Ieri una collega mi ha chiamato al telefono imbufalita. Mi ha parlato di “furti” nel nostro settore e di come la competizione nel fundraising a volte sembri quasi una guerra personale.
- “ Mi hanno copiato la campagna ”
- “ Hanno usato la nostra idea ”
- “ Ci hanno rubato il concept ”
E in effetti la campagna di un’altra organizzazione nonprofit era davvero simile a quella della mia collega. Ma mi viene da sorridere: nessuno ha mai fatto una donazione perché avevi avuto un’idea originale. Le donazioni arrivano quando chi ti segue si fida di te. E la fiducia non te la può rubare nessuno, te la giochi tu.
Il nonprofit è pieno di “ladri”: fai una cosa bella, qualcuno la vede, la annusa, la prende come ispirazione e la usa. È normale. Quante volte ho visto una campagna del 5×1000 diventare “modello” nel giro di due settimane? Non è furto: è competizione nel fundraising. E la competizione naturale, di solito, fa bene. Eppure ho visto organizzazioni litigare perché un’altra aveva ripreso l’impostazione grafica di una campagna. Ho persino visto qualche anno una pubblicità comparativa: “noi siamo meglio di loro, perché abbiamo meno costi e più risultati”. Era un po’ troppo, forse. Ma ci sta. Sarebbe come dire che nessuno può più usare un certo tono, o un certo taglio fotografico.
Il furto vero, quello che manda a casa i fundraiser, è un altro: è la distrazione. È quando, mentre ci lamentiamo che qualcuno ci copia una campagna, perdiamo l’unico tesoro che conta davvero: la fiducia dei donatori. La loro attenzione oggi vale più dell’oro. E la stiamo lasciando scivolare via, convinti che il problema sia “chi copia chi”.
Quando vedevo le mie slide copiate pari pari in un intervento di qualcun altro in un convegno, all’inizio ci restavo male, poi ho capito che se le avevano prese e copiate, voleva dire che erano di valore!
Perché quello che gli altri non possono copiare è la tua credibilità. E quando ti preoccupi troppo di chi “ti ruba lo stile”, di solito è perché quella credibilità non è ancora così solida. Il copyright del mondo profit (ma nel nonprofit la dinamica è simile) non serve a proteggere ogni singola idea. Serve a garantire che ci siano creatori vivi e attivi. Nel nostro caso: organizzazioni capaci di raccontarsi, innovare, coinvolgere.
Morale semplice:
- Il furto materiale è grave.
- Il furto delle idee non esiste.
Il furto della fiducia dei donatori, invece, quello sì che uccide le organizzazioni nonprofit.
E quando succede, quasi sempre ce lo siamo procurati da soli.