Si possono unire tre realtà diverse e fare fund raising insieme? dalla competizione alla COO-PETIZIONE

Mi giunge per email! Finalmente qualcuno che ragiona in termini di collaborazione e non solo di concorrenza!

Siamo 3 responsabili di tre diverse case famiglia di Napoli (differenti per target di accoglienza e specializzazione) e gestite da tre diversi enti non profit. Condividiamo un percorso di confronto e collaborazione e ahimè anche di mancanza perenne di risorse economiche. Avremmo pensato di unire le nostre forze per verificare la possibilità di lanciare stabilmente un’operazione di fund raising per sostenere le nostre realtà. Il fatto di appartenere a tre enti diversi è precludente al tipo di operazione che vogliamo fare? Oppure è possibile trovare una strategia che veda tre realtà diverse unite per un unico obiettivo? E’
una sfida che il mondo del fund raising può sopportare? (Giovanni Morelli resp. casa famiglia)

Ma certo! dico io! Ma mi sforzo, continuo a sforzarmi, girando a destra e a sinistra per l’Italia a cercare di far capire che la via d’uscita per uno start up di una buona azione di fund raising passa inevitabilmente per i consorzi! Qui si tratta di ritirare fuori dal cassetto una vecchia idea con un nome strano COO-PETIZIONE (Harvard Business Review qualche anno fa), un misto fra competizione e cooperazione. Altrimenti continuiamo a ripetere il solito vecchio antico slogan… “ma noi queste cose non le possiamo applicare…”
Avanti invece, a me interessano anche i vostri risultati, teniamoci in contatto!
VM

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valerio melandri

Autore, consulente, speaker e formatore sul fundraising.
Questo significa che scrivo, consiglio e parlo di fundraising dalla mattina alla sera, aiutando le organizzazioni nonprofit a raccogliere più fondi. Vivo in Italia ma insegno, faccio consulenza, o parlo a convegni anche all’estero.

3 Comments

  1. Sono totalmente d’accordo. Il vecchio adagio “l’unione fa la forza” penso sia sempreverde.
    Ce lo insegna la cooperazione sociale, l’impresa sociale, il mondo cooperativo non piu` diviso “a colori”.
    Competenze diverse, target diversi, la societa` cresce!!

  2. Caro Giovanni, non ci conosciamo, ma nel brol siamo un po’ tutti amici e quindi ti do del tu. Da sempre le iniziative e i progetti camminano con le gambe delle persone, quindi il problema non è se il fund raising può sopportare o meno delle particolare condizioni, ma semmai some sono le persone cheo fanno. Una delle regole che Melandri ci ha insegnato è che le persone danno alle persone per le persone. Da parte mia ti faccio un grande “in bocca al lupo” e ti sarei grato se tenessi informato questo blog su come procedono le cose, in modo che la tue e vostra esperienza possa essere d’aiuto e d’esempio a molte altre organizzazioni.
    Insieme non solo si può, ma spesso conviene!

    Buona fortuna

    luciano

  3. Concordo anche io, l’unione fa la forza!
    Conosco bene la realtà campana delle cooperative sociali e so quanto sia difficile uscire al di fuori delle convenzioni con gli enti pubblici (la Regione Campania è nota per pagare con secoli di ritardo…e quindi per le coop. il tracollo economico è sempre vicino..). Si può e si deve fare fund raising unendo risorse ed esperienze. In bocca al lupo!

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