Qual è il miglior modo per ringraziare un donatore?

Ogni anno, ricevo molte borse di studio da mettere a disposizione degli studenti più meritevoli che si iscrivono al Master in Fundraising di cui sono direttore presso l’Università di Bologna. Prima di tutto ringrazio io personalmente. Poi, anche se non è richiesto, chiedo agli studenti che hanno beneficiato della borsa di studi di ringraziare. Come?

Chiedo loro di scrivere una lettera vera e personale in cui raccontano la loro storia e poi la faccio spedire direttamente da loro. Dovreste vedere che belle lettere.

Come ringraziate il donatore? Certo potete anche fare solamente una telefonata, ma una telefonata in fondo non lascia traccia. Scrivere un biglietto o una lettera di ringraziamento, questo sì che lascia il segno. Prima di tutto perché avete dedicato del tempo e dell’impegno. E poi perché lasciate un segno tangibile.

Ricordatevi che scripta manent. Se siete abbastanza audaci, e sono sicuro che lo sarete presto, potreste anche scrivere un biglietto a mano. Non importa se avete una scrittura indecifrabile come i geroglifici egiziani. Quelle poche righe valgono infinitamente di più di una bella pagina uscita dalla vostra stampante laser a colori ultimo modello. Evitate di ringraziare via email se vi è possibile. Potrebbe finire nello spam o perdersi nelle centinaia di email che riceviamo ogni giorno. E poi, sinceramente, non è un qualcosa di tangibile. E il donatore vuole toccare con mano quanto fa per voi. Anche un piccolo premio, una menzione, una foto sulla newsletter dell’organizzazione, sono tutti modi per ringraziare.

Non dimenticate che state ringraziando sempre troppo poco.

Il vostro donatore è il vostro tesoro. Non distruggetelo. Non dissipatelo. Non sprecatelo. Ma abbracciatelo. Coccolatelo. Ringraziatelo. È un qualcosa di cui andrete fieri e orgogliosi.

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

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