Sì, lo so: l’ammontare raccolto è importante. Nessuno lo nega. Ma valutare un fundraiser solo sulla base dei soldi incassati è sbagliato e pericoloso. Servono indicatori di fundraising efficaci per misurare davvero la performance.
Perché?
Perché se quei soldi arrivano sempre dagli stessi donatori, se il fundraiser non coltiva relazioni nuove, se lavora di rendita… allora non stiamo facendo fundraising. Stiamo solo tirando avanti.
Serve una metrica più intelligente.
Ecco 6 indicatori di fundraising efficaci per valutare davvero il lavoro di un fundraiser:
1. Numero di visite personali.
Se un fundraiser sta sempre in ufficio, c’è qualcosa che non va. Il fundraising è relazione. E le relazioni si costruiscono guardandosi in faccia. Un buon benchmark per un full-timer? Tra 120 e 150 visite l’anno. Ma se un anno ne fa 300, vuol dire che si è mosso meglio.
2. Percentuale di visite uniche.
Se fai 100 visite, ma sono sempre alle stesse 10 persone, non stai evolvendo. Se il 50-60% sono prime visite, e il resto follow-up ben distribuiti, stai coltivando. E crescere è possibile solo così.
3. Numero di proposte presentate.
Quante volte il fundraiser è arrivato davvero alla richiesta? Coltivare è importante, ma alla fine bisogna chiedere. Le “chiamate a donare” vere e proprie vanno contate e valutate.
4. Numero di donazioni ottenute.
Non mi interessa quanto valgono. Mi interessa quante sono. Per una piccola associazione, ad esempio, una grande donazione spot può sembrare un successo. Ma sono le donazioni regolari che stabilizzano, diversificano, e riducono la dipendenza.
5. Totale raccolto.
Sì, ovviamente si misura. Ma si legge alla luce di tutto il resto. Non isolato. Non da solo.
6. Assist.
Chi fa l’ultimo passaggio prima del gol, merita riconoscimento. (Come Rivera, il più grande assist-aro del mondo, scusate ma da milanista ogni tanto mi scappa..). Se un fundraiser viene messo in condzione da un collega, un volontario o un dirigente di chiudere una donazione… è fundraising. E va contato. E in questo modo si fa “cultura” del fundraising in tutta l’organizzazione. Se tutti vengono premiati se fanno assist al fundraiser, si raccoglie di più.
Questi sei criteri vanno discussi col fundraiser, concordando pesi e obiettivi.Non servono solo a “valutare”. Servono a migliorare la performance e a diffondere la cultura del fundraising in tutta l’organizzazione.
Perché il fundraising non è un mestiere solitario. È gioco di squadra. E va misurato con intelligenza, non con il pallottoliere.E si misura con strumenti più intelligenti di un semplice “quanto hai incassato?”.