Tocca livelli record la raccolta fondi per l'uragano Katrina

Dopo meno di una settimana dal disastro compiuto dall’uragano Katrina, le donazioni a favore delle vittime del disastro sono vicine a raggiungere la cifra record di 400 milioni di dollari, livello che sorpassa la cifra raccolta dopo una settimana quando lo tsunami provocò morti e distruzione sulle coste dell’oceano indiano nel mese di dicembre.

Fra il 31 Agosto ed il 1 Settembre le promesse di donazione alle organizzazioni nonprofit sono quadruplicate raggiungendo un ammontare di 95 milioni di dollari per i 3/4 raccolti dalla Croce Rossa Americana.
Ma anche altre organizzazioni non sono state a guardare: il fondo creato da Salvation Army (www.salvationarmyusa.org) si è attestato a 15 milioni di dollari con una donazione anonima di un donatore sconosciuto del Mississipi (non aveva mai donato prima all’organizzazione!) di $38.000.

Giustamente, Dalton Cunningham, il responsabile di Salvation Army’s per gli stati dell’ Alabama, Louis iana e Mississippi sottolinea come “La sfida vera per chi raccoglie fondi incomincia quando l’emozione degli eventi finisce” ed interessante è anche quanto dice Patrick Rooney, un mio collega americano direttore dell’area ricerca presso il Center on Philanthropy dell’Indian University con cui ho lavorato alla ricerca sui fundraiser italiana (“Fundraiser: professionista o missionario?” Guerini, 2005): “le organizzazioni nonprofit dovranno sempre più comunicare ai donatori quello che effettivamente comportano fenomeni di distruzione come questi. Non serve solamente una generosità a breve termine, ma un aiuto a ricostruire nel corso degli anni l’intero tessuto sociale ed economico delle regioni colpite

Ottimo consiglio per i fundraiser!!

Elenco anche un po’ di grandi donazioni che sono state effettuate, tanto per dare una idea dell’impatto emotivo di questa tragedia anche all’interno del mondo filantropico americano

Wal Mart – $15milioni a favore del Katrina Relief Fund
Pew Charitable Trusts – $1 milione a favore della American Red Cross
Michael & Susan Dell Foundation – $5 milioni a favore della American Red Cross
John S. and James L. Knight Foundation -$1 milione a favore della American Red Cross
Fannie Mae Foundation -$1 milione a favore della American Red Cross
Jessie Ball Dupont Fund – $1 milione a favore della American Red Cross

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

3 Comments

  1. Intervengo anche su questo, osì faccio un po’ di pratica per quando aprirò anche il mio di blog.
    Mi sembra interessante la riflessione sulla costruzione del tessuto sociale e spero che prima o poi qualcuno comincia seriamente a dare anche una valutazione di questa attività, che nel lungo periodo sarà sempre più necessaria. Per il momento (purtroppo) pochi sono disposti ad investire (tempo e denaro) per la costruzione di reti di fiducia.
    Per quanto concerne le donazioni di “Katrina”, è sempre confortante constatare la generosità delle persone, come però è altrettanto deprimente constatare allo stesso modo che questa è sempre emozionale. Ragazzi e se investissimo un po’ prima che accadessero ste’ tragedie?
    Infine sul Wal-Mart: lungi da me l’idea di essere un “buono fondamentalista”, ma un paio di giorni fa ho letto su di un quotidiano nazionale che la stessa azienda ai propri dipendenti eroga stipendi inferiori del 30-40% rispetto ad altre imprese della stessa categoria ed attua politiche di gestione delle risorse umane oserei dire perlomeno discutibili. Certo sono importanti i dollari, ma la coerenza dei comportamenti non si riduce ad una donazione, per quantogenerosa possa sembrare. Forza Zamagni!!!

    A presto
    Luciano

  2. Concordo con il signor Zanin, molte di queste imprese profit, come Wal Mart, forse donano solo per una questione di immagine. Comunque la speranza è che queste donazioni vadano spese bene.

  3. E di questi 400 milioni quanti saranno spesi per aiutare la povera gente che viveva nelle zone depresse della “grande america”?

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