passi un senior manager”. Me l’hanno passato. In 20 secondi ha capito il problema, in 30 minuti ha risolto il problema. E poi mi ha detto: “Per scusarmi di averle fatto perdere cosi tanto tempo, vorrei mandarle un buono da spendere in quello che vuole di 70 euro, le puo’ andare bene?”. perbacco se mi va bene, e non solo mi hanno riconquistato, ma lo sto dicendo a tutti.

Ho provato a chiamare il call center di Save The Children e anche se non hanno i budget di Apple, è veramente uno spettacolo. Da provare.

Nel mentre mi ha appena

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Perchè iscriversi al Master in Fundraising?

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Perchè iscriversi al Master in Fundraising?
E’ molto smeplice. Perchè il mondo nonprofit sta cambiando.
Il Fundraising è in grado di rendere libere e indipendenti le organizzazioni nonprofit.
E il Fundraiser è la figura professionale che meglio può guidare le organizzazioni nonprofit nel cambiamento.
Non chiede soldi. O meglio. Non solo. Il Fundraiser crea delle relazioni.
Per farlo bisogna essere preparati.
Bisogna essere dei fundraiser professionisti.
Il Master in Fundraising dell’Università di Bologna è il primo e unico Master Universitario in Italia che forma i Fundraiser professionisti.
Imparerete a gestire tutti gli strumenti di Fundraising, dal digital, al direct mail, agli eventi, alle fondazioni, ai lasciti.
Ma soprattutto, vi insegna la centralità del donatore e ad amarlo profondamente.
Se volete essere protagonisti del futuro e gli artefici del

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Il Fundraising è Poesia

Una ragazza che ha partecipato all’Open Day del Master in Fundraising. mi manda una email, che piu che e una mail mi sembra una “poesia”.

Mi dice: “Buongiorno prof. Melandri, mi chiamo Valentina e ho partecipato all’Open Day del Master in Fundraising di venerdì scorso….” e poi bla bla bla e poi mi dice “e comunque sappia che ho preso la mia decisione. Voglio fare la fundraiser perchè come ha detto lei durante la presentazione del Master questo è un lavoro che regala tante emozioni. L’emozione di esplodere di felicità a fine giornata quando hai convinto un sostenitore a finanziare un nuovo progetto. L’emozione di sacrificarsi tutti i giorni per una causa e in qualche modo sopravvivere. L’emozione di dare ogni Natale ai bambini un albero su cui mettere la stella in cima. L’emozione di poter dare alle mani delle le persone

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Lavorare nel nonprofit si può!

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Nel panorama del nonprofit italiano operano più di 300.000 organizzazioni nonprofit che danno lavoro a oltre 680.000 dipendenti retribuiti, 270.000 collaboratori e 5.000 dipendenti temporanei. Sono numeri interessanti. Ma è ancora più interessante il fatto che il numero degli addetti è in crescita.

Avete tante possibilità per lavorare nel nonprofit, dall’educatore, all’operatore socio sanitario, all’impiegato che tiene la contabilità.

Sicuramente la professione del Fundraiser è una delle professioni più interessanti del mondo nonprofit.

È grazie a lui che le organizzazioni nonprofit possono portare avanti i progetti in essere e trovare le risorse per realizzarne di nuovi. Il Fundraiser garantisce il futuro delle organizzazioni nonprofit.

È una professione completa che richiede competenze specifiche in diversi settori. Ci si può specializzare in diversi strumenti come il Digital, il Corporate, il Direct Mail, i Grandi Donatori, gli Eventi.

Non ci si improvvisa Fundraiser. Ma si può

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Cosa vuole veramente un donatore

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Ho perso il conto delle conferenze a cui ho partecipato in cui il relatore esordisce con la mitica frase
“Le ricerche dimostrano che i donatori vogliono solo tre cose…”:

  1. dare ai donatori la possibilità di scegliere per quale progetto donare;
  2. ringraziarli in maniera appropriata;
  3. trattarli sempre con gentilezza e professionalità.

Il problema è che le ricerche, di solito, si limitano a chiedere ai donatori:
“Che cosa vorreste dall’organizzazione nonprofit?”. E ciò è profondamente sbagliato.

Se uno pensa di aver trovato la risposta giusta nel rapporto con i propri donatori semplicemente chiedendo loro “Che cosa volete?”, vuole dire che non
ha la più pallida idea di cosa sia un essere umano!
È come se una persona prima di sposarsi facesse un questionario alla propria fidanzata del tipo “Cara, che cosa vuoi che io faccia?”, e si comportasse sulla base delle risposte ottenute. Non funziona!

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